Consultorio Antera

Consultorio Antera

Nel corso degli ultimi due anni abbiamo dovuto portare in una realtà virtuale la nostra esperienza professionale: per tutti, pazienti e terapeuti, è stato un periodo difficile, che ci ha messo fortemente alla prova. Ci siamo dovuti ingegnare utilizzando a volte la tecnologia per raggiungere i nostri pazienti, verificando quanto sia efficace la metodica on line anche modificando i contesti in cui si svolge la terapia. Abbiamo collaudato una nuova modalità di svolgere la nostra professione, ridisegnando le modalità dei nostri interventi. Ma quali sono gli aspetti peculiari di questa tecnica?

 

La terapia on line: Il setting virtuale

Apparentemente il setting virtuale riproduce il formato tradizionale della terapia ma le differenze, tenendo da parte quella macroscopica della presenza fisica del paziente, in realtà sono molte e, non tutte, di immediata rilevazione. L’incontro online rappresenta un cambiamento radicale del setting, una variazione significativa del contesto in cui viene condotto l’intervento.

Nella terapia online il luogo d’incontro non è più il nostro studio, uno spazio fisico ben connotato, ma uno spazio virtuale nel quale non siamo più i padroni di casa che accolgono i pazienti, ma entriamo nelle case dei nostri pazienti e loro a volte nelle nostre.

Attraverso l’incontro online abbiamo avuto l’occasione di vedere i contesti di vita dei nostri pazienti; li abbiamo visti muoversi in un ambiente a loro familiare, decidere il luogo dei nostri incontri e questo ci ha consentito di acquisire dati di vita quotidiana che altrimenti non avremmo potuto conoscere.

 

Le tipologie di lavoro virtuale

Al di là della tecnica usata, o dell’approccio terapeutico, che può prevedere la partecipazione simultanea ad un particolare lavoro o l’annotazione successiva delle informazioni fornite dal paziente su, ad esempio, una lavagna virtuale, possiamo dire che queste variazioni non hanno impedito alla psicoterapia di andare avanti. Anzi abbiamo scoperto cose nuove: è stato infatti anche possibile far partecipare agli incontri (di coppia e familiari) parte dei pazienti in presenza e parte da remoto, con i membri non residenti nel luogo in cui si è svolta la terapia, presenti con un collegamento online.

Abbiamo constatato che questa modalità, seppure risulti più complessa per la difficoltà di seguire in contemporanea i pazienti in stanza e quelli collegati, comunque presenta dei vantaggi inimmaginabili con l’utilizzazione delle metodiche tradizionali, in quanto consente di raggiungere persone che possono così partecipare alla terapia, che non potrebbero assolutamente partecipare alla seduta, per questioni di residenza o di salute, e che possono, così, fornire il loro contributo, talvolta fondamentale, alla terapia stessa.

Più semplice da gestire è la partecipazione di tutta la famiglia online; in questo caso i vantaggi per il terapeuta sono evidenti in quanto c’è la possibilità di osservare più da vicino e contemporaneamente i volti dei pazienti e di cogliere, quindi, alcuni dettagli espressivi che possono sfuggire dalla tecnica in presenza, per la distanza fisica che normalmente c’è tra un membro e l’altro.

Lo spazio di fronte a cui disporsi nel lavoro online è uno spazio che richiede una maggior vicinanza. Questo aspetto relativo alla posizione davanti allo schermo rappresenta una variabile che distingue una situazione da un’altra; può rappresentare talvolta un punto di fragilità perché può accorciare troppo la distanza tra i membri della famiglia, creando con-fusione oppure un punto di forza, quando il contatto corporeo permette il passaggio delle vibrazioni emotive accentuando la con-divisione.

 

La risposta dei pazienti alla terapia online

Le testimonianze raccolte dai nostri pazienti evidenziano che il lavoro terapeutico viene preferito in presenza perché, al di là dello scambio verbale, la comunicazione attraverso il movimento del corpo nello spazio più ampio della stanza di terapia e la presenza fisica del terapeuta determinano una maggior intensità del vissuto emozionale e dell’energia che circola nella stanza di terapia; tuttavia abbiamo notato che, se il terapeuta si pone come agente dell’interazione, sollecitando la partecipazione di tutti al racconto individuale o familiare, questo aspetto assume minor rilevanza ed è spesso compensato dalla comodità che tale tecnica offre, in un’era in cui il tempo sembra sfuggire dalle mani delle persone.

 

All'interno del Consultorio Antera Onlus la nostra equipe di psicologi-psicoterapeuti accoglie i pazienti anche attraverso percorsi di terapia on line, valutando situazione per situazione se sia possibile utilizzare questa modalità nella maniera più efficace e funzionale.

IL TUO 5 X MILLE A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA'

Attraverso le vostre donazioni potremmo aiutare le famiglie afferenti al nostro centro, rendendo più SOSTENIBILI i percorsi di terapia che possono coinvolgere diversi membri familiari.

AIUTACI AD ACCOGLIERE LA COMPLESSITA'

E' molto semplice: tutti i modelli per la dichiarazione dei redditi (Modello Unico, 730, CUD, ecc.) contengono un apposito riquadro dedicato al 5 per mille, basta firmare nella sezione relativa alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale ed indicare il codice fiscale 97283680581

Sempre più comunemente sentiamo parlare di stress, ma cerchiamo di capire insieme che cosa si intenda di preciso per stress e quali siano le sue caratteristiche, così da poter cogliere i primi campanelli di allarme e intervenire tempestivamente.

Lo stress è la risposta psicologica e fisiologica che il nostro organismo mette in atto per affrontare compiti, difficoltà o eventi della vita considerati eccessivi o pericolosi che vengono definiti come eventi stressanti.

Essi includono eventi sia piacevoli che spiacevoli (quali per esempio nascita di un figlio, matrimonio, promozione lavorativa, licenziamento, morte di una persona cara, divorzio), eventi imprevisti che implicano un cambio di programma (si rompe la macchina, viene spostato un appuntamento), situazioni lavorative (pressioni sul lavoro rispetto a delle scadenze urgenti, conflitti con colleghi), situazioni sociali (discussioni con amici, incontrare persone nuove), situazioni che non possono essere controllate.

Lo stress eccessivo potrebbe condurre allo sviluppo di veri e propri disturbi da stress.

Il termine stress fu impiegato per la prima volta nel 1936 da Selye che distinse tre fasi nel processo stressogeno:

  1. fase di allarme: la persona segnala l' esubero di doveri e mette in atto le risorse per adempierle;
  2. fase di resistenza: la persona stabilizza le sue condizioni e si adatta al nuovo tenore di richieste;
  3. fase di esaurimento: si registra la caduta delle difese e la successiva comparsa di sintomi fisici, fisiologici ed emotivi.

 

Tipologie di stress

Lo stress viene distinto in due categorie in funzione della durata, per cui si parla di stress acuto se si verifica una sola volta o in un lasso di tempo limitato, oppure cronico quando lo stimolo è di lunga durata.

Oltre alla durata è importante anche la natura dello stimolo stressante, che può essere positivo (eustress) quando da’ vitalità e fornisce la carica per affrontare un esame, una gara o un lavoro mentre diventa negativo (distress) quando dura nel tempo senza che si abbia la capacità di affrontare la situazione che lo ha provocato. Si viene a creare in questi casi un sovraffollamento che va a compromettere le funzioni cognitive ed emotive.

Ciò che causa lo stress dipende in parte dal modo in cui un evento è valutato; per esempio una persona che ha un modo di pensare rigido e pessimistico percepirà un evento stressante in modo più negativo rispetto ad una persona con uno stile di pensiero flessibile ed ottimista.

 

Le risposte del corpo allo stress

In presenza di un evento stressante, il sistema nervoso si attiva favorendo il rilascio di alcune sostanze, ossia gli ormoni dello stress (adrenalina, noradrenalina, cortisolo) che determinano il cambiamento fisico e comportamentale che dà la possibilità all’organismo di affrontare e superare il pericolo. In caso di stress acuto, solitamente, il livello degli ormoni torna alla normalità mentre se si è costantemente sotto stress il livello di produzione degli ormoni rimane elevato provocando vari disturbi.

I sintomi da stress si dividono in quattro categorie:

  • sintomi fisici (mal di testa, mal di schiena, indigestione, tachicardia, problemi di sonno, stanchezza, vertigini, problemi sessuali ecc.)
  • sintomi comportamentali (digrignare i denti, criticare gli altri, impossibilità di portare le cose a termine, fame nervosa, aumento uso alcolici)
  • sintomi emozionali (pianto, rabbia, solitudine, infelicita’ senza un motivo valido, senso di impotenza)
  • sintomi cognitivi (pensiero confuso, dimenticarsi le cose, preoccupazione costante, perdita dell’ umorismo).

 

Cosa fare se si soffre di stress

Il vero benessere si fonda sia sul corpo che sulla mente, considerati nel loro legame indissolubile. La terapia più efficace per contrastare gli effetti dello stress è costituito dal rilassamento che può essere raggiunto con l’utilizzo di svariate tecniche quali il training autogeno, il rilassamento muscolare progressivo, l' agopuntura, la musicoterapia, il massaggio.

È molto utile anche la psicoterapia che permette di lavorare sullo stress attraverso l’allenamento ad una maggiore autonomia, ad un maggiore benessere, ad una migliore gestione del tempo e delle risorse e attraverso l’apprendimento di una maggiore autoregolazione.

Tuttavia, vi sono delle situazioni che hanno una gravità tale da rendere impossibile l’avvio di una psicoterapia o l’utilizzo di tecniche di rilassamento; in questi casi il medico può ritenere opportuno la somministrazione di farmaci e/o psicofarmaci la cui cura sarà utile se integrata alle terapie sopra illustrate.

Se lo stress si cronicizza e osserviamo come invada sempre più la nostra vita quotidiana è importante poter chiedere aiuto ad un professionista.

Gli psicoterapeuti del Consultorio Antera nelle sedi di Roma, Monterotondo e Fiumicino da anni lavorano e si sono formati approfondendo questa tematica nel lavoro clinico con i pazienti.

 


 

In seguito alla nuova normativa in vigore dal 1 maggio 2022 e, in linea con le direttive dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, Il Consultorio Antera Onlus RACCOMANDA L'UTILIZZO DELLA MASCHERINA all'interno dei propri ambulatori, nelle sedi di Roma, Monterotondo e Fiumicino, a tutela dei propri pazienti e di tutta la sua equipe.

Riflessione sulla cogenitorialità: come rapportarsi con l'altro genitore rispetto ai propri figli

Studi empirici sulle dinamiche del gruppo familiare sono concordi nel considerare le relazioni genitori-figli all’interno di una cornice complessa che prevede l’interdipendenza di molteplici rapporti diadici (coppia coniugale e genitoriale, rapporti di ciascun genitore con ciascuno dei propri genitori, rapporti madre-figlio, rapporti padre-figlio).

Questa rete di relazioni è nel contempo caratterizzata dall’emergenza di proprietà globali (familiari) non riconducibili specificatamente né a caratteristiche dei singoli né a quelle delle diadi, ma che sono intrinseche alla famiglia in quanto sistema: “il tutto è più della somma delle parti”, recitava uno dei grandi della terapia familiare.  Coerentemente con queste prospettive teoriche la ricerca empirica e la pratica clinica hanno studiato le diverse influenze delle relazioni sulle relazioni, osservando il gruppo familiare come un sistema gerarchicamente strutturato in sistemi definiti in base a funzioni diverse:

  • coniugalità (rapporto tra genitori come partner);
  • il parenting o genitorialità (relazione che il figlio stabilisce con ciascun genitore);
  • il co-parenting o cogenitorilità (ci si riferisce al modo in cui i genitori si rapportano tra loro rispetto al figlio quando è in posizione di terzo).

 

Essere genitori: un processo in divenire

Risulta quindi evidente che per parlare di genitorialità non ci si può riferire unicamente all’evento biologico, ma deve essere necessariamente analizzata all’interno di una dimensione processuale più ampia. Da una prospettiva psicopedagogia la genitorialità è considerata il processo dinamico attraverso il quale si impara a diventare genitori, affinchè si possa essere capaci di prendersi cura e di rispondere in modo sufficientemente adeguato ai bisogni dei figli in base alla specifica fase evolutiva. Una concezione più psicologica vede, invece, la genitorialità come parte fondante della personalità dell’individuo.

E' uno spazio psichico che inizia a formarsi nell'infanzia quando a poco a poco il bambino interiorizza i comportamenti, i messaggi verbali e non-verbali, le aspettative, i desideri, le fantasie dei propri genitori. Il costrutto di “modelli operativi interni” elaborato da Bowlby esplicita come le esperienze reali con le figure di attaccamento vengono interiorizzate in modelli rappresentazionali relativamente fissi, che il bambino utilizza per predire il mondo e mettersi in relazione con esso, tali modelli incideranno su tutte le sue relazioni future.

Da questo "Genitore Interno" dipendono in gran parte l’immagine di sé che ciascuno ha nonché i modelli relazionali che vengono utilizzati nelle interazioni. Per parlare di genitorialità, insomma, non è sufficiente la percezione, e magari anche l’orgoglio, della paternità e della maternità, ma si deve guardare a tale costrutto da molteplici angolazioni. La genitorialità non è un fatto individuale, non solo, ma riguarda la coppia in quanto diade e in tal senso deve contemplare l’assunzione da parte dell’uomo quanto della donna, di un compito comune e condiviso. Si può, quindi, individuare un nesso imprescindibile tra “il diventare genitori” e “l’essere genitori insieme”, che rimanda al costrutto di co-genitorialità,

 

Cosa si intende per co-genitorialità?

Con il termine co-genitorialità ci si riferisce al modo in cui i genitori si rapportano tra loro rispetto al figlio quando è in posizione di terzo. La co-genitorilà fa riferimento alla consapevolezza che i figli non sono semplicemente un dato, ma un’avventura da correre insieme, un destino da costruire attraverso il diretto assolvimento del compito evolutivo da parte della coppia.

Con il termine co-genitorialità s'intende descrivere la collaborazione genitoriale, cioè l'insieme dei comportamenti e delle azioni stabilite e condivise dalla coppia genitoriale al fine di garantire lo sviluppo fisico e psicologico dei propri figli, anche nel caso in cui i due genitori non convivano.

Nel concetto di co-genitorialità è insita la capacità dei genitori di negoziare reciprocamente i loro rispettivi ruoli, la responsabilità e i contributi nei confronti dei loro figli, e non solo, questo costrutto rimanda anche al sostegno, alla condivisione della responsabilità, al rispetto e alla fiducia tra madre e padre e anche al modo in cui i genitori affrontano insieme il loro ruolo.

 

Alleanza fra i genitori come fattore protettivo per i figli

La co-genitorialità va intesa come un’alleanza tra i genitori che può contenere sia dimensioni positive quali il rispetto, la partecipazione, la comunicazione e la cooperazione; sia caratteristiche negative come conflitto e triangolazione. La ricerca empirica in tal senso ha dimostrato come la co-genitorialità influisca sull’adattamento dei figli nelle varie fasi della vita.

Si è visto come la cooperazione genitoriale sia un fattore protettivo per l’adattamento del bambino e come, invece, il conflitto co-genitoriale possa predire comportamenti disadattavi nei figli. In tal senso, è necessario sottolineare come la coniugalità e la co-genitorialità debbano essere considerati fenomeni tanto correlati quanto distinti perché, pur essendo parte dello stesso sistema familiare, seguono delle traiettorie di sviluppo in parte autonome, ma che si influenzano reciprocamente.

 

Transizione verso la genitorialità: una sfida costruttiva

Come molte ricerche hanno dimostrato, la transizione alla genitorialità costituisce un cambiamento fondamentale nella vita di coppia che si riflette profondamente nei sistemi di attaccamento, di accudimento e di sessualità. E’ con la nascita del primo figlio, infatti, che si sancisce il passaggio irreversibile da coppia a famiglia, per cui la diade coniugale diventa triade familiare.

Tale passaggio rappresenta una fase critica normativa nel ciclo di vita della famiglia, in cui la stessa sviluppa una propria “personalità” specifica e in cui giocano un ruolo fondamentale anche le aspettative individuali e le motivazioni dei singoli genitori rispetto alla nascita del bambino. Tali pattern comportamentali contribuiscono alla costruzione congiunta di strategie di coordinazione e interazione, che vanno a caratterizzare quella specifica relazione co-genitoriale.

 

Il Consultorio Antera Onlus, nelle sedi di Roma, Monterotondo e Fiumicino offre la possibilità di incontrare psicoterapeuti esperti nelle difficoltà legate alla costruzione di una cogenitorialità efficace e funzionale, accogliendo e accompagnando gli individui all'interno di percorsi individuali,di coppia o familiari.

 

 

Pagina 1 di 37

Iscriviti alla nostra newsletter

Per tutti gli iscritti alla nostra newsletter, sono disponibili in esclusiva i nostri articoli ed e-book, pubblicati periodicamente con l’obiettivo di contribuire alla divulgazione qualitativa della professione. Trattano di argomenti di interesse comune, inerenti il benessere psicologico o le problematiche più diffuse: prendendo spunto dalla letteratura scientifica e dalla esperienza clinica, cercheranno di rispondere alle domande più frequenti e di far emergere nuovi spunti di riflessione.

Sono risorse che il Consultorio Antera Onlus desidera mettere a disposizione in maniera del tutto gratuita per chiunque abbia curiosità e interesse relativi allo specifico tema di volta in volta trattato.

compila il form seguente per ricevere la nostra newsletter e i nostri ebook gratuitamente.

I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo