Tossicodipendenza - Psicologia Psicoterapia

TOSSICODIPENDENZA

La tossicodipendenza è una condizione in cui ci si trova gradualmente a non poter controllare il desiderio di assumere una certa sostanza. La persona tossicodipendente avverte la necessità irrefrenabile e frequente di assumere droga, nonostante il danno fisico, psicologico, affettivo, emotivo o sociale che tale assunzione può comportargli come conseguenza. Una delle caratteristiche delle sostanze stupefacenti è quella di provocare, nell’individuo che le assume, una condizione di dipendenza fisica o di dipendenza psichica. Nel primo caso si parla dei processi di “assuefazione”, “tolleranza” e “astinenza”, per cui il fisico modifica il suo equilibrio in base all’assunzione della sostanza, ne richiede una quantità sempre maggiore per mantenerne gli effetti, e provoca sintomi legati ad astinenza nei momenti in cui se ne sospende l’assunzione. Nel caso della dipendenza psichica, subentra un bisogno psicologico di assumere continuativamente la sostanza, in quanto associata ad uno stato di benessere, rilassamento, autostima, fiducia in se stesso e assenza di ansia. E’importante fare una distinzione tra “abuso” e “consumo” di sostanze. L’abuso di una sostanza è legato a bisogni profondi, ad un equilibrio psicologico ed esistenziale, in cui il rapporto esclusivo con la sostanza e gli effetti che produce, conducono ad un coinvolgimento totale della persona. Il consumo, invece, è spesso legato alla curiosità, alla ricerca di nuove forme di piacere, alla moda, alla voglia di sperimentare gli effetti e di fare esperienze, Capire le motivazioni della persona aiuta a spiegare il motivo per cui la persona assume droga. Le cause dell'abuso e della dipendenza, e la gravità del quadro patologico variano a seconda del tipo di sostanza usata, del dosaggio e durata dell’assunzione, della personalità di chi l’assume e delle circostanze in cui tale sostanza viene consumata.

 

CARATTERISTICHE DELLE TOSSICODIPENDENZE

Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV) descrive la dipendenza da sostanze come un comportamento che si manifesta con tre (o più) delle situazioni seguenti, che si verificano in un periodo di almeno 12 mesi: Tolleranza, definita da una o dall'altro delle seguenti condizioni: a) necessità di un marcato aumento della quantità della sostanza per raggiungere l'intossicazione o l'effetto desiderato; b) un effetto marcatamente diminuito con l'uso continuato della stessa quantità della sostanza; Astinenza: la stessa (o molto simile) sostanza è presa per alleviare o evitare i sintomi dell'astinenza; La sostanza è presa in quantità maggiori o per un periodo di tempo più lungo di quanto si intendesse; C'è un desiderio persistente o tentativi infruttuosi di smettere o controllare l'uso della sostanza; Grande quantità di tempo passato in attività necessarie a ottenere la sostanza (per esempio, visitare molti medici o guidare per lunghe distanze), usare la sostanza o recuperare dai suoi effetti; Importanti attività sociali, occupazionali o ricreazionali vengono interrotte o ridotte a causa dell'uso della sostanza; L'uso della sostanza è continuato nonostante la conoscenza di avere un persistente o ricorrente problema fisico o psicologico che è stato causato o esacerbato dalla sostanza.

 

CAUSE DELLE TOSSICODIPENDENZE

È stato notato che alcune persone sono più a rischio di altre per l’abuso di sostanze, in quanto potrebbero ereditare dai genitori la predisposizione alla dipendenza, o potrebbero essere presenti alcuni disturbi della personalità o, più semplicemente, assetti comportamentali per alcuni versi anomali. Tuttavia, anche la pressione sociale e altri fattori esterni, come stress, povertà e altre malattie, potrebbero influenzare l’individuo, rendendolo più vulnerabile al disturbo. Il ricorso alle droghe, quindi, non rappresenta solo un intervento di automedicazione, seppure nel senso più ampio del termine, ma un vero e proprio supporto esterno che aiuti ad affrontare la vita e le difficoltà personali.

 

SOSTANZE STUPEFACENTI

Cannabis: include tutte le sostanze psicoattive derivate dalla pianta cannabica, più le sostanze chimicamente simili. Le più comunemente usate sono matijuana e hashish. Effetti: altera la percezione inducendo rilassamento, sonnolenza, voglia di parlare e di ridere. Dosi elevate possono portare episodi di confusione, disorientamento, agitazione e panico;

Eroina: appartiene alla categoria degli oppioidi naturali, insieme alla morfina e al metadone. Tra le droghe è la più mortale e dà forte assuefazione. Effetti: riduce gli stati di ansia e angoscia determinando sensazioni di calore e tranquillità. Riduce la sensibilità e le reazioni emotive al dolore. Dosi elevate provocano sedazione, stupore, sonno, perdita di coscienza. Dosi ripetute con una certa frequenza inducono tolleranza e dipendenza fisica;

Cocaina: è uno stimolante ed eccitante molto potente, gli vengono riconosciuti anche effetti afrodisiaci, ed è una droga che agisce direttamente sul cervello. Questa droga a effetti collaterali pericolosi, infatti chi ne abusa può perdere la ragione , e riscontrare danni al cervello , avere manie ed idee fisse che la portano a vivere una dimensione irreale , con sintomi paranoici.

Il "Crack" è una forma solida della cocaina a base libera. Il nome “crack” deriva dal rumore che questa sostanza produce quando viene riscaldata e fumata.

Ecstasy: è la molecola più nota di una classe di farmaci (MMDA) da un punto di vista strutturale, correlata sia all’amfetamina che alla messalina (un allucinogeno). È conosciuta anche con il nome MDMA. Effetti: stimola il sistema nervoso e produce allucinazioni, ideazione paranoidea, senso di realizzazione e di forza. A livello fisico produce tachicardia, oscillazioni dei valori della pressione, nausea, brividi, calore, involontario serramento dei denti, crampi muscolari e vista sfocata. Sintomi riscontrati in consumatori abituali di ecstasy sono livelli di ansia molto elevata, impulsività, aggressività, disturbi del sonno, perdita di appetito, perdita di interesse nel sesso e perdita delle sensazioni di piacere ad esso collegate.

Amfetamina e metamfetamina: l’amfetamina è una sostanza di sintesi, stimolante, presente in alcuni farmaci disponibili sul mercato. La metanfetamina, “figlia” della precedente, è un potente stimolante che da assuefazione e causa, anch’essa, gravi danni al sistema nervoso centrale. È comunemente conosciuta come “speed”, “ice”, “crystal” o “cranck”.

Allucinogeni: sono sostanze attive che provocano illusioni sensoriali, ossia fanno vedere e sentire cose che non esistono. Queste sostanze, quindi, influenzano sensibilmente le percezioni e l’interazione con l’ambiente circostante. Tra le droghe di questo tipo troviamo l’LSD, che provoca allucinazioni visive, uditive e sensoriali importanti, che possono essere percepite in maniera positiva o negativa (stati di panico, di perdita dell'autocontrollo, di stati deliranti e confusionali, paura di impazzire). Altri allucinogeni conosciuto i cosiddetti “funghetti magici”, molto simili a quelli dell'LSD, ma più deboli.

 

CAUSE COME AFFRONTARE LE TOSSICODIPENDENZE E IL DISAGIO PSICOLOGICO

La disintossicazione e la perdita di dipendenza da sostanze d’abuso è possibile, ma è necessario non essere soli in questo percorso di cura. Abbandonare l'uso di una droga è molto difficile e richiede almeno un supporto psicologico, unitamente ad una forte motivazione e all’aiuto di uno dei diversi centri di prevenzione e di disintossicazione presenti su tutto il territorio nazionale. Spesso può essere necessario un supporto farmacologico, uno o più farmaci che aiutino a superare le sensazioni spiacevoli, psicologiche e fisiche connesse con la dipendenza. Purtroppo non esiste ancora una medicina miracolosa capace di annullare il desiderio della droga, anche se diverse sostanze sono ancora in sperimentazione. Una sostanza molto discussa, che viene usata come sostituto dell’eroina contro le sindromi di astinenza, è il metadone. Sembra che abbia un effetto più duraturo dell'eroina (basta una somministrazione al giorno) e che, somministrato oralmente, non ha gli effetti euforici dell'eroina che aumentano la tossicodipendenza. L’uso di questa sostanza e la graduale sospensione può aiutare ad uscire dalla dipendenza, ma non previene possibili ricadute. Per avanzare un percorso di trattamento, gli operatori devono saper leggere a 360 gradi i problemi della persona tossicodipendente e non fermarsi ai soli aspetti sanitari. Vi è infatti la necessità di comprendere bene e contemporaneamente tutte tre le dimensioni: sanitaria, psicologica e socio-realzionale. È necessario, inoltre, dare priorità all'interesse e allo sviluppo di attività per il reinserimento sociale e lavorativo dei tossicodipendenti. Tutto questo si può fare attraverso l'attivazione di programmi e corsi di formazione professionale che permettano concretamente e realisticamente alla persona in trattamento di recuperare e sviluppare abilità e cultura. Le possibili strade da intraprendere per affrontare la disintossicazione ed uscire dal tunnel della dipendenza, sono i SerT, le comunità terapeutiche, le unità di strada e diversi tipi di psicoterapia.

 

CONSIGLI PER CHI STA VICINO A PERSONE TOSSICODIPENDENTI

Ci sono degli elementi che possono aiutare i familiari a capire se un proprio caro sta entrando nel tunnel della droga.

Si può infatti notare:

  • un cambiamento delle abitudini;
  • difficoltà scolastiche e/o di lavoro;
  • repentini sbalzi di umore;
  • frequentazioni e amicizie diverse;
  • ripetute e frequenti assenze;
  • isolamento; cambi di orari;
  • richiesta di denaro; scomparsa di oggetti da casa;
  • insofferenza;
  • mancanza di progetti;
  • dimagrimento a vista d’occhio (per chi usa eroina o morfina);
  • perdita dell’appetito e aumento di assunzione di bevande;
  • occhi arrossati o lucidi o pupille a “spillo”;
  • tendenza ad addormentarsi sempre più spesso.

Rimane però molto difficile che la famiglia sia in grado di gestire i tanti problemi che comporta la presenza di un tossicodipendente in casa. Si suggerisce, in ogni caso, di appoggiarsi sempre a persone, enti e associazioni che conoscano il problema e possano garantire un programma educativo a medio-lungo termine.

 

PSICOTERAPIA A SUPPORTO DELLE TOSSICODIPENDENZE

Trattamenti psicoterapeutici sono ampiamente utilizzati per i disturbi da uso di sostanze e includono terapie individuali, familiari e di gruppo. Insieme agli obiettivi specifici per la dipendenza, che comportano la cessazione dell’autosomministrazione della sostanza, la psicoterapia affronta temi inerenti anche ad altri aspetti della vita dei pazienti, sia passati che presenti, supponendo che alcuni di questi contribuiscono al loro attuale uso di sostanze.

Psicoterapia individuale: Tecniche psicoterapeutiche derivanti da diversi orientamenti sono state adattate perché si concentrassero in modo specifico sul trattamento della dipendenza. Tali tecniche sono l’approccio psicodinamico, la psicoterapia supportivo-espressiva, quella interpersonale, le terapie cognitive. Le strategie comportamentali sono state utilizzate in combinazione con altri trattamenti.

Psicoterapia di gruppo: questo tipo di trattamento della dipendenza ha rappresentato la soluzione più popolare a questo problema e, attualmente, è l’intervento di elezione. Il gruppo ha la capacità di sostenere e mettere a confronto, di confortare e sfidare, di coinvolgere i suoi membri in incontri che aumentano distintamente la consapevolezza dei problemi personali e del carattere. Il gruppo ha la capacità di fornire un luogo sicuro per il cambiamento.

Terapia familiare: rappresenta un contributo prezioso e spesso necessario al trattamento, in particolar modo quando è integrato in un programma complessivo. Questo approccio terrà conto dei modelli interattivi, di comunicazione, i rapporti della famiglia, le alleanze e i ruoli principali, le regole e i confini, i legami e gli stili di conflitto.

 

SERVIZIO DI AIUTO E ACCOGLIENZA

SerT (Servizi pubblici per le Tossicodipendenze): l’organico di questi servizi è multiprofessionale ed è costituito da medici, psicologi, sociologi, assistenti sociali, educatori, infermieri professionali, operatore tecnici per l’assistenza. Gli interventi sono rivolti alla persona globalmente intesa, riguardano riabilitazione, riduzione del danno e coinvolgono differenti strutture e varie figure professionali.

CeIS (Centro Italiano di Solidarietà): si occupa di prevenzione di comportamenti a rischio, orientamento, sostegno psicopedagogico e reinserimento familiare e sociale per adolescenti in situazione di disagio, trattamento terapeutico e riabilitazione sociale per persone tossicodipendenti, alcoliste, vittime di patologie compulsive, sieropositive per il virus Hiv, auto mutuo aiuto e altri approcci psicoterapeutici per familiari di persone in difficoltà. La sua attività rivolta ai tossico dipendenti si divide in programmi: Accoglienza, Serale, Meta, San Carlo, Castel di Leva, Santa Maria, Madre e Bambino.

Comunità Terapeutiche: le Comunità Terapeutiche per tossicodipendenti permettono di effettuare programmi terapeutici individualizzati della durata di almeno 24 mesi in strutture residenziali o semi-residenziali. La scelta di attuare un programma terapeutico di tipo residenziale viene concordata tra gli operatori dei SERT e la persona tossicodipendente che ha maturato la consapevolezza delle proprie problematiche personali e che sceglie un contesto protetto per avviare un percorso di recupero psico-sociale. Nella fase di avviamento alla Comunità Terapeutica, gli operatori dei SERT hanno il compito di valutare lo stato di motivazione al cambiamento e la reale capacità di adesione al programma terapeutico della persona tossicodipendente, e di informarla sulle differenti metodologie e programmi operativi delle Comunità Terapeutiche.

 

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