Consultorio Antera

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La resilienza: strumento per affrontare e superare le difficoltà

La resilienza indica la capacità di una persona di vivere le difficoltà della vita senza farsi travolgere, la consapevolezza di poter affrontare situazioni problematiche e complesse, mettendo in campo le proprie risorse.

Tale concetto trae origine dalla scienza dei materiali, dove indica la capacità di un corpo di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi. Nell’arco della nostra vita, prima o poi, ci troviamo ad affrontare delle difficoltà e tutto può sembrarci complesso e di difficile risoluzione.

In questi momenti può essere utile avere a disposizione una serie di strumenti da utilizzare. La resilienza è sicuramente uno di questi e non è qualcosa di innato, bensì qualcosa che si può apprendere ed allenare. Le persone resilienti sono consapevoli del “potere” che hanno rispetto ai loro problemi,  anche se  non hanno una soluzione a portata di mano.

 

Resilienza non significa resistenza

Resistere, nella comune accezione del termine, implica incassare il colpo cercando di non farsi abbattere, senza reagire. Al contrario, la resilienza consiste nella reazione funzionale agli eventi stressanti. Resistenza inoltre può rimandare al concetto di lotta contro le emozioni negative, con l’obiettivo di scacciarle.

Chi ha una buona resilienza invece vive le emozioni negative e dolorose con accettazione, accogliendole, senza privarsi al contempo della possibilità di sperimentare anche delle emozioni più positive. Chi si impone di non dover essere scalfito dalle emozioni, chi ritiene che non si debbano condividere le proprie debolezze e fragilità, è proprio chi si dà meno chance di superare  i traumi e gli eventi negativi della vita.

La resilienza è quindi più della semplice capacità di resistere e proteggersi dalle circostanze difficili, riguarda piuttosto la possibilità di reagire positivamente e usare l'esperienza nata da situazioni difficili per costruire il futuro.

 

Come sviluppare la propria resilienza

Le inevitabili difficoltà in cui incappiamo nella nostra vita possono quindi tramutarsi in un'opportunità, una sfida, mobilitando le nostre risorse, sia interne che esterne, una sfida che può essere affrontata raggiungendo un equilibrio più funzionale.  Ecco alcune parole chiave che possono guidarci verso lo sviluppo della nostra resilienza:

  • Ottimismo: “allenare” la nostra disposizione a cogliere il lato buono delle cose, è un importantissimo strumento verso il nostro benessere individuale e può proteggerci dalla sofferenza fisica e psicologica. L'ottimismo ci aiuta a contestualizzare le difficoltà della vita e soprattutto a mantenere una maggiore lucidità nell'esplorazione delle soluzioni possibili.
  • Autoefficacia:  è importante essere consapevoli e poter sperimentare il nostro “potere” di agire e modificare, seppur non del tutto, quanto sta accadendo intorno a noi. Questo ci aiuterà appunto a sentirci “più efficaci”, a definire via, via i nostri obiettivi, potendo progressivamente mettere a fuoco una visione maggiormente positiva di ciò che stiamo affrontando. Avere consapevolezza di ciò che è in nostro potere fare, ci aiuta a raccogliere la sfida e a vedere i cambiamenti come incentivi e opportunità di crescita, piuttosto che come minaccia alle nostre sicurezze.
  • Creativitá: può aiutarci a creare ordine e bellezza partendo dal caos e dal disordine, cercando nuovi punti di vista e “nuove regie” attraverso le quali guardare quanto ci sta accadendo. Trovare nuovi obiettivi, nuove strade percorribili là dove si vedevano solo vicoli ciechi. Parlare in termini di resilienza significa modificare il punto di vista da cui guardiamo le nostre difficoltà e andare oltre una linearità  di causa ed effetto, secondo la quale “ ad A segue sempre, inesorabilmente B”.
  • Supporto sociale: condividere ciò che ci succede con le persone a noi più vicine è un altro aspetto molto importante. Poter essere accolti senza rifiuti o condanne da parte degli altri ci permette di poter passare da un racconto tutto interiore, spesso penoso e solitario,  alla condivisione delle nostre difficoltà e al loro riconoscimento, punto di partenza per un graduale superamento. Spesso ciò che determina la qualità della resilienza è proprio connesso alle risorse personali e ai legami che si sono potuti creare prima e dopo un evento traumatico.

 

Lavorare sulla propria  resilienza è di grande importanza all'interno di ogni percorso terapeutico, partendo dalla consapevolezza delle proprie risorse e andando ad esplorarne di nuove.

Il Consultorio Antera Onlus, nelle sedi di Roma, Monterotondo e Fiumicino, offre la possibilità di incontrare psicologi e psicoterapeuti esperti, con i quali costruire insieme un percorso di crescita.

 

Se desideri avere ulteriori informazioni contattaci al 06.45.425.425 o al 320.87.55.641 (anche via sms o WhatsApp) o inviaci un messaggio tramite l'apposita area.

Parlare di sessualità oggi: mutamenti sociali e nuove sfide per gli adolescenti

Non possiamo parlare di sessualità e dei suoi cambiamenti nella società moderna, senza considerare il mutamento dei modelli relazionali all'interno della sfera sentimentale e sessuale. Questi nuovi modelli sembrano inscriversi all'interno di quella che Zygmunt Bauman definisce “società liquida”. 

La società umana sembra essere sempre più convinta che per raggiungere la felicità basti sbarazzarsi di vincoli e di regole: la nostra organizzazione sociale somiglia sempre più ad una sostanza liquida, dissolta, dove le persone si comportano come molecole fluttuanti, non più capaci di legarsi in rapporti stabili.

Quali sono quindi le ricadute nell’ambito della sfera sessuale? Se si volge lo sguardo al passato, si può notare negli anni un rapido e dinamico mutamento sociale che ha portato a vivere in modo più libero e rilassato la propria sessualità, andando a sfatare le rigide categorie identitarie che hanno codificato nel tempo l’orientamento sessuale di tutti noi.

Se ci riferiamo poi alla costruzione dell'identità, non possiamo non considerarla come un processo in continuo divenire che tende ad una stabilità relativa e alla coerenza tra la percezione di sé e altre componenti come sesso biologico, identità di genere e ruolo di genere. Il fulcro della stabilità personale si riferisce alla possibilità che ognuno possa sperimentare il proprio essere unico senza doversi inserire in categorie predefinite, sperimentando un’identità che possa far sentire a proprio agio e libero di esprimersi.

Quindi una sessualità che sembra arricchirsi di nuove libertà e al tempo stesso di maggiore indefinizione e instabilità.

 

Sessualità e mutamenti culturali: luci ed ombre

Nella cultura moderna si riscontra la presenza di alcuni mutamenti positivi nell’area sessuale: la valorizzazione del corpo non più visto come qualcosa che si contrappone all’anima, ma come qualcosa che, invece, esprime la persona nella sua globalità; assieme al corpo sono state valorizzate anche le emozioni e le sue esigenze; il sesso non è più un tabù per cui se ne parla più facilmente e con maggiore serenità, soprattutto tra i giovani esiste una maggiore semplicità nei rapporti tra uomini e donne, andando ad abbattere stereotipi spesso ingombranti. Gli elementi positivi appena elencati possono celare però anche risvolti negativi: la valorizzazione del corpo ha portato alla sua ipervalutazione senza o con una scarsa attenzione all’interiorità ; l’attenzione alle emozioni invece  le ha spesso poste come unico motore delle scelte, non tenendo conto che l’essere umano è fatto anche di razionalità e volontà, rischiando di dimenticare a volte la necessità di mediazione fra “pancia e testa”.

 

Adolescenti e sessualità

Le nuove generazioni di adolescenti devono  confrontarsi ex novo con le incognite legate al mondo della sessualità, fra vecchi e nuovi interrogativi, per questo  la sfida per genitori e professionisti consiste nel trovare degli spazi nei quali coniugare informazioni su contraccezione e protezione dalle infezioni sessualmente trasmissibili, con una riflessione sul senso della sessualità e sul suo ruolo nell’esistenza umana. Indubbiamente lo possibilità di sperimentarsi all'interno della sfera sessuale permette all'adolescente di costruire la propria identità, confrontandosi con il mondo esterno e iniziando il processo di svincolo dal suo nucleo di origine. I ragazzi si trovano a vivere continue oscillazioni fra appartenenza ed emancipazione, all'interno di una società, quale quella attuale, dove i modelli comportamentali mutuati dalla propria famiglia e dal contesto sono come dicevamo sempre più “fluidi” e mutevoli.

La ricerca di nuovi modelli relazionali esprime il bisogno di vedere la sessualità all'interno di un'ottica in cui si possa esprimere pienamente ciò che sentiamo verso l’altro.  Gestire questa complessità relazionale significa prendersi cura dell’unicità di ogni relazione, contestualmente situata. In questo modo ogni identità sessuata in atto diventa il centro di una riflessione che deve abbandonare gli stereotipi del passato, del presente e del futuro. Compito evolutivo fondamentale per l'adolescente è proprio quello di integrare sempre più la dimensione corporea con quella affettiva, compiti che ad oggi appaiono come una sfida per l'intera società.

 

Psicoterapeuti esperti nelle difficoltà legate alla sfera sessuale

Il Consultorio Antera Onlus, nelle sedi di Roma, Monterotondo e Fiumicino, offre la possibilità di incontrare psicoterapeuti esperti nelle difficoltà legate alla sfera sessuale, accogliendo e accompagnando gli individui all'interno del proprio percorso terapeutico.

Se desideri avere ulteriori informazioni contattaci telefonicamente al numero 06.45.425.425 o al 320.87.55.641 (anche via sms o WhatsApp) o inviaci un messaggio tramite l'apposita area.

Consultorio Psicologico Antera

Il Consultorio Antera Onlus è un Centro di Prevenzione e Aiuto Psicologico. Nasce nel 2002 dall’iniziativa dei Soci Fondatori, psicologi e psicoterapeuti di diversa formazione ma accomunati dalla convinzione che il benessere psicologico sia un diritto di tutti e che offrire servizi professionali e qualificati con costi accessibili e tempi ridotti possa contribuire a promuovere lo sviluppo sia individuale che collettivo. 

Antera (dal greco antheros, che significa “fiorito”) è un termine botanico, corrisponde alla parte terminale dello stame in cui è contenuto il polline destinato a fecondare i pistilli: è elemento che nutre e permette la nascita di altri fiori. Difatti nel corso degli anni il gruppo di lavoro si è arricchito di nuovi professionisti coinvolti nel progetto, così come sono aumentate le attività svolte e le iniziative intraprese, ma l’idea fondante della sostenibilità è rimasta centrale, insieme a quelle della qualità del servizio e dell’arricchimento professionale dei soci. 

L'Associazione Consultorio Antera Onlus costituisce una realtà ormai consolidata nell'ambito degli interventi finalizzati alla promozione del benessere psicologico dell'individuo e dei suoi contesti di vita. Attualmente offre i suoi servizi sia nella sede centrale di Roma (in zona San Giovanni) che presso le sedi di Fiumicino e di Monterotondo Scalo

Si impegna a rispondere eticamente ed in maniera personalizzata alle varie richieste di aiuto, avvalendosi sia di psicoterapeuti esperti che di altri professionisti e di una rete di collaborazioni per accompagnare la persona in un percorso integrato di sviluppo del benessere. Alla base di tutte le iniziative intraprese vi è inoltre la convinzione di una responsabilità sociale nella diffusione di una psicologia qualificata e competente, dove accanto ai principi imprescindibili della deontologia professionale, rappresentano un valore fondamentale i percorsi di ricerca, aggiornamento, confronto e condivisione. 

Tra le principali attività, attualmente il Consultorio Antera Onlus: 

  • svolge una costante attività di ascolto ed accoglienza;
  • organizza laboratori esperienziali per facilitare lo scambio e l'arricchimento personale;
  • propone periodicamente aattività formative di tipo teorico-pratico, che rispondano alle necessità di acquisire strumenti importanti ed utili alla professione;
  • attiva con cadenza programmata incontri informativi sulle tematiche psicologiche di interesse comune;
  • predispone articoli e materiali a scopo informativo e divulgativo sulle tematiche di maggiore interesse inerenti il benessere psicologico, volti a rispondere alle domande più frequenti ed a chiarire eventuali dubbi sui diversi argomenti specifici proposti per un approfondimento. 

Gli info groups organizzati presso le sedi e gli ebook pubblicati sul sito sono attività finanziate interamente dal Consultorio Antera Onlus, in quanto obiettivo statutario è la divulgazione qualitativa della professione. Sono pertanto completamente gratuiti, e ne può fruire chiunque abbia curiosità e interesse relativi allo specifico tema di volta in volta trattato. 

 

Il benessere e l’amore per noi stessi

Amare noi stessi spesso viene interpretato come segnale di egoismo dagli altri e questo spesso ci blocca e ci costringe a riempirci di doveri interni che portano a restringere la nostra sfera di libertà e di benessere percepito. 

Essere consapevoli delle nostre fragilità e dei nostri punti forza, accettarci e guardarci con amore ci consente di entrare in contatto con il nostro essere, ritrovando la parte autentica di noi stessi. 

Volerci bene diventa prendersi cura di noi stessi ascoltando, guardando ed accogliendo i nostri bisogni. Fondamentale diventa la capacità di trovare il tempo per noi stessi, riorganizzando le nostre priorità e cercando di ricaricare le nostre energie per fronteggiare quindi gli ostacoli in modo efficace. 

Ci può anche capitare, durante la nostra vita, di avere la sensazione di qualcosa che ci manca, una piccola frattura nel nostro equilibrio che non sappiamo spiegarci e che ci porta sensazioni di scontentezza, facendoci percepire uno scollamento tra ciò che sentiamo di avere e ciò che vorremmo; se non ci fermiamo a chiederci e a cercare di capire cosa può essere questa sensazione possiamo ritrovarci in una situazione spiacevole, in cui il nostro corpo diventa contenitore di pressioni emotive e fisiche, di tensioni estreme che potrebbero esplodere da un momento all’altro. 

  

Mancanza di benessere: come si può ripartire? 

La chiave vera per ripartire è avere fiducia e rispettare se stessi, contattando le proprie emozioni e ascoltando i propri sentimenti; questo produrrà in noi una forza che si contrappone alla pressione che percepiamo e che ci sta distruggendo. 

Riuscire in questo compito significa: - contattare, comprendere e vivere le proprie emozioni;  - non criticare se stessi e ciò che si sta provando e avere una buona concezione di sé. Riconoscere ciò di cui abbiamo bisogno diventa essenziale per agire in modo consapevole verso una strada che può liberare le nostre energie; è importante però anche essere autonomi, nel senso di saper organizzare la propria vita senza dipendere dagli altri: la consapevolezza di bastare a noi stessi renderà più alta la possibilità di vivere con gli altri relazioni significative, sane e non improntate sulla dipendenza e il bisogno ma sulla condivisione e arricchimento reciproco. 

 

Benessere come crisi e rottura 

Durante la nostra vita talvolta siamo segnati da periodi di crisi più o meno lunghi, più o meno difficili da superare; il dolore che abbiamo coinvolge la mente, la coscienza, ma anche tutto il corpo, agendo come elemento di rottura del nostro equilibrio e portandoci ad abbandonare la nostra “zona confort” per approdare in una zona sconosciuta che spesso ci fa paura.  

Nel momento di crisi diventa importante fermarsi e cercare di diventare consapevoli di ciò che proviamo, sintonizzandoci con la nostra parte emotiva e avvicinandoci al nostro nucleo profondo. 

Un concetto molto importante per il benessere è quello del continuo mutamento, quindi ridare movimento alla nostra psiche diventa possibilità di accogliere i nostri stati interni come segnale ed opportunità per cambiare, liberandoci dal giudizio che continuamente ci diamo e a cui sottoponiamo anche il nostro mondo. L’auto-rivalutazione personale porta un nuovo equilibrio emotivo ed un ritrovato benessere, mentre il non vederci e stare fermi davanti ai giudizi che troppo spesso ci diamo porta sicuramente a non esporci alla frustrazione del possibile insuccesso ma anche a non metterci alla prova e a non sperimentare nulla.  

 

Metti uno stop alla tua autocritica!!! 

La consapevolezza di quello che emerge in noi stessi permette di restituirci la libertà circa la scelta della nostra strada, dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni; riconoscere le sfaccettature e le mille caratteristiche di noi stessi permette di recuperare il nostro vero sé per ritrovare la persona che vogliamo essere; in ognuno di noi sono racchiuse delle forze vive, delle potenzialità che ci permettono di crescere e di arricchirci, ma spesso perdiamo lo sguardo su di esse e allora dobbiamo per forza fermarci, concederci un riposo, concederci uno spazio nostro. Pensare a quante cose facciamo durante la giornata solo per abitudine o per dovere ci può dare un’idea di quanta energia positiva venga sottratta e sprecata per cose che non ci danno nessuno o pochissimo rientro psicologico e allora è lì che sentiamo la fatica, una fatica che diventa sempre più grande e che non è in sintonia con il nostro sviluppo. 

 

Autostima e benessere 

Possiamo definire “autostima” l’esperienza soggettiva stabile di valutazione positiva del proprio valore, basata su una buona considerazione che si ha di sé; avere un buon livello di autostima permette di agire in base ai propri desideri e non in base a quelli degli altri, mettendo a frutto tutte le proprie potenzialità e le proprie capacità. 

Avere un buon livello di autostima contribuisce a mantenere il proprio stato di equilibrio psicologico e interiore, accettarsi e valorizzare i propri aspetti positivi ed avere fiducia nelle proprie possibilità, vivendo nel presente e non nei ricordi o nell’angoscia del futuro.  

Una buona stima di sé si fonda su alcune componenti basilari (C. Andrè e F. Lelord 2000):  

  • l’amore di sé
  • La visione di sé
  • La fiducia in se stessi 

Sicuramente ampliare la sfera della consapevolezza di noi ci permette di acquisire fiducia e rispetto verso noi stessi, assumendoci le nostre responsabilità senza giudicarci in modo eccessivamente rigido.  

L’esperienza clinica dei terapeuti del Consultorio Antera Onlus ed il contatto con numerose persone ha portato a sviluppare una serie di riflessioni:

  • un bisogno comune a tutte le persone risulta quello di voler essere accettare;
  • la valutazione che si da di se stessi dipende in misura più o meno diretta proprio da quelle variabili che risultano facilmente associate ad un buon grado di accettazione;
  • l’eccessiva attenzione al giudizio positivo dell’altro spesso porta la persona a mettere da parte la propria espressione più vera. 

 

L’autostima è il risultato del nostro sguardo su noi stessi: sul nostro aspetto, sulle nostre competenze, sulla ricchezza affettiva.  

Aumenta se rispettiamo i nostri valori personali 

Piccole parti che formano l’Autostima  

È ciò che  la persona  capisce di sé 

L’io ideale è come la persona  vorrebbe essere 

 

Come nasce la nostra Autostima? 

Nasce stando a contatto con gli altri, i quali influiscono sulla nostra percezione di noi stessi. Ci saranno state delle persone importanti che vi hanno dato messaggi su di voi, su come siete fatti e su come affrontate le cose. 

 

Come possiamo aumentare la nostra Autostima? 

Tutte le persone significative ci hanno dato elementi per valutarci ma ora che siamo adulti possiamo provare ad andare in una direzione diversa. 

Quali sono le qualità che i nostri amici ci riconoscono? 

Viviamo nel quotidiano i valori per noi importanti dobbiamo ricordarci sempre che possiamo essere tutto ciò che vogliamo,  con l’impegno e un po’ di rischio. 

 

Ma se l’autostima è molto bassa che succede? 

La mancanza di un apprezzamento per sé stessi è spesso un segnale d’allarme importante per noi, se sentiamo di dubitare della nostra adeguatezza, sentiamo di essere sempre insicuri o proviamo sempre grande disagio in molte circostanze allora possiamo dire che abbiamo scarso amore per noi stessi o incapacità a riconoscere le nostre qualità positive.  La nostra identità si costruisce attraverso l’interazione con gli altri e corrisponde spesso alla percezione interiorizzata di ciò che nei primi anni di vita le figure di riferimento ci dicono o ci fanno capire. Un ambiente pieno di condizionamenti può allontanarci dalla nostra parte autentica favorendo la comparsa di comportamenti di difesa e di emozioni come paura, ansia e sfiducia. 

Fermarci ad analizzare i pensieri negativi su di noi permette di individuare i nostri bisogni aumentando la consapevolezza e il riconoscimento del nostro valore personale. Riscoprire la nostra unicità passa attraverso un percorso di riscoperta per ritrovare la nostra parte nascosta, che ci aiuterà a ritrovare la strada della libertà dai condizionamenti esterni e dai doveri interni. 

 

Come posso aumentare la mia consapevolezza e il mio benessere? 

È prassi consolidata ormai nel Consultorio Antera Onlus quella di prestare grandissima attenzione all’area del benessere psico-fisico della persona, ad esempio con percorsi individuali di rilassamento e di coaching alimentare, o anche attraverso dei gruppi improntati sul benessere e sull’obiettivo di aumentare la stima e la fiducia in sé stessi.  

Focalizzarsi sulla gerarchia dei bisogni deve essere per la persona al primo posto nella scala dei suoi interessi; uno stimolo importante e soprattutto un punto di partenza fondamentale per lavorare su di sé è costituito dal porsi poche semplici domande:

  • Cosa voglio?
  • Cosa mi serve davvero?
  • Dove lo posso cercare?
  • Cosa posso fare? 

Armonizzare il proprio corpo e la propria mente è importante per superare il disagio e la pesantezza nelle situazioni stressanti e per ripristinare il proprio equilibrio. Lavorare insieme al terapeuta sulla propria autostima risulta essere fondamentale.  

Inoltre può essere molto utile seguire alcuni semplici consigli: 

  • Fare più movimento con regolarità: migliora molti parametri corporei come il colesterolo, l’efficienza cardiocircolatoria, l’attività metabolica, migliora la qualità del sonno e molti altri parametri corporei vitali e soprattutto di qualità della vita.
  • Mangiare sano: l’approccio corretto alla nostra alimentazione permette di migliorare la nostra autostima accettandosi e riducendo molti sintomi spesso causa di stress ansia o aure che bloccano o rallentano il nostro sviluppo.
  • Farsi una coccola: concederci un momento per noi e per il nostro rilassamento aiuta a staccare dallo stress della corsa quotidiana che ci porta ad esaurire le nostre batterie energetiche continuamente; imparare a rilassarsi è difficile ma necessario, perché lo stress produce forte tensione sia fisica che psichica, possiamo ricorrere quindi a numerose tecniche di respirazione o di rilassamento. 

 

Autostima e il benessere sono concetti correlati

Possiamo concludere con il ribadire che l’autostima e il benessere sono molto correlati; l’autostima è essenzialmente l’atteggiamento che ciascuno di noi ha nei confronti di se stesso e comprende vari aspetti: cognitivo, emotivo e comportamentale.  

Non va mai confusa con un atteggiamento di superiorità ma deve essere posta lungo un continuum alle cui estremità sono collocate due manifestazioni di essa: da una parte la bassa autostima (sottovalutazione di sé), dall’altra la buona autostima (la persona vede sia i suoi pregi che i suoi difetti).  

L’esistenza della correlazione tra autostima e benessere è da sempre riconosciuta, quindi nel nostro lavoro di psicoterapeuti diventa fondamentale l’interesse per la persona e l’immagine che essa ha di sé.  

Il concetto di autostima spesso viene collegato al concetto di autoefficacia, ma è doveroso sottolineare come non si può parlare di un senso di autoefficacia assoluto o generico, poiché ognuno di noi ha dei punti di forza e dei punti di debolezza, mentre il senso di autostima è un concetto ampio e globale.  

I percorsi incentrati sul benessere che il Consultorio Antera Onlus offre a Roma, Fiumicino e Monterotondo, prendono in considerazione e cercano di valorizzare tutti gli aspetti importanti della persona, attraverso degli incontri mirati su autostima, alimentazione, benessere psico-fisico, riflessione ed espressione delle proprie emozioni. 

Il nostro rapporto con il cibo ha subito profonde trasformazioni con l'avvento dei social media. I social hanno cambiato il nostro modo di vivere, interagire con gli altri, ma anche il nostro modo di mangiare. Basta aprire un qualsiasi social per essere bombardati da messaggi continui e contrastanti riguardanti il cibo.

Se da una parte siamo sommersi da video e foto che hanno come unico soggetto il cibo, dall’altro siamo invitati ad essere belli, scattanti e decisamente in forma. Il nostro cervello ed il nostro appetito registrano una vera e propria frustrazione e confusione

Negli ultimi tempi due sono le parole ricorrenti in questo nuovo “universo social”: Food-porn e Mukbang, due fenomeni che ci fanno comprendere come l’alimentazione si sia sempre più allontanata dalla finalità della nutrizione e dalla soddisfazione di un bisogno primario, per acquisire nuove valenze, che hanno ben poco a vedere con il nutrimento, ma che ci dicono quanto anche il cibo sia moda, apparenza, ossessione portata all’estremo e all'eccesso.

 

Food-porn

Il concetto di nutrizione sembra venire sempre meno: il cibo non equivale più al prendersi cura del nostro corpo, ma all’opposto diventa un bisogno spasmodico da soddisfare, smodato e lussurioso. All'interno di programmi televisivi e social il cibo viene sempre più associato al piacere, al godere: viene coniato l’hashtag #foodporn. L'immagine spettacolarizzata del cibo, è una forma di stimolo sensoriale, simile al porno vero e proprio, ma in questo caso prodotto da fotografie e video particolarmente accattivanti di cibi. Si tratta del bisogno di alimentare continuamente un piacere, secondo un meccanismo molto simile a quello che avviene per la pornografia.

Il cibo sembra ormai permeare ogni contesto social, con una presenza massiccia: sempre in qualche forma se ne parla, ma se ne parla male ed il dialogo non è informazione ma spasmodica ricerca mai appagata, senza sapori e profumi, senza reale contatto e relazione.

 

Mukbang: vera condivisione?

La moda del Mukbang arriva dalla Corea del Sud, si espande in modo virale in varie parti del mondo e nel 2018 approda anche in Italia. Si tratta di video di intrattenimento in cui i protagonisti ingurgitano in modo vorace ingenti quantità di cibo, prevalentemente cibo spazzatura. Il termine deriva dall’ unione fra due parole coreane: muk-ja, che significa mangiare, e bang-song, che vuol dire broadcasting. Questo genere di video raggiunge tantissime visualizzazioni, al punto che spesso i “mangiatori” diventano dei veri e propri idoli, ricavandone in alcuni casi anche ingenti guadagni economici. Oltre al messaggio sbagliato e all’ossessione verso il cibo, la domanda che viene da farsi riguarda cosa spinga così tante persone ad essere attratte da questo genere di video.

Da un lato può essere connesso alla necessità di vivere esperienze amplificate, secondo quella modalità che è stata definita “sense exploration”. Il Mukbang rappresenta appieno il suo significato: da un lato ci si abbuffa, estremizzando ogni rumore, dall’altro ci si sente appagati nel vedere altre persone che provano una forte emozione mangiando. Un'altra possibile spiegazione è che per molte persone che mangiano da sole il Mukbang è come avere una compagnia virtuale.

Insomma, è come essere meno soli mentre si mangia. Il cibo è sempre stato convivialità, contraddistingue il momento della condivisione e dell’intimità ed oggi molti più individui vivono soli, lontani dal proprio nucleo familiare o con difficoltà di crearsi una propria rete amicale. Questo può stimolare la voglia di contatti, il vedere qualcuno con cui ci si vorrebbe confrontare.

Difficile, però, trovare qualcuno di pronto e disponibile, quindi la soluzione più immediata è mettersi difronte ad un bel PC o telefonino e guardare gli altri che mangiano o mangiare con loro, esorcizzando la solitudine. Questa modalità rischia però ovviamente di creare un appagamento effimero e momentaneo ed aumentare il senso di frustrazione.

 

Mukbang e disturbi alimentari

La comunità scientifica tende ad escludere che i protagonisti di questi video possano avere un disturbo del comportamento alimentare, poiché solitamente chi soffre di anoressia, bulimia o abbuffate compulsive tende a nascondere il problema agli altri ed anche a se stessi. Allo stesso tempo è da scartare anche l’ipotesi che possano diventare degli assidui spettatori.

Chi è affetto da disturbi del comportamento alimentare infatti guardando delle persone che mangiano, e che soprattutto lo fanno in questo modo estremo, proverebbe più probabilmente disgusto e non interesse. Nonostante si tenda ad escludere questa diretta correlazione fra disturbi alimentari e Mukbang, i possibili rischi sono elevati e sono soprattutto di tipo imitativo. Questi video sono a disposizione di bambini ed adolescenti, giovani che potrebbero avere un rapporto problematico con il cibo e che, quindi, tramite il meccanismo dell’identificazione, potrebbero scoprire ed emulare condotte alimentari affatto equilibrate, alla ricerca di appagamento immediato e conferme.

 

Recuperare un buon rapporto con il cibo

Il panorama odierno sembra connotato da una grande confusione, dove sembra essersi perso il senso della misura, della fame, del nutrimento e della salute, lasciando spazio a cibo spazzatura, solitudine malcelata e mal rimpiazzata, ideali irrealistici sempre più frustranti mentre cerchiamo di destreggiarci tra il cibo all'ultima moda e la moda della forma fisica.

Oltre che una sana alimentazione è necessario poter recuperare un buon rapporto con la tavola. Il pasto può essere visto come occasione d’incontro all'interno di una realtà concreta e non virtuale, mangiare e comunicare sono da sempre inseparabili, dal momento che il cibo non soddisfa solo un bisogno primario, ma risponde anche al bisogno di cura, scambio e affetto.

Il Consultorio Antera Onlus, nelle sedi di Roma, Monterotondo e Fiumicino, offre la possibilità di incontrare psicoterapeuti e nutrizionisti esperti nelle difficoltà legate all'alimentazione, accogliendo e accompagnando gli individui all'interno del proprio percorso terapeutico. All'interno del nostro centro, grazie alle diverse competenze dei professionisti, sarà possibile costruire un progetto ad hoc costruito sulla persona. Se desideri avere ulteriori informazioni contattaci telefonicamente o inviaci un messaggio tramite

La terapia di gruppo è una forma di psicoterapia in cui l'intervento clinico viene effettuato in un setting gruppale: il gruppo, grazie alla guida dello psicoterapeuta, ha la capacità di contenere e trasformare i vissuti portati dai singoli individui, promuovendo una maggiore conoscenza di sé attraverso il rispecchiamento nell'altro. La rottura dell’isolamento e la creazione di un senso di condivisione e di appartenenza, in molti casi, sono già di per sé terapeutici.

La psicoterapia di gruppo consiste in incontri periodici tra persone che avvertono una sofferenza psichica. Questi incontri vengono guidati da uno psicoterapeuta che conduce il gruppo, sempre all'interno di una cornice che garantisce il segreto rispetto a quanto emerso negli incontri. Questo tipo di terapia consiste solitamente in una terapia "verbale", ma a volte è integrata con altre modalità, come per esempio l’arteterapia (per un approfondimento rimandiamo alla lettura dell'articolo dedicato) o lo psicodramma.

La psicoterapia di gruppo non è semplicemente una psicoterapia individuale fatta in gruppo, ma una psicoterapia con caratteristiche peculiari, particolarmente utili in alcune specifiche situazioni o fasi di vita.

 

Le terapie di gruppo non sono tutte uguali

La psicoterapia di gruppo può essere impostata in maniera molto differente in base ai vari bisogni dei soggetti, alla loro età e agli orientamenti teorici adottati (dinamici, cognitivi, etc.).

Possiamo rintracciare quattro tipologie principali di modelli di riferimento per le psicoterapie di gruppo:

  • Gestalt: mette a fuoco soprattutto il “qui e ora” di quanto accade all'interno del gruppo di terapia, le esperienze emotive dei partecipanti e le dinamiche di gruppo. Ciò consente ai membri di esaminare il proprio comportamento individuale in un contesto più ampio.
  • Modello dinamico: parte dai vissuti individuali piuttosto che dalle dinamiche di gruppo e si divide tra orientamento focalizzato (su aree particolari) e gruppoanalisi (lavoro su aree più vaste).
  • Modello analitico: ha l’obiettivo di far emergere i vissuti inconsci che agiscono all'interno del gruppo sfruttandone la forza, che agisce su tutti i partecipanti.
  • Approccio cognitivo-comportamentale: si basa sull'assunto che è il gruppo stesso che possiede un ruolo sociale positivo, influenzando la condotta dei componenti.

Al di là dei diversi approcci utilizzati possiamo rintracciare delle peculiari caratteristiche e benefici legati ad un lavoro psicoterapeutico in gruppo che approfondiremo nei seguenti paragrafi e che accomunano tutti i modelli brevemente presentati.

 

Terapia individuale o di gruppo: quali differenze

Gli approcci terapeutici gruppali presentano alcuni vantaggi rispetto a quelli “classici” che privilegiano un setting individuale.

Innanzitutto permettono di sfruttare gli specifici processi psicologici di gruppo all'interno della relazione clinica, per migliorare l'efficacia di alcuni tipi di intervento. Possono inoltre amplificare e accelerare alcuni processi di cambiamento: in un gruppo che funziona bene, in cui si sono sviluppate buone relazioni tra i componenti, si lavora tutti insieme in modo sinergico per affrontare i problemi, partendo dagli specifici bisogni di ogni individuo.

Al contrario, nella terapia individuale, si può “sfruttare” unicamente la relazione tra lo psicoterapeuta e paziente. Spesso il lavoro in gruppo si integra bene ad un percorso di psicoterapia individuale, affiancandolo o può essere una buona scelta per la persona una volta concluso il proprio percorso individuale, consolidando i cambiamenti avvenuti.

Quali sono i benefici della psicoterapia di gruppo? Si è osservato come il gruppo presenti delle specifiche caratteristiche che favoriscono lo sviluppo di relazioni, la nascita di legami identificativi, la creazione di una cultura comune e potenti meccanismi trasformativi. I gruppi possiedono capacità curative che vanno ben oltre il superamento del senso di alienazione, dell’isolamento sociale e della possibilità di condividere il proprio disagio con altre persone. Nel gruppo la persona può sperimentare nuovi modi di relazionarsi agli altri e migliorare, così, la sua capacità di relazione anche all’esterno del gruppo, nella vita di tutti i giorni.

Per esempio l’adolescenza è un momento nella vita in cui il gruppo dei pari acquista una funzione significativa sia per lo sviluppo della personalità, che come contenitore delle turbolenze emotive proprie di questo periodo, quindi la psicoterapia di gruppo può facilitare la condivisione di esperienze, pensieri ed emozioni.

Anche i bambini, in gruppo, imparano la condivisione, a esprimersi, a costruire legami, il linguaggio prevalente è quello del gioco, attraverso il quale i bambini sviluppano le proprie capacità di pensiero e la consapevolezza delle proprie emozioni.

 

Il Consultorio Antera Onlus, nelle sedi di Roma, Monterotondo e Fiumicino, offre la possibilità di incontrare psicoterapeuti esperti, accogliendo le specifiche richieste e accompagnando gli individui all'interno del proprio percorso terapeutico. All'interno del nostro centro sarà possibile costruire un progetto ad hoc sulla persona, con la possibilità di usufruire anche di approcci terapeutici gruppali.

Se desideri avere ulteriori informazioni sui nostri percorsi di psicoterapia di gruppo, contattaci telefonicamente o inviaci un messaggio tramite l'apposita area.

 

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