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Il fatto quotidiano del 30 Marzo riporta un articolo intitolato “Coronavirus, matrimonio in crisi? Consigli per vivere (al meglio) l’isolamento senza rischiare il divorzio”. E riporta alcuni dati registrati in Cina a fine febbraio e che si riferiscono ad alcune cittadine della Cina sudoccidentale: pare che almeno 300 coppie abbiano fissato un appuntamento con un consulente matrimoniale per divorziare. Un’altra cittadina è dovuta intervenire, sempre a tal proposito, fissando un limite al numero di divorzi consentiti ogni giorno, cioè dieci. I funzionari cinesi ipotizzano che questo numero significativo di richieste è da correlarsi al fatto che le coppie trascorrono troppo tempo insieme a casa, in alcuni casi producendo nuove crisi di coppia, in altri amplificando difficoltà relazionali già presenti prima dell’isolamento.

 

Conflittualità intrafamiliare: la situazione italiana

Non è da meno la situazione in Italia e lo si vede dalle richieste d'aiuto che si moltiplicano e che arrivano dalle case degli italiani ai centri specializzati degli psicologi. L’ordine degli psicologi ha richiamato tutti gli iscritti a dedicarsi il più possibile e nelle forme consentite al sostegno e alla consulenza di tutti coloro che si trovano, a causa dell’isolamento forzato, a vivere situazione emotive veramente disagiate. Viviamo in una situazione di portata eccezionale e di stress psicologico notevole (non a caso si parla di periodo peggiore dalla seconda guerra mondiale), mai provato sino ad ora, tale da mettere a dura prova anche le coppie più collaudate, i nuclei più equilibrati. Si pronuncia anche Anna Maria Nicolò, neuropsichiatra e presidente della Società psicoanalitica: «Le problematiche stanno crescendo, come il senso di persecuzione, la claustrofobia, la tensione, sostenuta anche dai media. Ci sono situazioni di coppia esplosive. Gli adolescenti si sentono braccati, scappano, dal virus e da casa».

 

Periodi di crisi all'interno del sistema famiglia

Ricordiamo come le famiglie e le coppie, così come ogni singolo individuo sulla terra, per natura e processi evolutivi affrontano ciò che definiamo “periodo di crisi”. Carl Whitaker, pioniere della terapia familiare sistemica, individua varie crisi all’interno della coppia. Una di queste avviene nel momento in cui i due partner si accorgono che l’altro non diventerà mai quello che avrebbero voluto far diventare e che non riusciranno mai completamente a farlo cambiare. A questa crisi se ne aggiungono altre, come quelle segnate da eventi specifici, quali la nascita/crescita/educazione dei figli, lutti, malattie gravi. E basta osservare il periodo in cui viviamo per renderci conto della drammaticità in cui tutti questi aspetti possono convogliare.

Inoltre molte famiglie sono costrette adesso a vivere in piccoli spazi e magari è uno spazio saturo anche per la presenza della famiglia allargata (quanti staranno adesso insieme ai nonni in casa?). James Framo, altro pioniere della terapia familiare, ci ricorda l’importanza, come momento topico di ogni evoluzione della coppia, dell’incontro con il trigenerazionale: la coppia è chiamata a lavorare sul piano trigenerazionale e cioè su come poter integrare il loro piano, posto al centro, con quello dei figli al piano basso, e con quello più altro rappresentato dai nonni. E come questo sistema possa rivelarsi fragile e soggetto a tumultuose scosse. Questi accennati sono spunti di tematiche che dobbiamo tener presente a livello clinico e di progettualità ai fini del sostegno e della cura.

 

La dura prova della quarantena e gli ostacoli da superare

Ad oggi la prima prova che abbiamo dovuto superare è stata quella di cambiare completamente le nostre abitudini: il passaggio da attività quotidiane frenetiche all’immobilità, fermi e bloccati in spazi circoscritti, per giorni e giorni, non è stato semplice. E lo può rendere ancora meno sopportabile la consapevolezza che ad oggi questo non finirà in tempi così brevi come tutti noi speriamo. Così ci tocca fare i conti, all’interno di quelle mura domestiche, con la gestione di quelle che sono diventate solo lunghe e interminabili giornate da riempire. Tutto ciò che ci alleggerisce dall’entrare in contatto con noi, le nostre emozioni, le riflessioni sul proprio sé, si trova adesso all’esterno (amici, sport, vacanze e viaggi,..et al.). E l'isolamento in cui ci troviamo, ricco di continue notizie nefaste sull’andamento della pandemia, non può che essere un ulteriore acutizzatore di emozioni quali paure, ansie e depressioni.

 

Le risorse da mettere in campo

Come poter contenere tutto questo è la domanda a cui vogliamo rispondere e lo faremo ponendo alcune riflessioni.

  • Può essere utile iniziare la giornata avendo cura di noi, della nostra persona, dei nostri spazi soprattutto se condivisi con 2 o 3 persone del nucleo familiare, e anche di più se consideriamo i nuclei in cui sono presenti anche nonni o zii e se gli spazi sono ridotti;
  • Si può scoprire un nuovo modo di predisporsi verso di sé e il tempo nuovo a disposizione, dedicandosi ad attività per cui prima non avevamo tempo (cucinare, giardinaggio, bricolage, et.al.).Tutto ciò può essere un’opportunità rispetto ad un nuovo modo di porsi all’interno dello spazio familiare e scoprire una nuova dimensione relazionale;
  • Lì ove si vivono situazioni chiaramente più conflittuali è bene predisporsi anche in maniera tale da riconoscere i propri limiti: alcune dinamiche potranno essere affrontate, altre è bene lasciarle in disparte e riprenderle quando avremo forza e lucidità per dedicarci (possiamo avere la forza di dedicarci ad una battaglia, e non alla guerra intera… difficile poi poterla dispiegare all’interno delle mura di casa);
  • Può essere utile stabilire delle regole, anche molto semplici e sulle questioni più prettamente pratiche, in modo da limitare le possibili liti esplosive; Ritagliarsi spazi di riflessione propri e comunicarlo al partner può allentare le tensioni ed essere un’opportunità di crescita e benessere personale.

 

Come gestire l'isolamento con i figli

Con i figli può essere utile, tenendo presente le differenze per fasce di età, mantenere per quanto possibile una routine giornaliera, da ricreare totalmente nuova così come ci siamo sforzati di fare con noi stessi: la giornata può essere trascorsa alternando momenti ludici a momenti ricreativi, a spazi di gioco ed esplorazione libera, a momenti di condivisione in famiglia.

Questo breve articolo non intende esaurirsi in brevi consigli ma solo riportare alcune osservazioni che possono rivelarsi utili. Lì dove non dovesse esser sufficiente, il Consultorio Antera Onlus rimane a disposizione per un sostegno e consulenza psicologica al momento telefonica, in attesa che tutte le attività e i servizi di sostegno e consulenza psicologica possano riprendere la loro normale routine presso le sedi dell’associazione a Roma, Fiumicino e Monterotondo.

 

Bibliografia:

Carl A. Whitaker, Considerazioni notturne di un terapeuta della famiglia, Astrolabio Ubaldini1990.

James L. Framo Terapia intergenerazionale, un modello di lavoro con la famiglia d'origine.

Cortina Raffaello collana Psicoterapia con la famiglia , 1996.

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