Articoli filtrati per data: Febbraio 2018

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Un percorso esperienziale fra arte culinaria e gioco teatrale

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità.” (OMS,1948)

 

Il Consultorio Antera Onlus, in collaborazione con la scuola TuChef di Roma, ha ideato un percorso esperienziale sul benessere che integra la cooking therapy e la teatroterapia, per farne un'occasione di crescita personale e di sperimentazione delle proprie emozioni. Un laboratorio dove, attraverso le arti della cucina e del teatro, si può socializzare e rilassarsi, lasciandosi guidare dalle mani esperte di diverse figure professionali che lavorano in sinergia tra loro, quali chef, nutrizioniste, attrici e psicologhe-psicoterapeute, in un'esperienza a tutto tondo attraverso l’arte e le sue sfaccettature.

 

Arteterapia

L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.” (P. Klee)

L’arteterapia consiste nella ricerca del benessere psicofisico attraverso l’espressione artistica di pensieri, vissuti ed emozioni. Le musica, la pittura, il teatro e non ultimo la cucina, sono tutte attività accomunate da un particolare potere terapeutico e le relative terapie possono essere raggruppate sotto il nome di arteterapie.

Esse sfruttano le potenzialità di ogni individuo di elaborare creativamente le sensazioni che nei contesti quotidiani risulta difficile esprimere. Attraverso l’azione creativa, l'immagine interna diventa immagine esterna, riuscendo così a comunicare agli altri il proprio mondo emotivo e cognitivo. Il materiale e le tecniche che il paziente utilizza, gli permettono di esprimere e dare un'identità ai suoi problemi, con la possibilità di raggiungere un altro punto di vista della sue difficoltà.  L’arteterapia consente, a chi ne usufruisce, di rendersi conto e credere nel proprio potenziale, funzionando quindi non solo per il trattamento di malattie, ma anche per una crescita personale individuale. In questo contesto i canoni di bellezza non contano, conta solamente la comprensione e l'accettazione di ciò che il paziente intende comunicare con la propria arte, che sia questa un quadro, una messa in scena teatrale o un piatto.

Cucinoterapia

“In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere” (D. Pennac)

La cucinoterapia è una forma di arteterapia innovativa che utilizza la preparazione di piatti dolci e salati quale mezzo per migliorare o accrescere le proprie capacità comunicative ed espressive, il suo principio base è quello di sostituire l’espressione “sto male, quindi mangio” con quella “sto male, quindi cucino”.

Il cibo è al centro del quotidiano di tutti, sia che lo si viva come rituale individuale che come occasione di condivisione con gli altri, c'è chi vede il cibo come un rifugio, e chi come un qualcosa da cui fuggire, la cooking therapy ne sfrutta il potenziale terapeutico. Tutti, senza limiti di età o preclusioni, possono avvalersi della cucinoterapia: l’obiettivo della cooking therapy è preparare piatti elaborati, che richiedono tempo, impegno e attenzione e che, una volta completati, regalano profonda soddisfazione a chi li ha cucinati. Il “cucinare” riattiva tutti i nostri sensi, migliora la capacità di gestione del tempo, la memoria e la concentrazione, accresce l'autostima e l’autosufficienza.

E’ un percorso che si avvale del potere terapeutico del “cucinare” e permette ai partecipanti di ritrovare se stessi e di relazionarsi con gli altri, recuperando fiducia e istinto alla socialità attraverso un lavoro sul corpo e sulla mente, che affina la percezione del sé e la gestione dei rapporti interpersonali. Con la cucinoterapia ci si confronta tutti sullo stesso piano, il bancone appunto, in una dimensione gruppale, che aiuta ad esprimere se stessi e a mettersi in gioco all’interno di un clima di condivisione che, dalla progettazione alla manipolazione, dalla creazione all’assaggio del piatto, porta una serie di gratificazioni che possono aiutare a rafforzare l’Io e a costruire rapporti armoniosi con se stessi e gli altri.

 

Teatroterapia

“Il teatro possiede la terribile e indipendente capacità terapeutica di demistificare gli intrighi e le illusioni che intessono la nostra esperienza: è dunque indispensabile per un vivere autentico”. (W. Shakespeare)

La teatroterapia è un percorso attivo di cura e crescita personale basato sul teatro, in particolare sulla messa in scena dei propri vissuti, all’interno di un gruppo. Viene usata in contesti clinici e sociali anche in forma preventiva, educativa e curativa; agisce attraverso l’interpretazione di personaggi principalmente improvvisati (tecniche espressive), un minuzioso training pre-espressivo (lavoro sul corpo, sulla voce e sul gioco), indispensabile alla creazione del sé, e tecniche post-espressive, che riguardano la rappresentazione scenica e l’analisi dei vissuti. L’obiettivo è quello di rendere armonico il rapporto tra corpo, voce, e mente nella relazione con l'altro, con se stesso e con la propria creatività. Gli effetti degli incontri di gruppo producono risultati sul singolo, in quanto gli stimoli ricevuti entrano a far parte di un'esperienza profonda che la persona può integrare nella vita di tutti i giorni.

Le possibilità offerte dalla teatroterapia, combinate alle conoscenze e competenze della psicologia, consentono di creare percorsi che possono aiutare a superare periodi di disagio, di sviluppare le proprie risorse interiori e di accedere a risorse fondamentali per la propria salute e per il proprio equilibrio interiore. Possono così aprirsi nuove vie di esperienze di trasformazione e guarigione, sostenendo la cura della mente, nonché quella del corpo.

Aiutarsi ad uscire dalla bulimia: importanza di un percorso terapeutico integrato fra i diversi professionisti, nutrizionista, medico dietologo e psicoterapeuta

Il cibo ha da sempre un grande valore simbolico e relazionale, può rappresentare purtroppo a volte un canale d'elezione attraverso cui esprimere la nostra sofferenza interiore e cercare di controllare le emozioni.

E' importante riflettere sui nostri comportamenti alimentari e riconoscere l'eventuale amplificarsi di condotte anomale e lesive che possono sfociare in un vero e proprio disturbo dell'alimentazione, come la bulimia. Le manifestazioni di questa patologia, che etimologicamente ci rimanda ad una “fame da bue”, si possono riassumere in un circolo vizioso fra grandi assunzioni e conseguenti eliminazioni di cibo, circuito difficile da interrompere e che si autorinforza, alimentato da grandi sensi di colpa.

 

BULIMIA: PARTIRE DALLA CONSAPEVOLEZZA DEL PROBLEMA

Nel momento in cui si arriva alla consapevolezza di avere un vero e proprio problema legato al cibo, è importante potersi concedere di chiedere aiuto a figure esperte, senza il timore di venire giudicati, anche se magari pensiamo di non essere disposti a modificare i nostri comportamenti tanto facilmente. Nello specifico, si può parlare di bulimia se almeno una volta alla settimana nell'arco di tre mesi ci è capitato di avere delle abbuffate e delle condotte compensatorie. Aver quindi ingerito grandi quantità di cibo, senza riuscire a smettere o controllare cosa o quanto si sta mangiando e aver poi messo in atto comportamenti  per prevenire l’aumento di peso, come il vomito autoindotto, l'uso di lassativi o diuretici, il digiuno o un'attività fisica eccessiva. Un altro fattore molto importante da considerare è quanto i nostri livelli di autostima siano influenzati dalla forma e dal peso del nostro corpo e quanto sia grande la preoccupazione per la nostra immagine, fino a giungere ad una visione distorta di essa. 

 

USCIRE DALLA BULIMIA: UN PERCORSO TERAPEUTICO INTEGRATO

Un percorso terapeutico per affrontare un disturbo dell'alimentazione come la bulimia, non può prescindere dall'essere un percorso integrato: da un lato è importante essere aiutati nella gestione e graduale modificazione dei comportamenti alimentari disfunzionali e dall'altro comprendere e lavorare sulle problematiche sottostanti. All'interno del Consultorio Antera Onlus è possibile essere supportati su entrambi questi aspetti costantemente interconnessi, proprio attraverso la continua connessione e il confronto fra i diversi professionisti, nutrizionista, medico dietologo e psicoterapeuta. Questo lavoro in sinergia permette di intervenire contemporaneamente sia su aspetti fisici e organici, che intrapsichici dell'individuo, con attenzione al suo contesto familiare e sociale di appartenenza, contestualizzando il sintomo alimentare all'interno di essi e fornendo nuovi strumenti di crescita alla persona.

 

MODIFICARE I COMPORTAMENTI  ALIMENTARI

E' molto importante intervenire in modo tempestivo sui comportamenti alimentari sottostanti alla bulimia: abbuffate, condotte compensatorie e restrizioni vanno contrastate non solo per le importanti ripercussioni sul nostro organismo, ma anche per iniziare a rompere il circolo vizioso che esse comportano e non compromettere il percorso terapeutico, si può iniziare a gestire meglio la situazione, attraverso tecniche e strategie utili per interrompere determinati meccanismi e sfatare false credenze, ad esempio sull'attività fisica, che portano a perpetuare certi comportamenti. Molto preziosa risulta essere la possibilità di lavorare gradualmente sulla regolazione dell'alimentazione e di conseguenza sul peso e sulla capacità di cogliere i segnali di fame e sazietà, sempre attraverso un confronto fra i diversi professionisti, modulando obiettivi raggiungibili.

 

ACCEDERE AL MALESSERE SOTTOSTANTE PER SUPERARE LA BULIMIA

Come abbiamo detto inizialmente il cibo può diventare un canale attraverso cui veicolare il proprio malessere, una sofferenza che è importante possa essere accolta all'interno di un percorso psicoterapeutico. Molto spesso  il controllo e il potere sul cibo vengono usati come mezzi per sentirsi adeguati e “all'altezza” rispetto agli altri e ad un esterno percepito magari come minaccioso o giudicante, è di primaria importanza poter lavorare quindi sulla propria autostima e sul potenziamento delle proprie abilità sociali. E' importante anche, nella ricostruzione della storia della persona, poter affrontare le eventuali difficoltà che possono esserci all'interno della propria famiglia di origine: porre attenzione alle diverse fasi del ciclo di vita dell'individuo e alle sua possibilità di sentirsi appartenente al proprio nucleo familiare, ma potersi anche individuare e differenziare da esso, senza soffocare la sua spinta verso l’autonomia, sempre all'interno di un percorso di crescita personale.

 

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Suggerimenti e strategie per affrontare al meglio un percorso di consapevolezza e crescita della autostima, per apprezzare il proprio corpo, riscoprire il piacere del cibo ed imparare a “nutrirsi”.

 

 

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Sono risorse che il Consultorio Antera Onlus desidera mettere a disposizione in maniera del tutto gratuita per chiunque abbia curiosità e interesse relativi allo specifico tema di volta in volta trattato.

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