Consultorio Antera

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Cos'è il Coaching Alimentare?

Il modo in cui ci alimentiamo è profondamente influenzato dai nostri vissuti e dalle nostre emozioni, per questo è nato il Coaching Alimentare, un nuovo approccio che si basa sulla collaborazione di nutrizionisti e psicologi i quali, insieme, riescono ad esplorare le relazioni tra pensieri, sentimenti e credenze inconsce sulla nutrizione, il loro impatto sulle condotte alimentari, sul metabolismo e sulla persona nel suo complesso.

Amarsi, migliorare il proprio stile di vita, sono i pilastri importanti del Coaching Alimentare, il quale interviene sui meccanismi che sottendono una cattiva alimentazione, comportamenti errati e la comprensione più profonda del concetto legato alla cura di Sé.

Il Coaching Alimentare può essere definito come una metodologia che si basa sull’aiutare le persone a raggiungere obiettivi e modificare le proprie abitudini alimentari che da soli faticano, o sono impossibilitati a modificare. Attraverso questo  percorso la persona identifica e supera i propri ostacoli, crea l’ambiente adeguato e adotta l’atteggiamento necessario per raggiungere il cambiamento desiderato, cosa che, invece, può essere ostacolata dai ripetuti tentativi fallimentari di diete generiche e “fai da te”.

 

A chi è rivolto il percorso di Coaching Alimentare?

Il Coaching Alimentare è rivolto a chi vuole un aiuto per perdere o acquistare peso; a chi ha un disturbo del comportamento alimentare ed ha bisogno di un aiuto psicoterapeutico specifico, all'interno di questo percorso strutturato in sinergia con la figura del nutrizionista; a bambini e adolescenti in sovra/sottopeso e alle loro famiglie; non ultimo a persone affette da patologie cliniche, come ad esempio il diabete, ricevendo un supporto sia nell’accettazione che nella gestione della malattia, affrontandola da un punto di vista sia nutrizionale che psicologico.

 

Perchè due figure professionali all'interno del coaching?

Il lavoro in equipe di uno psicologo con un nutrizionista garantisce un percorso integrato e multidisciplinare nel quale la presa in carico del paziente è a tutto tondo e si caratterizza per un continuo interfacciarsi delle due figure professionali, conducendo sia sedute con la sola presenza dello psicologo o del nutrizionista, che congiunte, con entrambe le figure in stanza.

Il nutrizionista avrà il compito di seguire la persona dal punto di vista dell’alimentazione,  redigere un piano dietetico che rispetti le sue esigenze e monitorarlo nel tempo.

Lo psicologo si affiancherà e supporterà il percorso di cambiamento, lavorando sulle componenti emotive sottostanti, sulle possibili frustrazioni ed eventuali blocchi, aiutando il soggetto a  raggiungere gli obiettivi stabiliti.

La nostra esperienza ci ha dato conferma di come il continuo scambio e confronto fra le due figure professionali permetta di valorizzare le loro competenze e di amplificare l'efficacia del loro operato, accogliendo e aiutando la persona in maniera più globale. 

Il Consultorio Antera Onlus offre a Roma, Fiumicino e Monterotondo, percorsi di Coaching Alimentare costruiti ad hoc sulla persona, guidati da psicologi-psicoterapeuti e nutrizionisti specializzati e professionali che lavorano costantemente in sinergia tra loro.


Se desideri ulteriori informazioni sul Coaching Alimentare e sui servizi legati alla nutrizione nelle diverse sedi di Roma, Fiumicino e Monterotondo, contattaci, ti risponderemo quanto prima.

La teatroterapia è un percorso attivo di cura e crescita personale basato sul teatro, in particolare sulla messa in scena dei propri vissuti, all’interno di un gruppo. Questo tipo di terapia  può essere inscritta all'interno della più ampia cornice delle artiterapie.

 

Arteterapia. Cos'è, perché farla e come cura

L’arteterapia consiste nella ricerca del benessere psicofisico attraverso l’espressione artistica di pensieri, vissuti ed emozioni. Il teatro, la musica, la pittura, sono tutte attività accomunate da un particolare potere terapeutico e le relative terapie possono essere raggruppate sotto il nome di artiterapie.

Esse sfruttano le potenzialità di ogni individuo di elaborare creativamente le sensazioni che nei contesti quotidiani risulta difficile esprimere. Attraverso l’azione creativa, l'immagine interna diventa immagine esterna, riuscendo così a comunicare agli altri il proprio mondo emotivo e cognitivo. Il materiale e le tecniche che il paziente utilizza, gli permettono di esprimere e dare un'identità ai suoi vissuti, con la possibilità di approcciarsi da un altro punto di vista alle sue difficoltà.  L’arteterapia consente di rendersi consapevoli e credere nel proprio potenziale, attivando un processo di crescita personale individuale. In questo contesto i canoni di bellezza non contano, conta solamente la comprensione e l'accettazione di ciò che il paziente intende comunicare con la propria arte, che sia questa una messa in scena teatrale o un quadro.

 

La teatroterapia

La teatroterapia può essere usata in diversi contesti sia in forma preventiva che educativa e non ultimo curativa, lavorando sulla sperimentazione di nuove visioni di sé.

Le possibilità offerte dalla teatroterapia, combinate alle conoscenze e competenze della psicologia, consentono di creare percorsi che possono aiutare a superare periodi di disagio, di sviluppare le proprie risorse interiori e di accedere a risorse fondamentali per la propria salute e per il proprio equilibrio interiore. Possono così aprirsi nuove vie di esperienze di trasformazione e guarigione, sostenendo la cura della mente, nonché quella del corpo.

 

Teatroterapia: come si lavora e verso quali obiettivi

All'interno del gruppo di teatroterapia si è guidati attraverso un training pre-espressivo (lavoro sul corpo, sulla voce e sul gioco), si può passare poi all'interpretazione di personaggi principalmente improvvisati (tecniche espressive), fino a giungere ad una fase post-espressiva che riguarda  l’analisi dei vissuti emersi.

Particolare importanza riveste quest'ultima fase di analisi dei vissuti emotivi sperimentati, in cui la dimensione del gruppo permette di rispecchiarsi nelle esperienze altrui, facilitando il riconoscimento delle proprie emozioni e il confronto con gli altri.

L’obiettivo è quello di rendere armonico il rapporto tra corpo, voce, e mente nella relazione con l'altro, con se stesso e con la propria creatività. Gli effetti degli incontri di gruppo producono risultati sul singolo, in quanto gli stimoli ricevuti ed elaborati attraverso la guida di professionisti esperti, entrano a far parte di un'esperienza profonda che la persona può integrare nella vita di tutti i giorni.

 

Il Consultorio Antera Onlus organizza nel corso dell'anno, nelle diverse sedi di Roma, Fiumicino e Monterotondo, laboratori esperienziali di teatroterapia, grazie al prezioso lavoro sinergico fra psicologi-psicoterapeuti e attori appositamente formati.

Se desideri ulteriori informazioni sulla teatroterapia o conoscere i corsi attivi nelle sedi di Roma, Fiumicino e Monterotondo, contattaci, ti risponderemo quanto prima.

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Il disturbo bipolare: che cos'è e come affrontarlo

Il disturbo bipolare è una patologia che rientra nella categoria dei disturbi dell’umore, ovvero un insieme di sindromi all'interno delle quali la persona vive un'importante alterazione del tono dell’umore, che perdura nel tempo e interferisce con le normali funzioni sociali e lavorative.

Nello specifico il disturbo bipolare si caratterizza per gravi e significative alterazioni delle emozioni e dei comportamenti, le persone che ne soffrono possono passare dal paradiso all'inferno senza alcuna ragione apparente, alternando fasi depressive a fasi maniacali o ipomaniacali, di cui parleremo più dettagliatamente nel prossimo paragrafo.

Il disturbo bipolare non è molto frequente, l’incidenza si aggira intorno all'1% e non ci sono differenze fra la popolazione maschile e quella femminile.

Le cause possono essere rintracciate sia in una predisposizione genetica, che in particolari situazioni ambientali (ad esempio forte stress, abuso di sostanze, mancanza di sonno).  Gli eventi stressanti vanno ad interagire con l'espressione genetica, ma è anche importante sottolineare come un'eventuale familiarità con questo disturbo non debba necessariamente tradursi nell'inevitabile insorgenza della patologia.

 

Le fasi del disturbo bipolare

Chi è affetto da disturbo bipolare tende ad alternare fasi di umore depresso a fasi di umore maniacale o ipomaniacale, la transizione tra esse può essere rapida e immediata, o intervallata da un periodo di umore normale, definito con il termine eutimico.

FASE DEPRESSIVA: generalmente è la fase che dura più a lungo (da qualche settimana a qualche mese) e si caratterizza per l’umore molto basso, tristezza generalizzata, alterazione di appetito e sonno, possibile diminuzione di memoria e concentrazione, pensieri suicidari.

FASE MANIACALE: può durare una o due settimane, si caratterizza per l’umore espanso, cioè molto elevato, sensazione di onnipotenza ed eccessivo ottimismo, comportamento iperattivo e impulsivo, diminuzione di sonno e appetito, incapacità di valutare le conseguenze dei propri comportamenti (in alcuni casi si presentano veri e propri disturbi del controllo degli impulsi come il gioco d’azzardo o lo shopping compulsivo), aumento della velocità del pensiero fino ad arrivare a sintomi psicotici (per esempio i deliri).

FASE IPOMANIACALE: può durare anch’essa una o due settimane (come la fase maniacale), si caratterizza per la presenza di umore disforico, cioè un senso costante di rabbiosità, irritabilità, intolleranza e aggressività e la difficoltà nel valutare le conseguenze dei propri comportamenti.

FASE MISTA: questa è una fase per lo più di passaggio, si caratterizza per la concomitanza di sintomi depressivi e maniacali, soffrendo di ansia e irritabilità.

 

Le diverse tipologie del disturbo bipolare

DISTURBO BIPOLARE I: è caratterizzato dall’alternanza di episodi maniacali, ipomaniacali e depressivi.

DISTURBO BIPOLARE II: caratterizzato invece solo da episodi ipomaniacali e depressivi.

CICLOTIMIA: nella quale gli episodi ipomaniacali e depressivi sono più lievi.

DISTURBO BIPOLARE INDOTTO DA SOSTANZE: quando le alterazioni dell’umore sono attribuite all’uso o abuso di farmaci e/o altre sostanze.

DISTURBO BIPOLARE A CICLO RAPIDO: quando si alternano più di quattro variazioni dell’umore in un anno.

 

Disturbo bipolare: come affrontarlo

Data la complessità legata alle caratteristiche di questo disturbo è importante sottolineare l'importanza di un buon lavoro di rete fra psicoterapeuta e psichiatra, infatti è solamente attraverso una buona integrazione fra psicoterapia e terapia farmacologica che è possibile trattare le diverse fasi del disturbo: affrontare e contenere la fase acuta,  cogliere i primi segnali di un episodio depressivo o maniacale che sta sopraggiungendo e non ultimo prevenire episodi futuri. All'interno di un clima di fiducia e una buona alleanza con la squadra di professionisti che accoglie e prende in carico la persona, è possibile affrontare tale disturbo e giungere ad avere una buona qualità di vita.

Per un maggiore approfondimento rispetto alle caratteristiche di questo disturbo e soprattutto all'approccio di cura, rimandiamo alla lettura dell'e-book “Il disturbo bipolare” a breve disponibile in forma gratuita attraverso l'iscrizione alla nostra newsletter.

Se desideri approfondire la tematica con i nostri psicoterapeuti di Roma, Fiumicino o Monterotondo; delucidazioni sulle visite, sui percorsi, è possibile utilizzare l'apposita area "contatti".

Il Consultorio Antera, attivo a Roma, Fiumicino e Monterotondo, è un centro ultraspecialistico di riferimento per il trattamento dei disturbi dell’umore e d’ansia.

Come è strutturato un percorso di psicoterapia?

Aspettative e dubbi di chi si avvicina ad un percorso di psicoterapia.

La psicoterapia è fondamentalmente una “relazione che cura”, attraverso tecniche e strategie che derivano dalla lunga formazione del terapeuta e grazie alla relazione stessa. Nonostante il terapeuta possa essersi formato seguendo approcci differenti, ma ugualmente validi, la relazione è sempre il perno centrale della psicoterapia, una buona alleanza fra professionista e paziente è fondamentale per avviare e portare avanti un processo terapeutico. Un percorso di terapia parte solitamente con una fase iniziale nella quale si cerca di creare insieme al terapeuta un quadro d'insieme della situazione attuale, una “fotografia” che permetta di mettere a fuoco cosa ci ha portato a chiedere aiuto, i nostri vissuti e le nostre emozioni.

E' possibile così andare a delineare con il supporto del professionista i propri obiettivi, cosa si chiede e cosa si vorrebbe raggiungere attraverso questo percorso, obiettivi che non sono decisi una volta per tutte, ma che possono essere rimodulati nel corso della terapia in base ai nostri bisogni e ai desideri. Il percorso terapeutico ci vede sempre come parte attiva, ci aiuterà via via ad osservare sotto una nuova luce quanto ci sta accadendo e quanto accaduto nel nostro passato, creando nuove connessioni: attraverso una ristrutturazione del nostro modo di vedere le cose, noi stessi e gli altri, possiamo affrontare diversamente e superare le situazioni di malessere. Il suo svolgimento prevede come dicevano l'uso di tecniche e strategie volte ad innescare cambiamenti, risolvendo le difficoltà e portandoci a raggiungere un nuovo equilibrio.

Andiamo ora ad analizzare alcune delle più comuni aspettative di chi formula una richiesta di aiuto.

 

Cosa aspettarsi in un percoso di psicoterapia?

I consigli delle persone che ci circondano spesso non fanno altro che accrescere in noi un senso di confusione e farci sentire meno capaci di prendere le nostre decisioni, ciò vale anche per eventuali consigli dati da un terapeuta, sarebbe presuntuoso da parte sua pensare che in quanto professionista possa sapere cosa è meglio per noi.

L’obiettivo della terapia non è raccogliere “buoni consigli”, ma riscoprire le proprie priorità, i bisogni inascoltati e dargli voce.

Lo spazio terapeutico ci aiuta a riflettere sui nostri vissuti e sulla nostra storia costruendo una “nuova regia”, nuove angolature dalle quali rileggere quanto ci è accaduto e quanto ci succede. Diventa così possibile trovare nuovi comportamenti e strategie da poter mettere in atto, sentendoci più liberi da vecchi schemi e andando a crearne di nuovi più funzionali per il raggiungimento del nostro benessere.

 

Il "conforto" e il "sostegno" all'interno di un percoso di psicoterapia

All'interno di un percorso di psicoterapia trovano sicuramente spazio il conforto e il sostegno dati dal professionista, attraverso parole di incoraggiamento o di stima, oppure messaggi non verbali quali un sorriso o uno sguardo affettuoso o anche a volte un abbraccio. La stanza di terapia però non è un posto dove essere sempre coccolati, semplicemente perché questo non ci aiuterebbe a stare meglio.

Accanto a questi atteggiamenti accoglienti è importante ricordare che potrà capitarci di non sentirci sempre completamente a nostro agio nelle sedute, a volte “la sedia potrebbe scottare” e questo sentirci “scomodi” di fronte ad alcune osservazioni e connessioni fatte dal terapeuta farà parte del percorso di crescita all'interno del quale staremo lavorando. Per rompere alcune “rigide visioni” dentro alle quali potremmo trovarci intrappolati è necessario correre il rischio di ascoltare nuovi punti di vista, che potrebbero risultare a volte “antipatici”, ma necessari.

 

Quanto dura un percorso di psicoterapia?

Potrebbe capitarci di varcare la soglia della stanza di terapia con l'illusione di risolvere il nostro problema velocemente e soprattutto senza impegno e fatica da parte nostra. Lo psicoterapeuta non ha il potere di far scomparire magicamente le sofferenze di chi ha di fronte, ma mette sul piatto le sue competenze, costruendo insieme alla persona una buona relazione, un clima di fiducia all'interno del quale sia possibile per noi iniziare gradualmente a trovare nuove risposte, scoprendo risorse là dove magari sembravano non essercene affatto, sperimentandoci in nuovi comportamenti e “aggiustando il tiro”.

Domandarsi continuamente se la terapia sta funzionando, o aspettarsi grandi miglioramenti in poco tempo, è come voler verificare la tonicità dei nostri muscoli dopo essere andati in palestra solo un paio di volte. La durata di un percorso di psicoterapia è legata anche alla nostra capacità di metterci in gioco, anche su questo comunque il terapeuta userà la sua competenza per “aiutarci a farci aiutare”.

 

Percorsi di psicoterapia a Roma, Fiumicino o Monterotondo

Se desideri approfondire gli aspetti legati ad un percorso di psicoterapia, avere maggiori informazioni sulla metodologia e l'approccio seguito dal Consultorio Antera presso le sue sedi di Roma, Fiumicino e Monterotondo e dai suoi psicologi, inviaci un messaggio tramite l'apposita area.

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