COS'È L’ANSIA DA PRESTAZIONE?

L’ansia è, per definizione, l’anticipazione di un pericolo, quindi ogni condizione di ansia è in qualche modo anticipatoria, caratterizzata da una sensazione di disagio, angoscia e paura che si presenta al solo pensiero di dover affrontare in un futuro più o meno lontano, una situazione considerata rischiosa o altamente spiacevole. Può essere favorita da un fattore scatenante fisico o mentale e comporta il rifiuto da parte della persona colpita, di cogliere varie occasioni. L’ansia da prestazione si presenta come una combinazione di pensieri, emozioni, sensazioni fisiche e impulsi di evitamento della situazione ansiogena. La conseguenza peggiore è l’evitamento, cioè la tendenza a rinunciare a fare esperienze importanti per la nostra vita o viverle con malessere. Qualsiasi situazione della nostra vita quotidiana può essere causa di ansia da prestazione: i viaggi, il sesso, lo sport, la scuola, il lavoro, ecc.

 

ANSIA DA PRESTAZIONE SESSUALE

Per ansia da prestazione sessuale si intendono tutte quelle difficoltà di ordine psicologico e fisico nel momento in cui si è consapevoli che si andrà incontro ad un atto sessuale. Il risultato è una concezione distorta dell’atto amoroso, che diventa una messa alla prova delle proprie capacità sessuali per il partner o per se stesso. In alcune situazioni il piacere del partner può diventare più importante di tutto il resto, scatenando così la necessità di impegnarsi, anche in modo ossessivo, in una prestazione che non può assolutamente essere deludente. Se questo si dovesse verificare, il giudizio negativo contro noi stessi potrebbe portare all’instaurarsi di un circolo di autosvalutazione nel quale ciò che temiamo possa accadere, accadrà. La paura dell’insuccesso, richieste troppo esigenti, mancanza di coinvolgimento o familiarità con il partner e stress possono così tradursi in disfunzioni erettili, eiaculazione precoce, difficoltà o impossibilità di raggiungere l’orgasmo per l’uomo. L’ansia da prestazione nella donna, invece, non le impedisce di portare a termine il rapporto sessuale, ma le provoca un profondo disagio. Il meccanismo che sta alla base del disturbo è simile in entrambi i sessi, la differenza è che nelle donne i sintomi, anche essendo abbastanza evidenti, vengono tenuti nascosti per vergogna o sottovalutati. I più frequenti sono riduzione del desiderio e scarsa lubrificazione, che determina secchezza vaginale e dolore durante i rapporti causati spesso da insicurezza relativa alla propria performance sessuale, dalla paura di non eccitarsi, di provare dolore o di non raggiungere l’orgasmo.

 

ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA

L’ansia da prestazione scolastica racchiude in sé la paura dell'insuccesso, del giudizio negativo, di essere ridicolizzati, di non essere all’altezza delle aspettative di genitori e insegnanti. Questo si traduce in strategie e condotte disfunzionali, ma anche in sintomi fisici quali mal di testa, tremori, pianti, insonnia, crisi di panico e talvolta anche febbre e nausea. I momenti cruciali del percorso scolastico che potrebbero portare ad ansia da prestazione sono l’inizio della scuola primaria (tra i 5 e i 7 anni), l’inizio della scuola secondaria di I grado (10-11 anni), l’inizio della scuola secondaria di II grado (13-14 anni) e in generale tutti i passaggi tra la fine di un percorso scolastico e l’inizio di uno nuovo. Il bambino o ragazzo colpito da ansia da prestazione scolastica può avere molte difficoltà ad esprimere ciò che prova, anche perché in molti casi i sintomi possono essere confusi con i “capricci” dai genitori, portando ad un circolo vizioso di ansia che potrebbe sfociare in una sofferenza intensa da parte del bambino.

 

ANSIA DA PRESTAZIONE SPORTIVA

L'ansia da prestazione sportiva si manifesta nella maggior parte dei casi in giovani atleti poco abituati alle competizioni, ma anche i più esperti possono soffrirne. La sensazione di inquietudine e la paura dell’insuccesso, può portare ad un profondo senso di inadeguatezza che può pregiudicare non solo la performance sportiva, ma anche molte situazioni della vita quotidiana dell'atleta fino ad estendersi all’intera carriera. Il rischio maggiore è quello di arrivare ad estendere queste sensazioni di malessere ad ogni sfera della vita, non più solo a quella sportiva.

 

ANSIA DA PRESTAZIONE LAVORATIVA

L’ansia sul posto di lavoro può essere una condizione normale e transitoria quando, per esempio, si inizia una nuova esperienza o quando la mansione affidata è molto importante o complessa. I sintomi dell’ansia da prestazione lavorativa sono in genere angoscia, paura, sensazioni di incapacità, che talvolta sfociano in veri e propri attacchi di panico e non si attenuano nè con l’esperienza nè con i feedback positivi del datore di lavoro o dei colleghi, ma solo durante il fine settimana o l’inizio delle ferie, per poi ripresentarsi nel momento in cui si deve tornare sul posto di lavoro. Un altro sintomo che può presentare chi soffre di ansia da prestazione lavorativa è la tendenza a “ruminare” prima, durante e dopo il lavoro interpretando tutto ciò che viene detto o fatto in chiave negativa. Questo tipo di ansia può generalizzarsi a tutte le possibilità di lavoro presenti e future. Generalmente chi ne soffre tende a portare sia il lavoro che le proprie frustrazioni nel nucleo familiare apparendo stanchi, frustrati, troppo silenziosi o logorroici rischiando di compromettere così le proprie relazioni affettive. In conclusione chiunque potrebbe soffrire di ansia da prestazione in molte situazioni quotidiane, la cosa importante è chiedere consiglio su come gestirla e/o superarla prima che diventi generalizzata e invalidante andando ad intaccare diverse aree della vita.

Tutte queste difficoltà possono essere trattate con successo rivolgendosi a specialisti psicoterapeuti che, affrontando le difficoltà che stanno alla base dell’ansia, possono aiutare a ridimensionare le paure e ad accettare la possibilità di essere accettati socialmente anche se non “perfetti”.

Un nuovo ed originalissimo percorso esperienziale finalizzato al benessere, ideato per sperimentare le proprie emozioni ed esplorare ii cinque sensi attraverso strade inconsuete: dal gioco teatrale, fino all'arte culinaria...tutto pensato ed organizzato per diventare un'occasione per crescere. L'intero ciclo prevede 9 incontri con inizio il 16 dicembre. Ogni altra informazione può essere richiesta tramite la scheda contatti, l'indirizzo e-mail, oppure telefonicamente in orari di segreteria

Ansia e stress

Nonostante ansia e stress siano immediatamente associati nella nostra mente a malessere e disagio, entrambi rappresentano normali risposte del nostro organismo.   

L’ansia può essere descritta come una reazione emotiva preparatoria, attraverso cui ci accingiamo ad affrontare una situazione potenzialmente minacciosa, lo stress è proprio la nostra risposta a tale situazione, nel momento in cui mettiamo in campo le risorse richieste per fronteggiarla. Se non avvertissimo ansia e stress non saremmo capaci di adattarci ai vari contesti e sperimentarci come persone, in grado di trovare soluzioni e crescere. L’ansia e lo stress fanno quindi parte di un vero e proprio sistema di allerta, innato per l'uomo e utile alla persona per affrontare quanto gli accade intorno, ma quando tali risposte raggiungono gradi eccessivi,  eccole diventare disfunzionali. 

L'ansia si può manifestare sia a livello fisico che cognitivo. Possiamo avvertire ad esempio tensione muscolare, sudorazione eccessiva, respiro veloce, senso di soffocamento, battito cardiaco accelerato, mentre i nostri pensieri possono essere connotati da paura e preoccupazione, difficoltà di concentrazione, desideri di fuga ed evitamento, senso di inadeguatezza e impotenza.

Consideriamo alcune utili strategie per gestire i nostri livelli di attivazione.

 

Ansia e stile di vita

E' importante non sottovalutare il nostro stile di vita, che spesso tende ad amplificare ed accentuare stati ansiosi. Partendo da semplici e apparentemente banali abitudini, come limitare l'assunzione di caffeina, possiamo prenderci cura di noi stessi, allentando le normali tensioni quotidiane a cui tutti siamo sottoposti, “disinnescandole” prima che si trasformino in disagi veri e propri. Lavorare sul benessere del nostro corpo è un potente fattore protettivo, dedicandoci ad esempio ad un'attività fisica in modo regolare, privilegiando magari quelle discipline che prevedono anche esercizi di rilassamento, tecniche di  consapevolezza corporea e respirazione.

 

Modulare il nostro linguaggio per gestire l'ansia

Una possibile strategia riguarda proprio il nostro modo di definire le cose. Spesso le persone etichettano facilmente ciò che si trovano ad affrontare come “problema”, usando espressioni come “va tutto male”, dove quel “tutto” rischia di apparire un macigno insormontabile. Il linguaggio ha un notevole impatto sulla nostra psiche e su quella di chi ci circonda,  influenzando lo stato emotivo. L’uso frequente della parola “problema”, ad esempio, non fa che amplificare i livelli di ansia, è un termine connotato unicamente in modo negativo, che ci fa restare chiusi nella nostra difficoltà, piuttosto che proiettarci fuori, verso una possibile via d'uscita.  Prestare maggiore attenzione alle espressioni che usiamo, poterle modulare in base alla contingenza che ci troviamo di fronte, può aiutarci a cogliere le diverse sfumature di ciò che ci accade. Se un “problema” può essere definito “ situazione da risolvere” ecco che può sembrarci meno spaventoso e in alcuni casi potrà addirittura arrivare ad essere chiamato “sfida da affrontare”. 

 

Darsi obiettivi per fronteggiare le situazioni che generano ansia

E' importante comprendere cosa ci sta accadendo nel momento in cui “il termometro dell'ansia” sale, individuare le nostre principali preoccupazioni e cercare di considerarle singolarmente, anche se si presentano tutte nello stesso momento. Può essere utile darsi degli obiettivi specifici e soprattutto realistici rispetto a come fronteggiare ognuna delle situazioni, fonte per noi di disagio e malessere. Può essere di grande aiuto per ridurre lo stress, dedicarci alla pianificazione di alcune mete  da  raggiungere e pensarle come un percorso con  delle tappe intermedie. Allo stesso tempo stare in guardia da un eccesso di pianificazione, non sempre tutti i nostri piani potranno essere rispettati alla lettera e tutte le variabili essere tenute sotto controllo, l'importante è non perdere di vista l'obiettivo finale, concedendoci un po' di flessibilità.

 

Poter chiedere aiuto

Quando ansia e stress arrivano ad avere delle gravi ripercussioni sulla qualità della nostra vita, limitandoci in modo massiccio sia nella sfera privata che in quella professionale, può essere necessario chiedere un supporto psicologico. Le discriminanti importanti da considerare sono la quantità e la durata delle manifestazioni ansiose. Nel momento in cui ci accorgiamo che queste ultime diventano delle costanti della nostra quotidianità e che interessano in modo trasversale diversi ambiti della nostra vita, potrebbe rivelarsi utile un aiuto esterno, affidandoci alla figura di un professionista.

 

Approfondimento: Ansia - Cosa è, Sintomi, Cause e Cura

 

Come confrontarsi ogni giorno con la paura di attacchi terroristici

Come vivere al tempo del terrorismo? Quali misure precauzionali adottare? Quali abitudini cambiare? Si riuscirà mai a tornare alla perduta sicurezza?
Questi sono solo alcuni degli interrogativi che ci poniamo mentre televisioni, internet e giornali ci espongono a un quotidiano resoconto di sangue e atrocità, partendo dall'epocale attentato alle Torri Gemelle, ricordando la strage del Bataclan, l’eccidio di Nizza, fino a giungere all'ultimo doppio attacco londinese al London Bridge e al Borough Market, senza dimenticare i feriti causati dal panico a piazza San Carlo durante la finale di Champions League. 

A vederlo da un punto di vista puramente quantitativo, il numero di morti causati da attentati, anche di grandi dimensioni, è paradossalmente “limitato”: 2.752 morti nell'attacco alle Torri Gemelle sono appena un ventesimo del numero di morti per incidente stradale, nello stesso anno, negli Stati Uniti. Chiaramente, i vissuti psicologici e sociali attivati dalle due tipologie di decessi sono profondamente diversi, perché cambia il significato  psicologico e sociale. L’atto terroristico è molto più potente, perché va a violare la nostra rappresentazione del mondo, con le sue regole e la sua prevedibilità, che sono proprio ciò che alimenta il nostro senso di sicurezza. Il poter essere uccisi in maniera del tutto imprevedibile e incontrollabile nel corso di normali attività quotidiane (prendere la metropolitana, salire su un autobus, viaggiare in aereo, andare ad un concerto) intacca nel profondo le nostre aspettative relazionali e sociali e quindi la nostra sicurezza.

 

Superare le differenze nella coppia

RESISTERE ALLA PAURA IRRAZIONALE

E' necessario imparare a gestire correttamente la paura, senza negarla, bensì essendone consapevoli e potendola esprimere. Attraverso la resilienza (cioè la capacità di resistere in modo flessibile per un nuovo adattamento) risulta decisivo provare la giusta dose di paura, senza diventare preda del panico e del terrore. 
Poter convivere con la paura sembra diventare un imperativo fondamentale, riuscendo a distinguere fra paura utile e paura inutile, fra paura efficace e paura dannosa, in ogni caso, resistere alla paura irrazionale, che può portare al tragico epilogo dei recenti fatti di piazza San Carlo. Razionalizzare la paura e padroneggiarla, senza permetterle di impedirci di vivere appieno le nostre attività quotidiane.

 

 

NON FERMARSI AL “NOI vs LORO”

Dobbiamo diffidare da modelli semplici: “Noi vs. Loro”, “Bene vs. Male”. E' importante informarsi e cercare di conoscere i fenomeni socioculturali nelle loro diverse sfumature, porre attenzione alle complessità sociali, ai temi di marginalità e giustizia economica e sociale, molto importanti ad esempio per capire come ci siano fra gli ultimi terroristi molti giovani europei di seconda o addirittura terza generazione. Questo chiaramente non significa avere un dialogo con chi attua violenza, ma porre maggiore attenzione preventiva ai precursori socioculturali ed ideologici che possono poi trasformarsi in ideologismi estremi, nell'ottica di una buona integrazione. Comprendere non vuol dire assolutamente giustificare, ma poterci dare delle spiegazioni razionali ci aiuta a contestualizzare meglio quanto ci accade intorno e a leggerlo come meno imprevedibile e incontrollabile. 

Comunicare all'interno della coppia
 

 

Superare le differenze nella coppia

AUMENTARE IL SENSO DI FIDUCIA

La fiducia costituisce il primo passo per aprire una breccia nella bolla di insicurezza e di angoscia in cui si insinua anche “la paura della paura”, in grado di restringere ancor più il nostro campo esistenziale e di bloccarci  proprio nel nostro quotidiano e nelle nostre abitudini. E' importante poter riporre maggiormente la propria fiducia nella comunità e nelle istituzioni, scongiurando l'idea di un inesorabile isolamento, che altro non fa che amplificare il senso di impotenza e di pericolo rispetto alla propria persona e ai propri cari. La fiducia è il tentativo di soluzione della legittima paura e delle emozioni negative ad essa collegate. La funzione della psicologia, pur con i suoi limiti, può assumere un valore importante. Soprattutto nel genere e ripristinare fiducia: in se stessi, nella comunità e nelle varie risorse alle quali attingere. 

 

Proponiamo cicli di incontri per affrontare l'insonnia ed i disturbi del sonno, attraverso tecniche di terapia cognitivo comportamentale che possono aiutare a ritrovare l'equilibrio psicofisico.

Il 70-80 per cento delle persone che seguono un programma di trattamento Cognitivo Comportamentale migliora nettamente la qualità del proprio sonno. Solitamente, al termine della terapia, le persone riferiscono di avere un sonno più profondo e meno disturbato dai risvegli notturni; inoltre dichiarano d'impiegare la metà del tempo per addormentarsi. Un terzo delle persone diventano dei cosiddetti 'buoni dormitori'.

Per informazioni sugli incontri per gestire i disturbi del sonno e ripristinare l'equilibrio psicofisico chiamare al 06.45.425.425 o inviare una richiesta tramite il modulo contatti

La teatroterapia è un percorso di crescita psicologica personale che utilizza le tecniche e gli strumenti del teatro, permettendo la messa in scena dei propri vissuti all'interno di un piccolo gruppo. La persona può, nel contesto di un laboratorio, fare esperienza delle proprie emozioni, imparare ad esprimerle in modo costruttivo nel contesto gruppale e sperimentare le dimensioni della fiducia, della consapevolezza corporea, dell'affidarsi all'altro.

Ideale per conoscere ed esprimere nuove parti di sè, come anche per gestire ansie e paure che spesso ostacolano la libera espressione e lo sviluppo della creatività, il tutto in un clima piacevole e mai giudicante.

Nella giornata di presentazione, sotto la guida di un'attrice professionista e di una psicoterapeuta esperta, ci sarà la possibilità di conoscere e sperimentare, in modo del tutto gratuito, ciò che di nuovo e di positivo può accadere quando quando "La Psicologia incontra il Teatro".

INGRESSO GRATUITO PREVIA PRENOTAZIONE AL NR. 06.45425425 O TRAMITE E-MAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Il Consultorio Antera Onlus offre la possibilità di conoscere uno strumento importante e molto utile per la gestione dell'ansia quale il Training Autogeno, attraverso un percorso organizzato in cicli di 6 incontri, a cadenza settimanale (il Sabato dalle ore 10,00 alle ore 12,00).

Il Training Autogeno prevede esercizi strutturati ripetitivi assumendo una determinata posizione del corpo (sdraiata, in poltrona e del cocchiere a cassetta).

Gli esercizi sono di due tipi: "basilari" e "complementari":

i basilari sono:

  • esercizio della pesantezza: produce uno stato di rilassamento muscolare, ovvero di rilassamento dei muscoli striati e lisci

  • esercizio del calore: produce una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del flusso sanguigno

i complementari sono:

  • esercizio del respiro: produce una migliore ossigenazione del sangue e degli organi

  • esercizio del plesso solare: scioglie le tensioni che generalmente contraggono i muscoli dell'addome provocando disturbi vari

  • esercizio del cuore: permette di mettersi in contatto con il proprio ritmo di  vita e di quella parte del corpo che simbolicamente deputiamo alle emozioni

  • esercizio della fronte fresca: produce una vasocostrizione e un allentamento del sovraccarico fisico o mentale

 

I corsi si ripetono ciclicamente ogni qual volta si raggiunge un numero minimo di partecipanti. Ogni corso comprende la partecipazione di un piccolo gruppo, massimo 5 partecipanti e si avvia non appena viene raggiunto un numero minimo di 3 partecipanti.

Per aderire al gruppo e’ necessario accedere preliminarmente ad un colloquio individuale conoscitivo ed informativo (gratuito).

 

Costi: ogni ciclo costa € 180,00+ quota associativa annuale di € 10,00 (valida per accedere ad ogni altro servizio o iniziativa del Consultorio Antera Onlus)

L’iscrizione e’ relativa all’intero ciclo, non e’ prevista la partecipazione ad un singolo incontro.

L’iscrizione al gruppo viene saldata con un’unica quota prima di partecipare a tutti gli incontri ed è comprensiva di: iscrizione, singoli incontri, materiale

Chi effettua l’iscrizione è pregato di rispettare l’impegno preso, per non compromettere l’avvio ed il proseguimento del percorso, trattandosi di un gruppo ristretto di partecipanti.

 

Per informazioni sulle prossime date e per iscriversi contattare la Segreteria al nr. 06.45425425 (dal lunedi al venerdi ore 9.00/13.00 e 13.30/18.00) o inviare una e-mail (specificando un recapito telefonico per poter essere richiamati) a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure compilare il form presente nella pagina CONTATTI.

 

Referenti:

Dott.ssa Colaiacomo Francesca

Dott.ssa Russo Milena

 

Approfondimento:

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento psicofisiologica, ma sopratutto una tecnica di "cambiamento", cioè è utile per riuscire a produrre modificazioni in chi lo pratica, a livello fisiologico e psichico.

È il risultato della selezione e della successiva fusione degli elementi validi provenienti da varie terapie psicologiche, sulla base di un’analisi scientifica dei loro risultati. E' un metodo sperimentato dal neurologo psichiatra J.H. Schulz nel 1932 che partì dagli studi sull'ipnosi di Osca Voght.

Il training autogeno è in grado di produrre qualcosa di più del semplice rilassamento, che è solo il primo gradino di un percorso che può condurre al miglioramento del proprio rendimento in tutte le attività e aiuta a sciogliere le tensioni. Si parte, dunque, da modificazioni muscolari per ottenere una trasformazione nella sfera psichica e vegetativa. Distendendo infatti la muscolatura scheletrica e dei vasi sanguigni si raggiunge la distensione totale dell’individuo.

La modifica dell'aspetto psicofisiologico del soggetto si inserisce in un processo che si autodetermina (autogeno, appunto) partendo dal soma per arrivare alla psiche per tornare al soma e così via. Le modifiche che si producono con un adeguato allenamento hanno carattere di stabilità e costanza nel tempo.

Il training autogeno è utile nella cura di ansia, insonnia, emicrania, asma, ipertensione, attacchi di panico, disturbi del sonno, della sessualità, malattie della pelle e in tutte quelle patologie dove l'aspetto psicosomatico sia rilevante, anche grazie a un ridimensionamento spontaneo delle emozioni negative "allegate" a determinati vissuti.

 

 

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