Consultorio Antera

Consultorio Antera

Opportunità di formazione all'interno del Consultorio Antera

Oltre alla formazione universitaria, un periodo di esperienza professionale guidata, per poter poi esercitare la professione di psicologo, risulta di fondamentale importanza.

Il tirocinio permette di osservare e sperimentare nella pratica le nozioni teoriche e metodologiche apprese nel corso degli studi accademici e allo stesso tempo offre la possibilità di avviarsi ad un percorso di “socializzazione professionale”, ovvero di inserimento guidato nel mondo della professione, grazie al tutoraggio dei colleghi più esperti.

L'esperienza del tirocinio rappresenta quindi un periodo formativo cruciale, in cui lo “psicologo in potenza” si inizia a trasformare nello “psicologo in atto”, in relazione a quello che “sa fare”, a quello che “sa essere”, ed a come inizia a muoversi all'interno nella comunità professionale.

 

Consultorio Antera: promozione della professionalità dello psicologo

Fra le finalità principali presenti all'interno del nostro statuto troviamo quella di: “ promuovere la professionalità dello Psicologo” e “favorire l'aggiornamento e la formazione continua di quanti operano in campo psicologico”, per questo ci impegniamo per formare al meglio dei futuri psicologi. Alla base di tutte le iniziative intraprese dal Consultorio Antera Onlus vi è la convinzione di una responsabilità sociale nella diffusione di una psicologia qualificata e competente, dove accanto ai principi imprescindibili della deontologia professionale, rappresentano un valore fondamentale i percorsi di ricerca, aggiornamento, confronto e condivisione.

Le varie attività sono svolte da psicologi e psicoterapeuti con formazione diversa, in un’ottica di scambio e confronto continui. Come riporta inoltre la nostra Carta Etica: “Gli psicologi psicoterapeuti del Consultorio Antera – Centro di prevenzione e aiuto psicologico si impegnano ad essere figure di riferimento e modellamento professionale relativamente ai tirocinanti e altre figure che frequentano il Consultorio, rendendosi disponibili al dialogo e al supporto della crescita professionale”.

Credendo appunto nell'importanza dell'esperienza del tirocinio, sia come opportunità offerta ai giovani psicologi, sia come elemento di crescita per la nostra associazione, siamo ad oggi ente accreditato per la formazione dei tirocinanti dell’Università "La Sapienza" di Roma e dell’Università degli studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti.

 

Esperienza del tirocinio all'interno del servizi offerti dal Consultorio Antera

La realtà del Consultorio Antera è costituita da un’attività prevalentemente clinica, che si articola in ambiti diversi. La figura del tutor riveste per noi un ruolo molto importante, in quanto figura ponte che permette al tirocinante di essere introdotto e di potersi muovere all'interno della nostra associazione, tenendo conto della sua dimensione normativa, deontologica, organizzativa e istituzionale.

Rispetto ai percorsi di sostegno psicologico e psicoterapia, ci occupiamo di tutte le fasce d’età, dal bambino all’anziano, con particolare attenzione alle varie fasi del ciclo di vita (momenti di passaggio a livello scolastico o lavorativo, crisi di coppia, genitorialità); proponiamo inoltre gruppi esperienziali rivolti sia a potenziare l'area del benessere che ad affrontare specifiche problematiche, come ad esempio difficoltà alimentari o dipendenze affettive.

Per poter soddisfare richieste d’aiuto così diverse, il nostro gruppo di lavoro è composto appunto da psicologi-psicoterapeuti con formazione e competenze diversificate. Questa caratteristica della nostra equipe permette ai tirocinanti di fare esperienze pratiche diverse fra loro, elemento fondamentale per arricchire il proprio bagaglio professionale. Alla fine del corso di studi non è semplice orientarsi rispetto a quale strada professionale intraprendere.

Crediamo che un team multidisciplinare possa accrescere la conoscenza e l’esperienza per poter scegliere con un maggior numero di strumenti a disposizione.

Avere dei figli può rappresentare per molte coppie la realizzazione e il completamento del proprio progetto familiare, ampliando l'idea del poter costruire insieme. Oggi purtroppo sempre più coppie hanno difficoltà a realizzare il loro desiderio di diventare genitori e questa progettualità rischia di diventare fonte di grande ansia e di controllo, perdendo naturalezza e spontaneità. Se le difficoltà di concepimento permangono oltre gli accertamenti iniziali, molte coppie si trovano di fronte alla dura realtà di iniziare un percorso di procreazione medicalmente assistita, questo tipo di cure, oltre che a livello fisico, possono comportare un notevole peso anche sul piano psicologico.

 

Affrontare la diagnosi di infertilità

Quando la coppia arriva ad affrontare la scelta di procreazione assistita ha già ricevuto una diagnosi di infertilità, le cause possono essere diverse, di natura sia biologica che psicologica. I fattori di rischio più rilevanti e che più frequentemente si associano alla sterilità sono: l’età sempre più alta della coppia che cerca di avere un bambino; le difficoltà economiche e lavorative che inducono a posporre il più possibile una gravidanza; lo stress, il fumo e le abitudini nocive che possono ostacolare l’arrivo di una gravidanza, le abitudini alimentari e i fattori socio-psicologici.

Dover affrontare la consapevolezza della propria infertilità o di quella del proprio partner porta a scontrarsi con il dolore della mancanza di concepimento e con un vissuto luttuoso per la sensazione di perdita rispetto alla propria capacità riproduttiva, questo può far vacillare la propria autostima e la propria identità. Il senso di vuoto, la bassa autostima, l’angoscia e anche la sfiducia nella propria identità femminile o maschile sono le emozioni che spesso accompagnano i partner nel lungo percorso.

Talvolta, può farsi sentire il senso di colpa e ci si rimprovera di aver rimandato troppo o di aver usato misure contraccettive per troppo tempo o di non essersi sottoposti costantemente alle visite mediche. Anche il rapporto di coppia può iniziare a risentire di questo clima e ciascuno dei due partner può chiudersi nel silenzio e nell’isolamento sentendosi non supportato dall’altro in modo adeguato rispetto alle proprie aspettative; in alcuni casi possono iniziare le recriminazioni verso il partner, in particolare se uno dei due ha rinviato la ricerca di un figlio il più possibile. Talvolta si può oscillare tra la speranza che consolida l'unione e la disperazione che divide e crea conflitto nella coppia.

È importante avere la possibilità di accedere, fin dalle prime fasi, ad un supporto di tipo psicologico, allo scopo di accogliere le aspettative, i timori, le delusioni e la speranza di diventare genitori, per tutto il percorso, rinforzando e consolidando sia le risorse del singolo individuo, che quelle della coppia.

 

Difficoltà psicologiche lungo il percorso di procreazione assistita

E' di grande importanza poter elaborare vissuti ed emozioni negativi sia individualmente che all'interno della coppia, al fine non solo di raggiungere un maggiore equilibrio psicologico personale, ma anche di favorire una buona riuscita delle cure.

Il periodo di attesa dell’esito della procreazione assistita si carica di ansie e preoccupazioni e spesso si ricercano continue rassicurazioni dal medico ed evidenze fisiche del fatto che tutto proceda bene. Il vissuto psicologico post-impianto con le continue domande su come comportarsi, sul dover fare una cosa piuttosto che un’altra, carica la coppia e in particolare la donna, di continue ansie e senso di responsabilità, portando spesso a convogliare tutta l’attenzione su questo e relegando gli altri aspetti della vita in una condizione di stop momentaneo.

Se l’esito è positivo, la gioia iniziale per l'inizio della gravidanza può accompagnarsi comunque spesso a tensioni, nel timore che da un momento all’altro la speranza possa spegnersi e permane una forte necessità di sentirsi rassicurati.

Qualora l’esito sia negativo, il dolore si fa più forte, ricompaiono il senso di fallimento personale, il vuoto interiore, la frustrazione, la rabbia. Un approccio multidisciplinare che possa accogliere e accompagnare la coppia, sia dal punto di vista medico che psicologico, diventa una risorsa fondamentale per sostenere i partners nell’affrontare le difficoltà, le fatiche, le tensioni e le delusioni, affrontando e gestendo un’altalena di emozioni ambivalenti.

Sentirsi accolti e compresi nelle emozioni che si stanno provando diventa importantissimo per sostenere il peso di ciò che si sta vivendo e procedere lungo il percorso di realizzazione del proprio progetto.

 

Un sostegno psicologico per affrontare la fecondazione assistita

Il Consultorio Antera Onlus, nelle sedi di Roma, Monterotondo e Fiumicino, offre la possibilità di incontrare psicoterapeuti esperti che possono offrire sostegno nelle difficoltà legate al diventare genitori, accogliendo e accompagnando gli individui sia in all'interno di percorsi con le coppie, che individuali.

Se desideri avere ulteriori informazioni contattaci telefonicamente o inviaci un messaggio tramite l'apposita area.

La terza età nella società moderna

Il passaggio dalla mid-life alla vecchiaia è attualmente più graduale che nel passato, sia per l'aumento della durata media della vita, sia per il prolungamento dell'età lavorativa. La vecchiaia è caratterizzata da una serie di perdite quali il pensionamento, la vedovanza, la perdita progressiva di amicizie, ma rappresenta anche quella fase del ciclo di vita in cui la persona arriva ad un'autentica maturazione, con lo sviluppo di nuove possibilità e l'attivazione di nuove risorse.

 

Eventi critici e risorse nella terza età

Tra gli eventi più stressanti che l'anziano deve affrontare in questa fase del ciclo di vita c'è soprattutto il pensionamento, che viene vissuto come “perdita” dalla maggior parte delle persone.

Il pensionamento in genere si articola in tre fasi:

  1. “luna di miele”, in cui ci si sente felici di questa “grande vacanza”;
  2. “terribile catastrofe”, quando ci si rende conto della realtà;
  3. “processo di riadattamento”.

Il pensionamento può essere un'occasione per riprendere ciò che si era interrotto oppure l'inizio di nuove esperienze, per esempio ricominciare gli studi presso l'Università della terza età oppure frequentare dei corsi di ballo (che oltre ad offrire la possibilità di imparare e divertirsi, danno l'occasione di conoscere persone nuove e rappresentano un'occasione di incontro) oppure altri corsi quali botanica, pittura ecc. che permettono di riprendere a fare o imparare nuove attitudini che possono donare nuove energie.

Tra gli altri eventi critici che caratterizzano la terza età possiamo considerare l'allontanamento dei figli dalla casa dei genitori e fra quelli più dolorosi troviamo certamente la perdita del proprio coniuge. In quest'ultimo caso bisogna affrontare una duplice perdita: da un lato quella affettiva, legata alla perdita di una persona importante, con la quale si è costruita la propria esistenza e dall'altro quella del ruolo di marito o moglie, che potrebbe aver rappresentato dopo il pensionamento il ruolo primario di identificazione sociale. Questo richiede una serie di riadattamenti e bisogna evitare l'isolamento per far fronte alla solitudine.

 

Sessualità nella terza età

Invecchiare non significa perdere il desiderio sessuale, poiché se in buona salute le persone si mantengono sessualmente attive per tutta la vita. Intorno a questa tematica ci sono una serie di stereotipi e pregiudizi che portano le persone anziane a smettere di parlare di sessualità, in molti casi non la condividono con nessuno e in altri la abbandonano definitivamente. Per vivere in modo sano la sessualità nella terza età, è fondamentale conoscere e accettare i cambiamenti che avvengono nel corpo col passare del tempo. Essere consapevoli di tali cambiamenti fisici e prenderne coscienza rispetto alla propria persona è fondamentale per confrontarsi con il complesso di idee stereotipate che riguardano il piacere nella terza età e che possono indurre a un rifiuto della sessualità.

Di solito, la paura maggiore degli uomini è quella di non avere l’erezione o di non riuscire a mantenerla. Mentre quella della donna è vincolata all’aspetto fisico, vale a dire, nel non sentirsi attraente o sensuale. Sicuramente l’età è collegata a certi cambiamenti inevitabili, ma proprio per questo è necessario affrontarli con naturalezza.

In alcuni casi il disagio legato ai mutamenti della terza età può trasformarsi in un vero e proprio malessere e diventa importante poter chiedere aiuto e avvalerci del supporto di un professionista.

 

Vorresti vivere al meglio la terza età? Desideri un confronto con un professionista?

Il Consultorio Antera Onlus, nelle sedi di Roma, Monterotondo e Fiumicino, offre la possibilità di incontrare psicoterapeuti esperti nelle difficoltà di questa specifica fase del ciclo di vita, accogliendo e accompagnando gli individui all'interno del proprio percorso terapeutico.

Se desideri avere ulteriori informazioni contattaci telefonicamente o inviaci un messaggio tramite l'apposita area.

La cronaca ci riporta continuamente episodi di aggressioni fra partners e femminicidi, spingendoci a vedere con più facilità solo la fase emergenziale delle dinamiche violente che possono nascere all'interno delle coppie: questo è di certo legato alla drammaticità degli effetti della violenza e al loro forte impatto emotivo. E' molto più difficile, ma altrettanto importante, focalizzare la nostra attenzione anche sull'importanza della prevenzione e del benessere all'interno della coppia. Il modello culturale predominante e le politiche di intervento alla base dei servizi sembrano essere centrati prevalentemente sull’idea “dell’uomo violento”. E' molto importante sottolineare anche l'importanza di poter riconoscere le dinamiche violente all'interno delle relazioni, piuttosto che le “persone violente”.

E' fuori discussione che nello stadio emergenziale, quando la violenza è ormai avvenuta, sia necessario, utile e importante agire focalizzandosi sulla tutela e protezione di chi ha subito violenza, sia che si tratti di una donna che di un uomo. I centri antiviolenza a tutela della donne sono una realtà sempre più in crescita e stanno nascendo negli ultimi anni anche delle nuove realtà dedicate agli uomini che subiscono violenze psicologiche e/o fisiche. Nell’immaginario comune gli episodi di violenza vengono visti come improvvisi, dettati da un raptus impossibile da controllare o prevedere. Meno comune risulta invece pensare la violenza come come lo step finale di un processo in cui il conflitto, già presente nella relazione, viene agito in modo distruttivo. All'interno di ogni coppia è di fondamentale importanza, per gli uomini e soprattutto per le donne, acquisire la consapevolezza che ogni partner è soggetto attivo all'interno della relazione e non “oggetto” destinato ad una passiva accettazione. Poter chiedere un aiuto e un supporto psicologico nel momento in cui il benessere all'interno della coppia inizia a venire meno, permette di attivare quelle risorse e quegli strumenti che vanno a disinnescare i circuiti viziosi che potrebbero sfociare in dinamiche violente, andando ad agire in ottica preventiva.

 

Conflitto e violenza nelle dinamiche di coppia

E’ doveroso fare una distinzione tra conflitto e violenza. Il conflitto fa parte della vita e della relazione, non è necessariamente negativo o positivo, è la coppia stessa a dargli il potere di diventare un elemento di disgregazione o piuttosto di cambiamento positivo. La violenza invece ci rimanda al verbo latino violare, ovvero contaminare, invadere. Quando il conflitto viene caratterizzato da aggressività e prevaricazione può trasformarsi in violenza. Un’azione violenta è un’azione che ha lo scopo di annullare l’altro o distruggere una parte di lui. All’interno di relazioni connotate da violenza il desiderio di far scomparire e annullare l’altro risulta prioritario rispetto al desiderio di dialogo e confronto.

 

Partire dall'adolescenza: prevenzione delle dinamiche violente in ambito scolastico

E' importante pensare ad un'ottica preventiva già a partire dall'adolescenza, attraverso ad esempio progetti di sensibilizzazione ed educazione alla relazione nelle scuole secondarie superiori. È nella fase adolescenziale che i ragazzi iniziano a sperimentare le prime relazioni di coppia, confrontandosi in alcuni casi con eventuali stereotipi di genere, atteggiamenti legati alla cultura patriarcale della società e a modelli maschilisti interiorizzati che vedono la donna come oggetto di sottomissione e controllo da parte dell’uomo. E' necessario affiancare al lavoro sul cambiamento degli stereotipi di genere, un’attenzione generale nell'insegnare ai ragazzi a relazionarsi in maniera efficace favorendo lo sviluppo di capacità empatiche. Inoltre è fondamentale poter lavorare per un miglioramento della comunicazione e dell’ascolto, e proporre modalità alternative e costruttive di risoluzione dei conflitti interpersonali.

In conclusione va sottolineata l'importanza di poter chiedere aiuto quando i livelli di benessere all'interno della propria coppia iniziano ad abbassarsi pericolosamente, saper cogliere i segnali di sofferenza che provengono dalla nostra relazione e potersi prendere cura di essa attraverso il supporto di un professionista.

Il Consultorio Antera Onlus, nelle sedi di Roma, Monterotondo e Fiumicino, offre la possibilità di incontrare psicoterapeuti esperti nelle difficoltà legate alle dinamiche di coppia, accogliendo e accompagnando gli individui sia in all'interno di percorsi con le coppie, che individuali.

Se desideri avere ulteriori informazioni contattaci telefonicamente o inviaci un messaggio tramite

Come aiutare i bambini in lutto?

Parlare della morte non è mai facile e quando i protagonisti di una perdita sono i bambini per gli adulti diventa davvero difficile ed a volte quasi impossibile supportarli ed aiutarli a capire cosa è accaduto, quali sono le emozioni che stanno attraversando e come cambieranno le cose nel loro futuro.

A volte si pensa che omettere la verità circa l’accaduto luttuoso permetta ai bambini di stare meglio, di vivere protetti da un grande dolore, questo non è così perché i bambini sin da piccolissimi hanno chiara la percezione che qualcosa accanto a loro è accaduto e che questo evento è significativamente grave.

Quello che veramente costituisce un problema e un rischio traumatico per il bambino non sono le emozioni negative e dolorose legate alla mancanza della persona cara che è morta, ma l’omissione delle stesse, l’impossibilità di condividere. La cosa che quindi è fondamentale è non mentire su quanto è accaduto e fornire spiegazioni chiare e con un linguaggio comprensibile all’età del bambino.

 

Cosa accade nella mente dei bambini che vivono un lutto?

E’ doveroso precisare che dal punto di vista psicologico la percezione della perdita varia nei bambini in relazione alla fascia di età. A livello cognitivo il concetto di morte si forma pian piano nel tempo e si evolve.

La comprensione mentale del concetto di morte, dalla percezione della mancanza fino alla comprensione della irreversibilità della perdita, – dal “non c’è“, al “non c’è più“, fino al “non c’è più per sempre” – è un lento processo d’acquisizione, che muta in continuazione e tende a concludersi verso gli otto-nove anni.

Da questa età si acquisisce il concetto che la morte è universale e inevitabile. I bambini soffrono e sperimentano emozioni e stati d’animo davanti al lutto simili agli adulti: shock, struggimento, disperazione, rabbia, sensi di colpa, dolore, disorientamento, paura, inquietudine, isolamento etc.

La cosa importante è poter leggere quali di queste reazioni, sempre in relazione alla specifica fascia di età e ad altre componenti legate alla qualità del legame con il defunto, possano essere preoccupanti e vadano quindi attenzionate con l’aiuto di uno psicoterapeuta e quali invece riguardino una situazione fisiologica di passaggio.

In alcune circostanze potrebbero verificarsi dei comportamenti regressivi, quali ad esempio il succhiarsi il pollice, enuresi, encopresi, paura del buio, non voler rimanere da soli, non dormire senza nessuno accanto, non riuscire ad entrare a scuola essere accompagnati. Potrebbe inoltre verificarsi un' alterazione nelle abitudini alimentari o nel ritmo del sonno, nonché difficoltà di concentrazione con un calo nel rendimento scolastico.

 

Quando ci dobbiamo preoccupare se un bambino è in lutto?

Gli adulti che si occupano del bambino in lutto devono fare attenzione alle manifestazioni psicosomatiche, a dei cambiamenti evidenti nel rendimento scolastico e ad un cambiamento prolungato di tipo emotivo persistente ( rabbia prolungata nel tempo che non accenna a diminuire, evitamento persistente).

Per molto tempo i bambini più piccoli hanno la speranza che il genitore torni vivo accanto a loro e contemporaneamente e progressivamente prendono coscienza della realtà che contrasta con questo desiderio. Ci vuole quindi del tempo perché accettino l’assenza del genitore e un lungo lavoro interiore per accettare l’idea che la persona cara non ci sia più, passando così da sentimenti di odio per essere stati lasciati a sentimenti d'amore per la persona persa.

La difficoltà dei bambini nell’esprimere e condividere le loro emozioni e i loro sentimenti si traduce in alcune circostanze in una preferenza verso il silenzio, questo accade perché non sanno se è permesso mostrare ciò che provano. La maggior parte delle volte sono orientati a proteggere i familiari, nascondendo il dolore e aderendo ad uno specifico e peculiare funzionamento familiare.

Il dolore non viene tollerato dai bambini in lutto come può fare un adulto, quindi passano velocemente da uno stato di allegria convergendo così l’attenzione su altro, per alleggerire il peso della perdita, ad uno di rabbia o apatia.

Questi comportamenti, sono spesso incomprensibili agli adulti e vengono interpretati come disinteresse, indifferenza, incapacità di provare sofferenza. Si può pensare che non si ricordino della persona scomparsa, perché giocano e si divertono come di consueto con i compagni, ma non è così.

Nei momenti più inaspettati pongono domande di fondo: “Dove sta ora il nonno? La mamma secondo te mi sta vedendo? Se gli/le parlo mi sente? E allora perché non mi risponde se sa che io ho bisogno di lei/lui?”.

Molto importante quando si vive un lutto che vede coinvolti dei bambini, è una comunicazione tempestiva e lineare anche con la scuola, dove il piccolo vive la maggior parte del suo tempo quotidiano e che diventa anche una risorsa preziosa e indispensabile.

Il Consultorio Antera Onlus da anni offre un supporto specializzato alle famiglie che vivono un lutto dove sono coinvolti dei bambini, valutando per ogni situazione la specificità di un intervento che possa essere supportivo.

Nel corso della nostra esperienza abbiamo costruito dei modelli di intervento flessibili per i bambini nel rispetto della fascia di età e della singolarità delle persone, nonchè anche per gli insegnanti che si trovano coinvolti in situazioni di lutto dei loro piccoli alunni.

Pagina 1 di 26

Contatta lo Psicologo Consultorio Antera

Per richiedere un primo incontro gratuito è sufficiente telefonare allo 06.45.425.425 - 320.87.55.641 (anche via SMS o tramite WhatsApp) – o inviarci un messaggio tramite l'apposita area contattaci

Per comunicazioni di tipo diverso, non relative ad informazioni sui servizi, utilizzate l'indirizzo e-mail segreteria@consultorioantera.it

Iscriviti alla nostra newsletter

Per tutti gli iscritti alla nostra newsletter, sono disponibili in esclusiva i nostri e-book, pubblicati periodicamente con l’obiettivo di contribuire alla divulgazione qualitativa della professione. Trattano di argomenti di interesse comune, inerenti il benessere psicologico o le problematiche più diffuse: prendendo spunto dalla letteratura scientifica e dalla esperienza clinica, cercheranno di rispondere alle domande più frequenti e di far emergere nuovi spunti di riflessione.

Sono risorse che il Consultorio Antera Onlus desidera mettere a disposizione in maniera del tutto gratuita per chiunque abbia curiosità e interesse relativi allo specifico tema di volta in volta trattato.

compila il form seguente per ricevere la nostra newsletter e i nostri ebook gratuitamente.

I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo

Consulenza Tecnica di Parte (CTP) Psicologica, Neuropsichiatrica Infantile, Psichiatrica e Giuridica

Il Consultorio Antera Onlus mette a disposizione dell'utenza anche una rete di professionisti esperti che si occupano di Consulenze Tecniche di Parte in ambito giuridico e peritale. Contattateci per qualsiasi ulteriore informazione.