Martedì, 01 Febbraio 2022 17:03

Nuove dipendenze o new addictions, uno sguardo generale

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Come riconosce ed affrontarle le nuove dipendenze

Da vari anni, il tema delle dipendenze si è esteso includendo sempre di più, accanto alle principali forme di dipendenza legate a sostanze (ad es. alcol, cocaina, oppiacei), le cosiddette dipendenze comportamentali in cui non è implicato l’uso di sostanze.

Queste nuove dipendenze o New Addictions, che interessano un numero di persone sempre maggiore, vengono considerate da alcuni autori come malattie della postmodernità. Infatti, la loro diffusione sembra essere agevolata dall’innovazione tecnologica e dai cambiamenti socioculturali e socioeconomici. Questa nuova civiltà che da una parte genera stress, vuoto e noia, dall’altra stimola la tendenza all’immediata gratificazione attraverso gli strumenti appropriati che vengono forniti. Per alcune persone le normali attività come fare sport, shopping, lavoro, navigare in internet, sesso ecc., possono diventare oggetto di dipendenza, compromettendo il loro funzionamento sul piano emotivo, cognitivo, affettivo–relazionale e anche economico.

 “La differenza tra un sano entusiasmo, sebbene eccessivo, e la dipendenza patologica è che i sani entusiasmi arricchiscono la vita, mentre le addictions la impoveriscono”. (Griffiths, 2005)

Ad oggi non esiste ancora una classificazione che permette di inquadrare queste condotte disfunzionali in precise categorie diagnostiche. L’unico disturbo inserito nell’ultimo Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5) nel capitolo delle dipendenze patologiche da sostanze, è il disturbo da Gioco d’Azzardo (gambling). Per questa inclusione, è stato importante il contributo delle neuroscienze che hanno evidenziato come i comportamenti legati al gioco d’azzardo coinvolgono gli stessi circuiti neuronali del piacere (ricompensa) e del rinforzo evidenti nelle dipendenze da uso di sostanze (tossicodipendenze).

Invece, altri comportamenti eccessivi (dipendenze comportamentali) non sono stati inseriti perché allo stato attuale non c’è sufficiente letteratura per stabilire criteri diagnostici necessari per identificare questi comportamenti come disturbi mentali.

 

Cosa si intende per new addiction?

Quando parliamo di new addiction ci riferiamo alle dipendenze senza sostanze, cioè a una serie di condotte disfunzionali nelle quali l’oggetto della dipendenza è collegato ad un comportamento o attività normalmente lecita, socialmente accettata o addirittura incoraggiata e non più all’uso di sostanze come alcol o illegali come l’eroina, cocaina, oppiacei o altro. Tra le new addictions rientrano: le dipendenze tecnologiche, il gioco d’azzardo, dipendenza da sesso, lavoro, telefono cellulare, shopping compulsivo, dipendenza affettiva.

Alcuni autori considerano queste dipendenze comportamentali come un comportamento che si ripete abitualmente, che aumenta il rischio di disturbi o che è associato a problemi personali e sociali. Il soggetto percepisce tale comportamento problematico come una perdita di controllo e nonostante vari tentativi di ridurlo o interromperlo, non riesce a smettere. Questi comportamenti sono caratterizzati da una gratificazione immediata, ma spesso questa è accompagnata da effetti negativi a lungo termine. Un aspetto clinico fondamentale è che questi comportamenti sono fonte di piacere per il soggetto e spesso rappresentano una via di uscita dalla sofferenza emotiva o fisica. L’individuo cerca di affrontare il disagio attraverso dei comportamenti di “auto-cura” che a lungo andare si rivelano nocivi, ma da cui diventa difficile liberarsi da solo.

 

Aspetti comuni nelle diverse dipendenze

Come nelle dipendenze da sostanze, anche nelle dipendenze comportamentali o New Addictions si possono identificare degli aspetti comuni come:

  • preminenza/dominanza: il comportamento in esame tende ad assumere la maggiore rilevanza nella vita del soggetto e domina i suoi pensieri, sentimenti e azioni (senza l’oggetto o comportamento della dipendenza l’esistenza dell’individuo perde di significato),
  • alterazione del tono dell’umore,
  • tolleranza: il comportamento viene intensificato per indurre gli effetti iniziali,
  • sintomi da astinenza: stati d’animo o conseguenze fisiche spiacevoli (es. senso di malessere, irritabilità, pensiero ossessivo, disagio), conseguenti alla diminuzione o interruzione drastica dell’attività,
  • conflitto: intrapersonale o interpersonale derivanti dalla dipendenza dall’attività in esame e incompatibilità con altri compiti personali,
  • recidiva: presenza di ricadute plurime nel disturbo, anche a distanza di molti anni di astinenza e di controllo.

In generale, due momenti contraddistinguono una dipendenza comportamentale: in un primo momento il soggetto è sicuro di potersi fermare da solo quando lo desidera, in seguito percepisce la sua incapacità e/o impotenza nell’attenuare il comportamento disfunzionale, nonostante le conseguenze negative sul suo funzionamento quotidiano.

 

Altre caratteristiche che ci aiutano a comprendere sia le vecchie che le nuove dipendenze, in quanto presenti in entrambe sono:

  • i comportamenti compulsivi
  • i comportamenti legati al craving (desiderio improvviso e incontrollabile di assumere una sostanza o un particolare alimento o per qualunque altro oggetto-comportamento gratificante.
  • la percezione di perdita di controllo,
  • la sensazione di sollievo/benessere nel momento in cui viene messo in atto il comportamento,
  • la persistenza del comportamento nonostante sia legato a conseguenze negative,
  • la polidipendenza (cioè presenza nello stesso individuo di dipendenza da più sostanze o/e forme comportamentali di dipendenza),
  • la cross-dipendenza (passare da una dipendenza all’altra).

Possiamo dire invece, che le differenze tra dipendenze da sostanze e da comportamenti non riguardano tanto le sintomatologie ad esse associate, quanto le caratteristiche appartenenti agli oggetti di dipendenza.

 

Quali sono le new addictions?

Le nuove dipendenze definite anche “senza sostanza” fanno riferimento aduna vasta gamma di comportamenti, tra queste si possono indicare:

  • dipendenza dalle nuove tecnologie: dipendenza da Internet, sovraccarico di informazioni online, costante tendenza a ricercare relazioni amorose o di amicizia sul web, dipendenza da videogiochi, da smartphone, dipendenza dal sesso virtuale
  • gioco d’azzardo patologico (GAP) (ludopatia)
  • shopping compulsivo
  • dipendenza affettiva
  • dipendenza dal lavoro (workaholism)
  • vigoressia: dipendenza patologica da attività fisica
  • ortoressia: dipendenza dal pensiero ossessivo del mangiare sano e naturale
  • dipendenza dal cibo: ricerca irrefrenabile del cibo

Tutte le attività descritte, per la maggior parte delle persone rappresentano parte integrante del normale svolgimento della vita quotidiana, ma per alcuni individui possono assumere caratteristiche eccessive e patologiche.

 

Perche’ lo psicologo puo’ aiutarci nel gestire le dipendenze?

Rispetto alla dipendenza da sostanze, le new addictions sono più difficili da identificare in quanto ben inserite nelle attività “normali”. Riconoscere il confine tra comportamento funzionale e comportamento disfunzionale che crea disagio non è immediato, per questo può essere importante chiedere un supporto psicologico. Il percorso terapeutico diventa rilevante perché può aiutare ad acquisire consapevolezza rispetto alle modalità patologiche, definire i pensieri ed emozioni che inducono a persistere nella dipendenza, ma anche supportare nello sviluppo di strategie alternative, mettere a fuoco le criticità e le risorse della persona.

Il Consultorio Antera Onlus, nelle sedi di RomaMonterotondoFiumicinooffre la possibilità di incontrare psicoterapeuti esperti nell’ambito delle dipendenze, accogliendo e accompagnando gli individui all'interno del proprio percorso terapeutico.

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