Mercoledì, 20 Dicembre 2017 21:29

Umore depresso: come invertire la rotta

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Umore depresso e disturbo depressivo: quali differenze?

Il termine depressione viene largamente utilizzato in molti contesti diversi, ma sottintende in realtà una molteplicità di significati. Spesso ne sentiamo parlare in associazione a lutti e separazioni o a momenti di passaggio all'interno del proprio ciclo di vita (nascita di un figlio, menopausa, uscita dal mondo lavorativo).

La distinzione tra umore depresso e disturbo depressivo è molto importante. Solo una minoranza di persone presenta sintomi depressivi tali da corrispondere ad un disturbo vero e proprio, molto più numerose sono le persone che fanno esperienza di uno stato d’umore depresso. Quest'ultimo è solitamente caratterizzato da tristezza, mancanza di piacere nelle attività quotidiane e pensieri negativi e pessimisti circa se stessi e il proprio futuro. Il disturbo depressivo è invece connotato da una significativa accentuazione di tali emozioni e comportamenti, con una durata prolungata, una maggiore intensità e soprattutto una compromissione rilevante della qualità vita della persona e ripercussioni in diversi ambiti (familiare, sociale, lavorativo).

E' molto importante cercare di invertire la tendenza dell'umore come azione preventiva di quello che potrebbe trasformarsi in un vero e proprio disturbo, attingendo alle proprie risorse individuali e alla nostra rete di relazioni. Può essere utile prestare attenzione e cercare di modulare alcuni comportamenti che spesso caratterizzano ed amplificano stati di umore depresso.

 

Evitare una continua  auto-analisi

Molto spesso in questi momenti può aumentare la tendenza ad analizzare continuamente il proprio malessere, con pensieri che gravitano intorno al fatto di non avere energie sufficienti o di sentirsi tristi. Oltre a ciò, ci si può soffermare sulle cause e sulle conseguenze del proprio stato emotivo, ponendosi in modo ridondante domande del tipo: “Perchè mi sta succedendo questo?”; “Dove ho sbagliato?”; “Riuscirò a riprendermi?”.  Questo “lavorio mentale” può prolungare il nostro stato di malessere, facendoci sentire ancora più impotenti e chiusi dentro questi interrogativi, può essere utile confinare questa auto-analisi entro un tempo prestabilito che ci diamo nell'arco della nostra giornata, dandogli uno spazio definito.

 

Non sfuggire dalle situazioni

Un umore basso può essere a volte accompagnato da uno stato di ansia ed agitazione: molte cose possono sembrarci più grandi di noi, fuori dal nostro controllo, impossibili da gestire e affrontare. Una facile soluzione, che spesso ci dà immediato sollievo, è quella di evitare le situazioni fonte del nostro malessere, con il rischio però di entrare così in un circuito negativo, per cui tanto più ci allontaniamo e ci teniamo lontani da ciò che ci spaventa, tanto più ci sentiamo incapaci e demotivati. Questo può portarci anche ad evitare determinati contatti sociali, impoverendo le nostre relazioni e aumentando il nostro senso di isolamento.

 

Essere meno severi con se stessi

E' importante provare a modulare un'autocritica eccessiva nei confronti di noi stessi, tentando di essere dei giudici meno severi, sia rispetto ad azioni già compiute, sia soprattutto a situazioni che ci si prospettano davanti. La tendenza a valutarsi negativamente come incapaci o “difettosi”, può diventare una profezia che si auto-avvera, tale presunta inadeguatezza rischia di allargarsi a macchia d'olio a tutto ciò che ci troviamo a vivere, offuscando le nostre reali competenze e capacità.

 

Umore depresso: consigli utili

Spesso può essere molto utile attuare un “cambio di regia”, modificando il nostro punto di osservazione rispetto a quanto ci sta accadendo: poter focalizzare la nostra attenzione non solo su noi stessi, ma allargare la visione ai nostri contesti di appartenenza, può farci scoprire risorse alle quali non avevamo pensato e magari  ritrovare il piacere di piccole cose sulle quali non ci eravamo soffermati. Provare a vedere le nostre difficoltà da angolature diverse, può aiutarci a sentirci meno in una situazione di empasse senza via di uscita e può permetterci di mettere a fuoco i nostri punti di forza, oltre che le nostre fragilità.

 

 

 

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