Dipendenze tecnologiche
Gli ultimi decenni si sono caratterizzati per una crescente diffusione di social network, di piattaforme e di sistemi di messaggistica immediata, favorendo l’instaurarsi e l’intensificarsi degli scambi interpersonali. Tuttavia, parallelamente alla diffusione di Internet e delle nuove tecnologie, c’è stato un crescendo di abuso delle stesse, tanto da compromettere il benessere psichico e fisico dell’individuo, incidendo negativamente nella sfera delle relazioni sociali e familiari, nei contesti lavorativi e sul piano economico. I professionisti della salute parlano di “dipendenze tecnologiche” e tra queste rientra la dipendenza da smartphone, patologia che interessa un numero sempre più grande di persone e soprattutto di adolescenti.
Questo disturbo consiste in un uso compulsivo del dispositivo, spesso a scapito di attività essenziali come lo studio, il sonno e le relazioni sociali, e tra i sintomi rilevabili ci sono:
- ansia o irritabilità in assenza dello smartphone
- difficoltà a limitare il tempo di utilizzo
- impatto negativo sul rendimento scolastico e sulla vita quotidiana.
Iperconessioni vs isolamento sociale
Spesso il tempo della vita reale trascorre tra uno scrollo e l’altro, in un mondo di iperconnessioni, dove i social media diventano vetrine per mostrarsi, ma anche contesti che promuovono standard irrealistici di bellezza e successo. Gli adolescenti, individui che sono ancora in fase di sviluppo identitario, possono essere particolarmente sensibili a questi confronti, sviluppando ad esempio insicurezze sul proprio aspetto fisico, senso di inadeguatezza, disturbi alimentari.
Tra le problematiche emergenti legate all’uso eccessivo dello smartphone ci sono una diminuzione delle interazioni faccia a faccia e la conseguente difficoltà nel comunicare in modo efficace nel mondo reale, riducendo la capacità di instaurare relazioni profonde fino a comportare un vero e proprio isolamento sociale. L’assenza o la riduzione di scambi interpersonali dal vivo non consente di affinare le competenze comunicative legate all’espressione e comprensione delle emozioni poiché mancano dei segnali verbali e non verbali necessari.
Scambi digitali vs scambi vis à vis
Inoltre le interazioni faccia a faccia prevedono un tempo di azione-reazione, ci si può imbattere in qualcosa di non previsto perdendo così il controllo della situazione. A tal proposito molti adolescenti riferiscono di sentirsi più al sicuro negli scambi digitali, di solito nella forma scritta, poiché sentono di avere un maggiore controllo soprattutto sulla parte emotiva.
Questo sembra interessare soprattutto gli scambi tra maschi e femmine, in cui dominano la paura del rifiuto e del giudizio negativo, attivando uno stato di ansia nelle interazioni vis à vis. Ripararsi dietro uno schermo consente di non rendere visibili all’interlocutore/interlocutrice i segnali emozionali corporei, la vergogna, l’incapacità di elaborare una risposta diretta. Secondo uno studio condotto dalla San Diego State University, i ragazzi di oggi passano più tempo a chattare tra loro sui telefonini che uscire per un primo appuntamento o con gli amici, sostanzialmente sono più soli e più vulnerabili psicologicamente, riscontrando un aumento dei tassi di depressione e di suicidio.
Interventi a favore degli adolescenti
Per contrastare questa tendenza bisognerebbe aiutare i ragazzi a limitare il tempo di uso dello smartphone, ad esempio incitandoli a coinvolgersi in attività ludiche, sportive, ricreative in presenza dei coetanei.
Per quei soggetti che presentano un vero e proprio disagio psico-relazionale potrebbe essere molto utile la partecipazione a gruppi terapeutici per adolescenti, in cui un lavoro sul sé all’interno di un contesto di relazione consentirebbe di recuperare la dimensione socio-affettiva.