La “fame nervosa”, anche chiamata “emotional eating” dagli studiosi, descrive situazioni vissute da alcuni soggetti che tendono a mescolare le emozioni con l’assunzione di cibo e usano quest’ultimo per far fronte a tutte le situazioni negative quotidiane. Usare il cibo per riempire vuoti emotivi, come sfogo contro le frustrazioni o come lenitivo contro gli stati dolorosi, è una soluzione semplice e comunemente usata da molte persone, ma non per questo salutare né efficace. Infatti la sensazione di benessere e sazietà dopo esserci abbuffati è solo uno stato illusorio, poiché è stato dimostrato che gli stati emotivi negativi attivano la fame nervosa, che a sua volta provoca un peggioramento dell’umore, il quale contribuisce a stimolare nuovamente la fame nervosa, instaurando così un circolo di mantenimento delle abbuffate e di alimentazione incontrollata. Tali meccanismi potrebbero costituire fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi alimentari come la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder). Il legame tra cibo ed emozioni è ormai assodato, anche se questo non attesta necessariamente la presenza di gravi problemi psicologici negli individui che soffrono di fame nervosa.

 

FAME NERVOSA ED EMOZIONI

L’emotional eating è caratterizzata da vari stili alimentari e diverse motivazioni ed emozioni sottostanti, andiamo ora a descrivere alcune situazioni possibili e quali sono i momenti più a rischio.

● MANGIATORI TRISTI: il soggetto triste tende ad usare il cibo come consolazione o come sostituzione di un piacere privatogli. La tristezza rappresenta la risposta fisiologica dell’organismo ad eventi spiacevoli, perdite e delusioni. Non è sicuramente una sensazione piacevole, ma può rivelarsi utile per aggiungere significato alla nostra vita, e cmq dopo un periodo limitato scompare e si torna alla normalità.

● MANGIATORI ANSIOSI: le persone ansiose cercano di alleviare i sintomi di sudorazione, agitazione, tensione, irrequietezza attraverso il cibo, soprattutto se lo stato d’ansia deriva dall’ apprensione o dalla preoccupazione per un evento futuro.

● MANGIATORI ANNOIATI: la noia è forse la forma più comune di mediazione emozionale nell'alimentazione ed è spesso associata alla fame nervosa. Per alcune persone il cibo è l’unico motivo per interrompere un'attività noiosa o per riempire del tempo libero. La noia non ha dei sintomi evidenti, quindi potrebbe essere molto difficile in questo caso individuare il problema.

● MANGIATORI SOLI: il cibo in questo caso è usato per compensare una mancanza, come un compagno, un amico o semplicemente qualcuno con cui condividere le proprie emozioni. L’aumento di peso che ne consegue però, non può far altro che peggiorare questa situazione poiché accresce le difficoltà di instaurare relazioni sociali.

● MANGIATORI ARRABBIATI: in questo caso il cibo ha due diverse funzioni, a seconda del tipo di situazione, per reprimere forme di gelosia, frustrazione o risentimento. 1) mangiare per ridurre la rabbia scaricando e sfogando le emozioni negative sul cibo quando non si riesce ad ottenere ciò che si desidera; 2) mangiare per esprimere la propria rabbia quando sia ha timore di farlo a parole.

● MANGIATORI CELEBRATIVI: sono persone alle quali risulta difficile gioire di qualcosa senza abusare con il cibo. Chi usa il cibo per migliorare la propria vita sociale, ha molte difficoltà a prendere parte a eventi senza mangiare o bere in eccesso.

 

FAME NERVOSA: SITUAZIONI A RISCHIO

● IN UFFICIO: il lavoro è un'attività che spesso provoca emozioni quali ansia, stress, noia, nervosismo, frustrazione, ecc. le quali potrebbero portare all'assunzione smodata di cibo come apparente soluzione.

● NEL WEEKEND: nei giorni in cui si rimane a casa dal lavoro, esempio il weekend, spesso si instaura un meccanismo di “premiazione” che porta ad abbuffate seguite dai sensi di colpa del lunedì.

● DURANTE LA SERA E LA NOTTE: lasciarsi andare a mangiate eccessive nelle ore serali è un problema molto comune. Questa abitudine potrebbe essere causata sia da un comportamento alimentare eccessivamente rigido durante il giorno, sia da un aumento delle emozioni negative in quel lasso temporale.

 

SUPERARE LA FAME NERVOSA: PERCORSI DI CURA DI SE

La cura della fame nervosa richiede generalmente un percorso che affronti più aspetti. Da un lato è fondamentale riconoscere gli stati emotivi ed identificarli.  Attraverso questo processo è possibile orientare i propri comportamenti rispetto agli stati d'animo. In secondo luogo, è importante imparare a gestire le proprie scelte. La particolarità delle problematiche psicologiche legate al cibo richiede un trattamento specializzato da parte di un professionista che abbia una reale esperienza in materia ed una formazione adeguata. Il Consultorio Antera Onlus da sempre affronta le tematiche dei disturbi dell'alimentazione incontrollata e periodicamente organizza laboratori e gruppi di sostegno e terapia per persone con problematiche legate al cibo, fame nervosa, sovrappeso e obesità. Per informazioni e prenotazioni inviate una richiesta attraverso questo link.

 

FAME NERVOSA E L'AIUTO DELLO PSICOLOGO‎

E' importante comunque sottolineare come la fame nervosa possa essere vissuta da chiunque e in qualsiasi situazione, ma ciò non necessariamente comporta un disturbo patologico. Nel momento in cui tali comportamenti iniziano ad influire in modo significativo sulle attività quotidiane e vengono attuati in diversi contesti diversi per un tempo prolungato, diviene opportuno rivolgersi a figure esperte con le quali affrontare

IL DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BINGE EATING DISORDER, BED)

Il disturbo si caratterizza per la presenza di “abbuffate” non accompagnate, a differenza della bulimia nervosa, da strategie finalizzate a compensare l’ingestione del cibo assunto in eccesso. Le persone che soffrono di tale patologia assumono, in un tempo limitato, quantità di cibo esagerate, con la sensazione di perdere il controllo dell’atto del mangiare, accompagnata da senso di colpa e pensieri negativi. Queste situazioni si ripetono più volte la settimana anche in momenti in cui non si ha una sensazione fisica di fame. A differenza dalla bulimia non si riscontra il circolo vizioso tra i tentativi di restrizione, l’abbuffata e i comportamenti compensatori. Il nucleo problematico sembra consistere in una difficoltà a controllare l’impulso ad alimentarsi. Il disturbo da alimentazione incontrollata è correlato all’obesità anche se tale caratteristica non è necessaria per la diagnosi del disturbo, che comunque è presente in circa il 30% circa dei casi di soggetti obesi che richiedono una cura per la loro situazione e nel 2-3% di tutti i soggetti obesi. E’ frequente la presenza di un quadro psicologico problematico caratterizzato dalla depressione, dall’insoddisfazione corporea e da un comportamento alimentare variamente disturbato

 

CARATTERISTICHE DEL DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali definisce il Disturbo d’alimentazione incontrollata (in inglese Binge Eating Disorder, abbreviato spesso in BED) attraverso i seguenti criteri:

  1. Episodi ricorrenti di abbuffate compulsive. Un’abbuffata compulsiva è definita da due caratteristiche fondamentali:
  2. Mangiare in un periodo di tempo circoscritto una quantità di cibo che è indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone consumerebbe nelle stesso periodo di tempo in circostanze simili;
  3. Sensazione di perdita di controllo sull’assunzione di cibo: per esempio sentire di non potere smettere di mangiare o di non poter controllare cosa o quanto si sta mangiando.
  4. Gli episodi di abbuffate compulsive sono associati ad almeno tre dei seguenti criteri:
    • Mangiare molto più rapidamente del normale;
    • Mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni;
    • Mangiare grandi quantità di cibo pur non sentendo fame;
    • Mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo per la quantità di cibo ingerita;
    • Provare disgusto di sé, depressione, o intenso senso di colpa dopo aver mangiato troppo.
  5. Le abbuffate compulsive suscitano sofferenza e disagio.
  6. Le abbuffate compulsive avvengono, in media, almeno due giorni la settimana per almeno sei mesi.

Iscriviti alla nostra newsletter

Per tutti gli iscritti alla nostra newsletter, sono disponibili in esclusiva i nostri e-book, pubblicati periodicamente con l’obiettivo di contribuire alla divulgazione qualitativa della professione. Trattano di argomenti di interesse comune, inerenti il benessere psicologico o le problematiche più diffuse: prendendo spunto dalla letteratura scientifica e dalla esperienza clinica, cercheranno di rispondere alle domande più frequenti e di far emergere nuovi spunti di riflessione.

Sono risorse che il Consultorio Antera Onlus desidera mettere a disposizione in maniera del tutto gratuita per chiunque abbia curiosità e interesse relativi allo specifico tema di volta in volta trattato.

compila il form seguente per ricevere la nostra newsletter e i nostri ebook gratuitamente.

Privacy e Termini di Utilizzo