COSA SONO GLI ATTACCHI DI PANICO

L'attacco di panico è una crisi d'angoscia estrema, sconvolgente, improvvisa, che comporta sintomi fisici e psichici propri dell'ansia, al massimo dell'intensità, fino a provocare la paura di morire, di impazzire e di perdere il controllo. A ciò si associano sintomi neurovegetativi quali palpitazioni, dolore toracico, sensazione di soffocamento, vertigini, vampate di calore, brividi di freddo, tremori e sudorazione. Questo disturbo compare soprattutto durante l'adolescenza o la prima età adulta e, anche se le cause precise non sono chiare, sembra esserci un nesso con le più importanti fasi di transizione della vita che portano inevitabilmente una certa quantità di stress e ansia. Tuttavia, tali episodi di panico non si verificano durante il periodo di stress, ma quando esso è stato superato, ovvero quando si allenta la tensione emotiva. I primi episodi di panico sperimentati si imprimono in modo indelebile nella mente della persona colpita, in quanto si tratta di un’esperienza inattesa e molto spiacevole. Può capitare che, dopo gli attacchi di panico, si sviluppi un processo di evitamento, per cui si limitano sempre più i movimenti e le attività, si evitano situazioni e luoghi specifici che si pensa siano associati allo scatenarsi dell’attacco. Se tale evitamento interferisce con le attività importanti di tutti i giorni, si parla di agorafobia associata ad attacchi di panico (paura ed evitamento di posti e situazioni da cui sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi oppure da quelle situazioni in cui si pensa di non poter avere un aiuto sufficiente).

 

CARATTERISTICHE DEGLI ATTACCHI DI PANICO

  • palpitazioni,  tachicardia;
  • sudorazione;
  • tremori fini o a grandi scosse;
  • sensazione di soffocamento;
  • sensazione di asfissia;
  • dolore o fastidio al petto;
  • nausea o disturbi addominali;
  • sensazione di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento;
  • derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distanti da sé stessi);
  • paura di perdere il controllo o di impazzire;
  • paura di morire; parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio);
  • brividi o vampate di calore.

Gli attacchi di panico possono insorgere quasi del tutto inaspettatamente, oppure in alcune specifiche circostanze che diventano particolarmente temute. Ad esempio, in una piazza, in mezzo alla folla, in un ascensore, sotto una galleria, quando si parla in pubblico, nel traffico. E’ proprio dal successivo evitamento dei luoghi in cui si è verificato il primo episodio di panico, che possono nascere le fobie, come paura degli spazi aperti (agorafobia), paura degli spazi chiusi (claustrofobia), paura di esporsi in pubblico (fobia sociale).

 

CAUSE DEGLI ATTACCHI DI PANICO

  • fattori genetici: fattori psicologici: il disturbo può essere l’espressione di uno stato di malessere psicologico di cui il soggetto non è consapevole e che esprime con lo scatenarsi dei sintomi. Riferendosi al contesto giovanile, gli attacchi di panico possono essere associati a vari fattori, come solitudine, incomunicabilità, situazioni familiari critiche, difficoltà nell’approccio con il mondo del lavoro, e possono anche insorgere in concomitanza con l’assunzione di marijuana, cocaina o amfetamine;
  • fattori ambientali: spesso gli attacchi di panico si verificano in seguito ad eventi stressanti, come problemi familiari, di lavoro, cambiamenti importanti nella qualità della vita o nella generale organizzazione familiare, frustrazioni o relazioni particolarmente impegnative.

  

COME AFFRONTARE GLI ATTACCHI DI PANICO E IL DISAGIO PSICOLOGICO DERIVANTE

Il disturbo da attacchi di panico è ampiamente curabile, con una varietà di trattamenti disponibili che possono portare a miglioramenti significativi nel 70-90% dei casi. L’importante è intervenire precocemente in modo da aumentare la possibilità di bloccare la progressione del disturbo agli stadi successivi, in cui potrebbero nascere ulteriori complicanze, come l’insorgenza di fobie. Prima di intraprendere qualsiasi trattamento, sarebbe meglio sottoporsi ad una serie di esami medici per escludere la possibilità di altre cause dei loro sintomi come un eccessivo livello dell'ormone tiroideo, epilessia o aritmia cardiaca, che possono causare sintomi somiglianti. Per curare gli attacchi di panico vengono usate terapie farmacologiche e psicoterapie, meglio se in associazione. Molti dei trattamenti sono estremamente efficaci, anche se una parte delle persone che ha completato con successo una terapia può continuare a sperimentare l’ansia anticipatoria (preoccupazione eccessiva che il panico si ripresenti in determinate situazioni). In questi casi è particolarmente utile una psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale, che aiuta ad imparare nuovamente ad affrontare le situazioni che scatenano ansia e panico. In aggiunta a questi trattamenti, si può agevolare la guarigione dagli attacchi di panico attraverso una giusta predisposizione interna della persona coinvolta e delle persone che le sono accanto. Non vanno poi trascurati i metodi di rilassamento come il training autogeno o la musicoterapia. La scelta del tipo di trattamento dipende dalle caratteristiche del quadro clinico del soggetto, ma anche dalle sue personali preferenze.

 

CONSIGLI PER CHI SOFFRE DI ATTACCHI DI PANICO

Quando si è colpiti da un attacco di panico, la prima cosa importante è sapere e ricordarsi che si tratta di un episodio della durata di pochi minuti e che non comporta rischi per l'organismo, né puó provocare la perdita di controllo di se stessi o la morte. Durante questo momento di ansia, l'ideale sarebbe cercare di respirare lentamente, mettersi in una posizione comoda e tranquilla, ad esempio, se é possibile, sedersi o sdraiarsi. Se ci si sente svenire, é utile sollevare le gambe. Può servire anche pensare a situazioni piacevoli, a paesaggi rilassanti ed, eventualmente, alla voce del proprio terapeuta.

 

CONSIGLI PER CHI STA VICINO A PERSONE CON ATTACCHI DI PANICO

Per chi vuole stare accanto ad una persona che soffre di attacchi di panico, ci sono dei semplici consigli da seguire che possono aiutare a vivere meglio il problema. Intanto bisogna sapere che comprensione e disponibilità all’ascolto sono fondamentali per chi soffre, come lo è il riconoscimento dei piccoli miglioramenti: condividere la gioia, può trasformarsi in un forte punto di appoggio. Le cose che si possono fare sono valorizzare i momenti di autonomia e non sostituire mai chi sta male, nei compiti che è in grado di svolgere, anche se con fatica; riflettere e discutere insieme come collaborare per raggiungere un miglioramento dell'autonomia; aspettare che sia il malato a chiedere aiuto, piuttosto che farsi avanti con eccessive premure. E’ meglio, inoltre, cercare di ridurre scontri con la persona che soffre ed evitare di colpevolizzarla per non aver fatto ancora passi avanti. in modo da permettergli di vivere meglio stimoli e ansie.

 

ATTACCHI DI PANICO E PSICOTERAPIA

La psicoterapia aiuta a condurre alla comprensione ed alla soluzione dei problemi psicologici, nonché, ad una reale e definitiva autonomia. La forma di psicoterapia che la ricerca scientifica ha dimostrato essere più efficace e più breve, è la cognitivo-comportamentale, individuale o di gruppo che sia: è utile, infatti, sia a bloccare l’insorgenza degli attacchi di panico, sia a ridurre l’ansia anticipatoria (a cui invece non riescono ad arrivare i farmaci da soli). Questo tipo di terapia, mira ad individuare e modificare i pensieri catastrofici collegati alla reazione ansiosa, ad identificare e modificare alcuni comportamenti che alimentano la risposta ansiosa e ad imparare ad affrontare le situazioni ansiose. Oltre ad una psicoterapia individuale, può essere molto utile ed efficace partecipare a gruppi di mutuo-auto aiuto: il gruppo permette ai pazienti di confrontarsi con altre persone con lo stesso problema, trovandovi conforto ed incoraggiamento. Ci sono poi la psicoterapia dinamica, che, ricercando nel passato i conflitti emotivi che potrebbero spiegare la comparsa del disturbo, aiuta una comprensione migliore di essi, traendone un beneficio nel superare il problema, e la psicoterapia eriksoniana, detta anche psicoterapia ipnotica o ipnoterapia: l'ipnosi, direttamente o meno, gioca un ruolo importante nel determinare il rapporto tra paziente e terapeuta, prima, e la risoluzione dei sintomi, dopo.

 

ATTACCHI DI PANICO E TERAPIE FARMACOLOGICHE 

  • antidepressivi triciclici: il più utilizzato è quello contenente imipramina, di cui viene usata una lenta introduzione per aiutare a minimizzare gli effetti collaterali che spariscono dopo poche settimane. (nome commerciale: Tofranil);
  • IMAO: il loro uso richiede l'osservazione di alcune specifiche restrizioni alimentari e massima attenzione all’assunzione contemporanea di alcune molecole, in quanto possono interferire causando improvvisi e pericolosi effetti collaterali. (Nome commerciale: Parmodalin);
  • SSRI: Quest'ultima classe presenta, rispetto alle precedenti, una maggiore maneggevolezza e minori effetti collaterali. Il principio attivo più usato è la paroxetina (nome commerciale: Seroxat);
  • Benzodiazepine: riducono notevolmente l’ansia, hanno effetto rapido e pochi effetti collaterali. Spesso vengono abbinate agli antidepressivi triciclici, ma vengono usate anche sole se il disturbo è lieve. I principi attivi più usati sono il clonazepam ed il lorazepam (rispettivi nomi commerciali: Rivotril, Tavor).

Iscrizione Newsletter

Iscriviti tramite Facebook
... oppure inserisci i tuoi dati:


L'indirizzo al quale desideri ricevere le newsletter.

Acconsento al trattamento dei miei dati personali (decreto legislativo 196 del 30/Giugno/2003)

Ai sensi del d.lgs. 196/2003, La informiamo che:
a) titolare del trattamento è Associazione Consultorio Antera, 00183 Roma (RM), via Anglona 9
b) responsabile del trattamento è Consultorio Antera, 00183 Roma (RM), via Anglona 9
c) i Suoi dati saranno trattati (anche elettronicamente) soltanto dagli incaricati autorizzati, esclusivamente per dare corso all'invio della newsletter e per l'invio (anche via email) di informazioni relative alle iniziative del Titolare;
d) la comunicazione dei dati è facoltativa, ma in mancanza non potremo evadere la Sua richiesta;
e) ricorrendone gli estremi, può rivolgersi all'indicato responsabile per conoscere i Suoi dati, verificare le modalità del trattamento, ottenere che i dati siano integrati, modificati, cancellati, ovvero per opporsi al trattamento degli stessi e all'invio di materiale. Preso atto di quanto precede, acconsento al trattamento dei miei dati.