Martedì, 29 Marzo 2022 15:00

Senso di colpa, da dove nasce?

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I sentimenti di colpa arrivano quando i nostri pensieri o il nostro comportamento non sono allineati con l’altezza dei nostri ideali. Hanno spesso origine nell’infanzia, nel rapporto con i nostri genitori e familiari ed sono influenzati dalla immaturità cognitiva ed emotiva del bambino, dalla sua visione parziale del mondo, che deriva dalla mancanza di esperienza e dalla tendenza a fare inferenze causali scorrette. I bambini iniziano a interpretare il mondo attraverso processi imitativi degli adulti che si occupano di loro, immaginandoli come “verità assolute”, non relativizzandoli sulla realtà e questo, di fatto, li rende vulnerabili a sviluppare costruzioni di “credenze” disfunzionali e relativi sensi di responsabilità e di colpa irrazionali.

Ad esempio, un bambino che interagisce con un genitore depresso che farà fatica a rispondere alle richieste di interazioni perché considerate troppo onerose, potrà determinare nel figlio la convinzione che la vitalità sia causa di sofferenza e rabbia negli altri e che, per non suscitarla, deve inibirla o evitarla. Oppure il bambino potrebbe sentirsi responsabile del malessere del caregiver, creando un nesso di causalità tra lo stato d’animo del genitore e il proprio comportamento; diversamente potrebbe anche identificarsi con il genitore sentendosi sempre arrabbiato o triste. Pertanto si potrebbe radicare in lui la convinzione che i comportamenti vitali e l’espressione dei propri bisogni sono richieste di attenzioni sbagliate, sono colpe.

Gli essere umani sono  geneticamente predisposti ad empatizzare con gli altri, quindi ciò che proviamo e sentiamo è,  fin da subito, influenzato fortemente dalle persone con le quali interagiamo, quindi empatia, senso di responsabilità  e altruismo sono elementi che di per sé ci appartengono e non sono negativi, bensì adattivi, ma se li associamo a errati pensieri associativi,  possono contribuire alla formazione di comportamenti disadattivi e ad emozioni e pensieri che portano sofferenza psichica profonda.

La colpa ha spesso un legame profondo con l’aggressività  e la rabbia verso se stessi  -“ mi sento in colpa anche se non ho fatto nulla di male e se mi sento così ho l’impressione di non poter far nulla di costruttivo e quindi mi arrabbio , questo potrebbe farmi sentire ulteriormente in colpa”, quindi l’aggressività potrebbe essere adattiva ad una situazione che si percepisce come pericolosa.

 

La differenza tra senso di colpa e colpa

Sembra importante sottolineare la differenza tra senso di colpa e colpa. Il primo  si riferisce in modo specifico a quando pensiamo in modo “anticipato” a come vorremmo che le cose andassero quando ancora non abbiamo la certezza di come possa concludersi, mentre la colpa si manifesta a cose avvenute, dove non c’è possibilità di agire sull’accaduto e in questo stato c’è una emozione negativa che pervade tutto. Per colpa si intende il continuo ripensare a come sarebbe potuta andare una situazione, diversamente da come si è svolta. Quindi, è un continuo riportare il passato nel presente tramite immagini e pensieri legati all’evento. Tutto questo ruminare porta a staccarsi dalla realtà e a non riuscire a godere pienamente del presente.

 

Senso di colpa inconscio e consapevole

Possiamo inoltre distinguere un senso di colpa consapevole e uno inconsapevole -“inconscio.” Il primo fa riferimento ai nostri sistemi educativi, alla cultura di appartenenza, alla società che abitiamo e a ciò che si ritiene quindi giusto o sbagliato in base a questi elementi. Il senso di colpa inconscio invece, ci pervade in modo persistente e costantemente quando viviamo le relazioni interpersonali, una sorta di ansia di sbagliare continua”, percezione ancorata anche a idee illogiche ma che si accompagnano a delle sensazioni emotive pesanti e negative che proviamo ad evitare, spesso senza successo. Questo stato è spesso legato alla paura costante e irrazionale di danneggiare le persone care, ma il punto fondamentale è che le persone non ne sono consapevoli e quindi si ritrovano “improvvisamente” a bloccarsi dal prendere decisioni importanti, dall’adoperarsi per rispondere a bisogni fondamentali, si trovano impossibilitate a godere delle cose positive che gli capitano.

 

Da dove nasce il senso di colpa?

La letteratura scientifica delinea diverse situazioni ricorrenti nelle quali il senso di colpa si sviluppa:

  1. legato alla separazione - “se mi allontano dalle persone a me care li posso far soffrire e arrecherò loro un gran male”- la separazione può intendersi anche come distanza ma anche come differenza, quindi si farà fatica ad avere idee, posizioni politiche o gusti o desideri diverse dai propri cari, in qualche modo si sente di essere “sleali” se non si aderisce a quello che si pensa gli altri possano aspettarsi da noi;
  1. legato al successo - “se riesco a raggiungere obiettivi migliori degli altri è ingiusto”, come se si togliesse a qualcuno qualcosa e questa tipologia di senso di colpa potrebbe portare a un boicottaggio costante nel raggiungimento dei propri traguardi personali ;
  1. legato alle responsabilità - avere la convinzione di avere il potere e il dovere di prendersi cura delle persone care in difficoltà ed è persuaso che senza il suo impegno le cose andranno male e ne sarà colpevole. Questo senso di colpa porta spesso le persone a non riuscire a dire mai di no alle richieste degli altri, ad aver bisogno di avere tutto sotto controllo e dare voce ai propri bisogni viene visto come spregevole ed egoista.
  1. legato all’odio di sé : questo senso di colpa è molto grave e si riferisce alla colpa che si prova per come si è, alla sensazione di essere intrinsecamente sbagliati, inadeguati, con la conseguenza di pensare di non meritare accettazione, protezione, affetto. Questo tipo di colpa viene correlato a rapporti familiari nei quali si è vissuti in condizioni maltrattanti. Spesso è correlato anche a sentimenti di vergogna cronica che può essere una forma di autopunizione poiché si sono incarnati atteggiamenti o comportamenti abusanti e trascuranti i familiari potevano avere oppure ci si può vergognare per l’identificazione con i familiari dei quali ci si vergogna, in ogni situazione non si può abbandonare la vergogna perché ci si sentirebbe in colpa per essersi differenziati dalla famiglia.

 

Se il senso di colpa si cronicizza, diventa pervasivo nei nostri pensieri e osserviamo come invada la nostra vita quotidiana nelle relazioni con noi stessi e gli altri, è importante poter chiedere aiuto ad un professionista.

Gli psicoterapeuti del Consultorio Antera da anni lavorano e si sono formati approfondendo questa tematica nel lavoro clinico con i pazienti.

 

Riferimenti Bibliografici:

Gazzillo F. “ Fidarsi dei pazienti”, ed Raffaello Cortina Editore,  2016.

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