ANSIA geopolitica: stress legato a scenari di GUERRA e crisi globale - Consultorio Psicologico Antera Roma
ansia guerra paura impotenza

ANSIA geopolitica: stress legato a scenari di GUERRA e crisi globale

Negli ultimi anni, l’instabilità geopolitica e l’inarrestabile aumento dei conflitti armati hanno generato un clima globale di incertezza e vulnerabilità emotiva.

Tale incertezza emotiva rappresenta una risposta naturale di fronte a situazioni percepite come imprevedibili e minacciose. Le guerre, anche quando lontane, ci fanno sentire immersi in un contesto instabile: l’idea di un mondo sicuro e controllabile viene meno, generando stress e disorientamento. Le notizie di bombardamenti, droni, crisi umanitarie e tensioni internazionali divengono fattori di attivazione emotiva continua, amplificata dai social media: la distanza psicologica tra spettatore e vittima sembra assottigliarsi fino a sparire.

L'impotenza appresa: come si lega alla paura della guerra?

L'impotenza appresa è un concetto psicologico che si riferisce all’incapacità di reagire, derivante dalla convinzione di non avere alcun controllo sulle situazioni in cui ci troviamo (locus of control esterno), indipendentemente dai nostri sforzi.
L’impotenza appresa può essere quindi messa in relazione all'incapacità di difendersi dalla violenza e dall’aggressività delle immagini di guerra, al sentire di non avere il potere di proteggersi o di cambiare la situazione. L'esposizione costante a immagini e notizie di guerra come queste, può generare un sentimento di impotenza e disperazione. E' possibile sentirsi sopraffatti e sperimentare uno stato di rassegnazione e apatia senza avere vissuto in prima persona gli effetti del conflitto armato.

Cos’è il doomscrolling e in che modo amplifica la nostra ansia?

Ci possiamo ritrovare a scrollare Instagram, TikTok o i siti di news per ore, cercando continui aggiornamenti sugli scenari di guerra e notizie negative, quasi senza accorgerci.

Questo comportamento compulsivo può essere definito doomscrolling: pur sembrando un comportamento largamente diffuso e accettato, è spesso responsabile dell'amplificazione di stati ansiosi, creando un circolo vizioso molto dannoso: avvertiamo che questa compulsione ci provoca sofferenza, ma non riusciamo a smettere, rimanendo dentro una dinamica che si autoalimenta. Dare un nome a tale comportamento può aiutarci a non sottovalutarlo, renderlo più comprensibile e quindi più gestibile.

Come modulare la lettura compulsiva di notizie negative?

E’ necessario lavorare sulla lettura compulsiva di notizie negative, rompendo questo circuito disfunzionale. Non si tratta di ignorare quanto accade intorno a noi, ma di gestire questa spinta ossessiva e proteggere il nostro equilibrio psichico.
Ecco alcuni spunti per modulare il doomscrolling e ridurre l'ansia:
strutturare il tempo dedicato all'informazione, limitandolo a momenti circoscritti della giornata
disattivare le notifiche delle app di notizie
scegliere fonti affidabili, selezionando una o due testate giornalistiche
attuare un "digiuno informativo", concedendosi una giornata completamente libera da notizie.

È quindi normale avere paura dello scoppio di un conflitto mondiale?

E' normale avere paura dello scoppio di una Terza Guerra Mondiale.

L’incertezza inevitabilmente genera ansia. Le reazioni emotive ai nuovi conflitti che si aprono, il timore/desiderio di conoscere nuovi aggiornamenti, la paura del futuro, sono risposte umane comprensibili di fronte a scenari globali che sfuggono al nostro controllo.
Validare le nostre emozioni, non minimizzare, non sentirci sbagliati se ci sentiamo così può essere il primo passo per gestire la nostra ansia e le nostre paure.

Quali strategie usare per abbassare l'ansia geopolitica?

È molto importante prenderci cura della nostra salute mentale e sviluppare strategie per proteggerci dagli effetti negativi della guerra sulla nostra vita.

Ciò non significa smettere di essere empatici o insensibili nei confronti di chi soffre. Dobbiamo essere consapevoli della nostra vulnerabilità, della dimensione degli eventi che stiamo vivendo e non sentirci in colpa nel prenderci cura di noi stessi.

Possiamo provare a modulare la nostra ansia, agendo all'interno del nostro quotidiano, ecco alcuni spunti:
• Praticare la respirazione diaframmatica e la mindfulness, per ridurre l’impatto dello stress
• Creare una routine protettiva, mantenendo orari regolari per il sonno e l'alimentazione
• Partecipare ad azioni solidali, che possano restituire un senso di connessione con gli altri
Condividere le proprie emozioni all'interno delle nostre relazioni significative
• Valutare la possibilità di chiedere un aiuto psicologico qualora l'ansia diventi troppo invasiva