Martedì, 21 Aprile 2020 11:10

Gravidanza: come affrontare e gestire al meglio l'ansia e le proprie paure

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Gravidanza al tempo del COVID-19

La gravidanza rappresenta, senza dubbio, un evento che comporta modificazioni di natura sia fisiologica che psicologica richiedendo alla futura madre e, alla coppia in attesa, dei continui riadattamenti (Benedek 1956). Il caleidoscopio emotivo che una donna vive durante il periodo di gestazione mette in luce la complessità e la ricchezza di tale esperienza interiore caratterizzata da un nuovo modo di “sentire” e di “sentirsi” nel mondo (Quaglia, 1996; Brustia, Longobardi, 2003).

Questa “nuova” sensibilità attraversa tutto lo spettro delle emozioni nelle sue sfumature e ambivalenze, traducendosi, talvolta, in stati di ansia in occasione di eventi stressanti.

Nell’attuale momento storico il COVID-19 costituisce per tutti gli individui una fonte di profonda frustrazione che elicita vissuti di paura, sensazione di pericolo, vulnerabilità e impotenza.

Tali risposte emotive sono da ritenersi, in linea generale, adattive, sane e coerenti, poiché permettono agli individui di riconoscere la pericolosità di un evento e di proteggersi dai rischi ad esso correlati, adottando comportamenti consoni alla situazione. Tuttavia, nel caso della gravidanza, tali vissuti possono risultare molto pervadenti e di difficile gestione per le future madri al punto da alterare il benessere psicofisico delle stesse e, di riflesso, del feto.

Le donne possono vivere con paura, a volte terrore, il rischio di contagio rischiando di vivere con eccessiva ansia e preoccupazione una delle esperienze più trasformative e significative della vita di una donna: la gravidanza.

Stante la complessa situazione mondiale dovuta al diffondersi del COVID-19, è doveroso sottolineare che la paura è un’emozione del tutto normale, in particolare in gravidanza. Espressioni di tale emozione, come il pianto o la tristezza devono, dunque, essere riconosciute e accettate dalle future madri, tralasciando sentimenti di colpa ed inadeguatezza.

 

Arrivo di un figlio: come si riorganizza la coppia?

E’ noto in letteratura come la gravidanza comporti anche una ridefinizione del rapporto di coppia, in quanto, sia a livello reale che immaginario, è necessario includere il terzo all’interno della diade, imponendo alla stessa una riorganizzazione dell’equilibrio familiare (Minuchin, 1976). Di fatto, con l’arrivo di un figlio i futuri genitori si trovano a dover affrontare un processo di adattamento che dipende in larga misura dalla storia individuale di ciascuno e dal modo in cui si è affrontato il processo di svincolo dalla famiglia di origine.

La nascita di un figlio, soprattutto del primogenito, rappresenta senza dubbio un evento trasformativo che riguarda tutto il sistema familiare producendo innumerevoli cambiamenti; nasce infatti il sottosistema genitoriale, accanto a quello coniugale già esistente, mentre nelle famiglie d'origine dei neo-genitori si creano i ruoli di nonni e di zii. Molti accordi stabiliti nel primo periodo del matrimonio devono essere rivisti e subiscono cambiamenti, tale rivisitazione di ruoli e gerarchie diviene fondamentale per il benessere dell’intero sistema familiare.

Con la nascita di un bambino si passa dallo stato di figli a quello di genitori, con un'ulteriore maturazione psicologica della coppia genitoriale; questo genera anche una ridefinizione del rapporto con i propri genitori che tende ad essere nel tempo sempre più paritario e adulto (Bramanti, 1999).

Tuttavia, spesso il passaggio alla genitorialità può far emergere criticità con le rispettive famiglie di origine, legate alla difficoltà di stabilire e mantenere confini relazionali chiari e condivisi tra i vari membri dei sottosistemi. Tali condizioni posso avere a loro volta dei riverberi sul benessere della coppia dei neo genitori.

 

Distanza dalle famiglie di origine: un limite o un'opportunità per aumentare il proprio senso di efficacia come futuri genitori?

La distanza dalle rispettive famiglie di origine porta con sé anche l’indisponibilità immediata delle stesse ad aiutare e sostenere concretamente i neo-genitori nella complessa fase di ciclo vitale che stanno affrontando. Tale condizione, seppur infelice, può essere rappresentare un’occasione per i futuri genitori di scoprire e mettere in atto competenze e capacità, diversamente sopite dalla presenza, talvolta molto ingombrate, dei neo-nonni.

Il costrutto di “self-efficacy” si riferisce a quanto i genitori si percepiscano competenti e adeguati nell’adempiere ai compiti impliciti nel ruolo genitoriale. Se il livello di efficacia nei genitori è alto ciò li rende meno vulnerabili allo stress connesso alla genitorialità e li porta ad affrontare con più serenità anche le piccole difficoltà quotidiane. Nel complesso un alto livello di “self-efficacy” sia nella madre che nel padre è associato ad una globale soddisfazione della vita familiare (Bramanti, 1999).

Le famiglie d’origine, in questo periodo non devono tuttavia essere tagliate fuori dalla vita dei genitori in attesa, rimanendo in contatto attraverso i social network, garantendo presenza e affetto, ma in sicurezza.

 

Vicinanza della coppia: una risorsa contro lo stress emotivo

Le attuali limitazioni imposte dalla diffusione del COVID-19, possono rappresentare un’occasione per i futuri genitori di volgere lo sguardo sul proprio partner prendendosi cura l’uno dell’altra in attesa del lieto evento. Il nutrimento derivante da questa amorevole attenzione reciproca rappresenta, senza dubbio, un fattore protettivo per il feto nel qui ed ora, ma verosimilmente anche per il futuro della coppia stessa. Poiché come è stato dimostrato, nel corso della transizione alla genitorialità, generalmente, il grado di soddisfazione e di benessere percepito dalla coppia si riduce, sebbene questo declino non interessi tutte le coppie (Belsky, Rovine, 1990). In tal senso, dunque, proteggersi, occuparsi dell’altro, “stringersi più forte” può rappresentare una valida risposta adattiva della coppia a questo periodo di forte stress emotivo, e dei cui benefici la stessa potrà goderne a lungo termine.

 

Indicazioni pratiche: come affrontare la gravidanza al tempo del COVID-19?

Al fine di vivere al meglio questo periodo potrebbe essere utile seguire alcune indicazioni utili a contenere i vissuti di angoscia suscitati dalla pandemia in corso:

  • Scegliere 1 o 2 momenti al giorno per informarsi sulla pandemia in corso; requisendo informazioni attraverso fonti ufficiali ed evitando una sovraesposizione a messaggi dai contenuti allarmanti e angoscianti. E’ dimostrato ampiamente, che il bambino nel grembo materno sia in grado di percepire le emozioni della madre; vissuti di angoscia suscitati dalle informazioni relative al diffondersi del COVID-19, hanno un impatto sul nascituro.
  • Investire il tempo a disposizione, imposto dalle misure governative, per creare uno spazio di cura e connessione profonda con il proprio bambino. La sospensione coatta da ogni attività extradomestica, può rappresentare un’occasione per la futura madre di dedicare ulteriore tempo alla gravidanza. Può essere questo un periodo di investimento in attività di rilassamento e autocentramento sull’attuale momento di vita. In tal senso è possibile seguire on line video di tecniche di rilassamento, respirazione e yoga; leggere libri sulla gestazione, sull’allattamento, sul parto.
  • Prendersi cura di sé. Essere stati costretti a rallentare in nostri ritmi di vita può rappresentare un’occasione per curare il nostro corpo acquisendo abitudini più sane: curare meglio l’alimentazione; fare degli esercizi fisici, riposarsi adeguatamente, in generale rinforzare il sistema immunitario.
  • Non interrompere, per quanto possibile, la propria routine: in questo momento bisogna ancorarsi a ciò che è certo, noto e prevedibile. Laddove possibile, sarebbe opportuno continuare con la propria attività lavorativa da casa, modificando il minimo le proprie abitudini. E’ utile continuare a coltivare i propri hobby e attività di svago come prima e, perché no, più di prima: (dipingere, cantare, ballare, curare le tue piante…).
  • Parlare anche di altro. E’ necessario non rendere il COVID-19 l’argomento dominante delle nostre conversazioni. Distrarsi e uscire dal loop di discorsi angoscianti e catastrofisti serve a rafforzarci attraverso le emozioni positive che nutriranno il nascituro.

 

Quando l'ansia diventa ingestibile: importanza di chiedere aiuto

Provare un po’ di ansia in gravidanza è comprensibile, in particolare in un momento di forte stress come quello attuale.

La letteratura ha evidenziato che soprattutto le primipare appaiono molto vulnerabili in gravidanza e nel post-partum e che necessitano di un adeguato supporto emotivo da parte del partner. Le gravose richieste legate al puerperio e alla nascita del bambino possono far emergere vissuti di inadeguatezza, la neo-mamma può temere di fallire nel suo ruolo e questo le procura ansia e talvolta uno stato depressivo (Della Vedova e al., 2008), fino a giungere in alcuni casi ad una vera e propria depressione post-partum. Questi sintomi possono avere delle conseguenze sia a breve che a lungo termine anche sul bambino e sulla relazione di attaccamento tra madre e figlio. Dunque, se l’ansia connessa con la pandemia in corso dovesse farsi dirompente e ingestibile, è necessario concedersi di chiedere aiuto ad un terapeuta esperto, che possa accogliere e aiutare la futura mamma nella gestione del suo stato emotivo.

La gravidanza è un processo che invita a cedere alla forza invisibile che si nasconde nella vita (Judy Ford)

 

BIBLIOGRAFIA

Benedek, T.F. (1956). Toward the biology of the depressive constellation. Journal of the American Psychoanalytic Association, 4 , 389-427.

Belsky, J., Rovine, M. (1990). Patterns of marital change across the transition to parenthood: pregnancy to three years postpartum. Journal of Marriage and the Family, 52, 5-19.

Bramanti, D. (1999). Coniugalità e genitorialità: i legami familiari nella società complessa: Atti del Primo Seminario Internazionale del Redif. Milano: Vita e pensiero.

Brustia,P.&Longobardi,C. (2003). Donne e madri. Psicodinamica della gravidanza e ciclo di vita al femminile, in P. Brustia, S. Ramella Benna, Territori di Psicologia Dinamica. Roma: Carocci, 149-172

Della Vedova, A.M., Cabrassi, F., Ducceschi, B., Cena, L., Lojacono, A., Vitali, E., De Franceschi, L., Guana, M., Bianchi, U.A., Imbasciati, A. (2008). Parto e puerperio: i vissuti delle donne in un’ottica di ricerca multidisciplinare. Syrio online. Retrieved August, 2008

Quaglia,R. (1996). Adamo, l’infanzia inesistente. Roma: Armando Editore

Minuchin, S. (1976)Famiglie e terapie della famiglia. Casa Editrice Astrolabio, Roma 1976,

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