Consultorio Antera

Consultorio Antera

Il centro di prevenzione e aiuto psicologico taglia il traguardo dei venti anni di attività

 

Venti anni fa quattro giovani psicologhe decidono di lavorare insieme, piuttosto che ognuna chiusa all'interno del proprio studio, mettendo in sinergia le varie competenze professionali, con l'intento di permettere al maggior numero di persone possibili l'accesso alle cure, in un ideale di inclusività.

 

Questo obiettivo è stato certamente raggiunto, nelle nostre sedi di Roma, Fiumicino e Monterontondo arrivano persone che un tempo non sarebbero mai riuscite a richiedere l'adeguato supporto psicologico, sia per fattori economici, sia per la varietà delle proposte di cura che il consultorio riesce a fornire.

Altro ideale di partenza, è stato proprio mettere insieme approcci psicoterapeutici diversi, cosa non facile, specialmente venti anni fa, dove c'era una chiusura ideologica delle singole scuole di formazione.

Pian piano siamo cresciuti, aggiustando gradualmente il tiro, fino ad arrivare ad essere 14 soci, più svariati collaboratori esterni, fra cui psichiatri, dietologi e nutrizionisti.

L'aumento della complessità all'interno dell'equipe è un enorme ricchezza, che ha richiesto molto lavoro, ma garantisce una diffusione della responsabilità, ora non siamo più pochi centri a lavorare in questo modo, ma ci sentiamo di dire che la qualità a cui siamo giunti rispetto ai servizi offerti è notevole e la longevità lo conferma.

Problemi e difficoltà ce ne sono stati, ma qualcosa abbiamo sempre imparato nell'affrontare e nel superare gli ostacoli che ci si ponevano di fronte.

L'apporto di ognuno dei nostri soci è andato nel tempo oltre ogni più rosea aspettativa, il consultorio funziona perchè ci sono 14 teste e altrettanti cuori che ce la mettono tutta.

 

Trasformazione da onlus ad associazione di promozione sociale: diversa denominazione, stessa vocazione

Proprio al compimento dei nostri venti anni i cambiamenti normativi all'interno della riforma del Terzo Settore, ci hanno portato a scegliere di tramutare la nostra onlus in una associazione di promozione sociale, mantenendo gli stessi ideali e obiettivi che nel tempo sono stati una solida bussola.

La psicoterapia ipnotica è caratterizzata dall’essere una pratica clinica scientificamente validata e oggi sempre più utilizzata come strumento di applicazione in vari ambiti psicologici e medici. Essa consente di depotenziare i nostri schemi di pensiero negativi e di attingere e recuperare le nostre risorse interne e potenzialità.

L’ipnosi guadagna popolarità a circa metà del 1900 grazie a Milton H. Erickson (1901 – 1980), ma è nel 1958, sia l’American Medical Association che l’American Psychological Association hanno riconosciuto l’ipnosi come una procedura medica di grande aiuto nel trattamento dei disturbi psicosomatici e dal 1995, il National Institutes of Health (NIH) ha raccomandato l’ipnoterapia come trattamento per il dolore cronico.

La psicoterapia ipnotica mira innanzitutto a rinforzare l’Io del paziente, la struttura di base dell’individuo che nella tradizione psicanalitica funge da mediatore fra l’Es e il Super-Io e che, attraverso un adeguato “esame di realtà”, permette un’equilibrata interazione con l’ambiente esterno. Ciò determina, nel paziente, la visione di nuove prospettive nella propria realtà e un innalzamento dell’autostima come conseguenza della maggior consapevolezza nelle proprie risorse e potenzialità, talvolta solo dimenticate. Se consideriamo che attraverso l’autoipnosi, egli può fare tutto in autonomia, tutto questo ha un valore amplificato.

Erickson era solito affermare che ognuno di noi è molto più di ciò che pensa di essere, e sa molto più di ciò che pensa di sapere. Un Io ben strutturato non ha bisogno di negare le emozioni, anche se dolorose, in quanto sa di poster attingere al “magazzino delle potenzialità” (così come ama definirle M. Erickson) per poterle esprimere e, se fonte di conflitto, per poterle affrontare.

 

Vantaggi dell'ipnosi nelle difficoltà psicosomatiche

L’autoipnosi, inoltre, ha molti vantaggi rispetto alla terapia farmacologica come strategia per intervenire sulle difficoltà psicosomatiche: innanzitutto il risparmio economico del non dover acquistare farmaci; in secondo luogo l’evidente beneficio di avere una tecnica che, se ben insegnata, non sembra portare con sé alcun effetto collaterale; inoltre, il vantaggio derivante da una modalità di fronteggiamento proveniente dalla propria capacità personale piuttosto che dall’esterno, migliorando quindi la percezione di essere in grado di fronteggiare il problema, il che, a sua volta, ha altri effetti positivi sul benessere psicofisico generale.

 

Cosa si intende per ipnosi?

L’ipnosi rappresenta una via d’accesso naturale all’inconscio e costituisce un valido ed efficace mezzo per liberare risorse e potenziali nascosti, dimenticati o scarsamente sfruttati. Servendoci dell’ipnosi è possibile raggiungere l’emisfero destro (sede dell’inconscio, delle emozioni, delle immagini, della sintesi) utilizzando un linguaggio verbale (che rappresenta la parte conscia, avente sede nell’emisfero sinistro, insieme alla logica, alla matematica, alla ragione, all’analisi).

Durante l’ipnosi l’emisfero sinistro subisce una sorta di silenziamento: non venendo più utilizzato, esso viene escluso dal circuito di stimolazioni e la sua attività viene momentaneamente azzerata. Entrambe gli emisferi cooperano nell’elaborazione del linguaggio. Il sinistro coglie le similarità semantiche e codifica il linguaggio verbale, analizzando i dati in ingresso in maniera sequenziale, estraendone i dettagli principali e trasformandoli in un codice acustico interno. L’emisfero destro si basa sulle analogie strutturali ed elabora il linguaggio sul piano spaziale; lo organizza e lo rielabora secondo totalità complesse. Nello stato di trance, la ricezione delle suggestioni impartite avviene grazie alla momentanea sospensione dell’esame di realtà, di solito ottenuto dal costante confronto delle informazioni trasmesse ed elaborate dagli organi di senso con quelle già acquisite e immagazzinate: l’assenza di discrepanza tra le nuove informazioni e le preesistenti, consente di accettare il nuovo dato acquisito come dato di realtà.

L’ipnosi, disattivando l’emisfero sinistro, sospende l’esame di realtà, consentendo al soggetto di considerare realtà ciò che gli viene suggerito in quel momento, ovvero ciò che è creato nell’emisfero destro. Alcune informazioni si possono acquisire attraverso la logica e le parole; altre, come le sensazioni, le emozioni, la strutturazione di immagini interne, possono solo esser provate direttamente a livello esperienziale. Una volta che lo stato di trance è stato raggiunto e sperimentato, esso può essere riprodotto con grande facilità e con la pratica la facilitazione risulterà sempre maggiore, analogamente a tutti gli altri processi di apprendimento. Così, una volta appresa, l’ipnosi non potrà esser dimenticata: in mancanza di esercitazione il soggetto potrà in parte arrugginirsi, ma non perderà mai tale abilità acquisita.

 

Eteroipnosi e Autoipnosi: quali differenze?

Nell’eteroipnosi si hanno due fonti di informazione, ovvero le suggestioni fornite dall’ipnotista e le sensazioni esperite dal soggetto. Nel caso dell’autoipnosi, venendo a cessare gli stimoli esterni, la mente si rivolge interamente agli stimoli e sensazioni interne. Il vantaggio dell’autoipnosi consiste nel poter attingere alla riserva interiore delle proprie potenzialità con maggiore facilità. Questo avviene perchè il soggetto è consapevole e conosce la propria sensibilità e i propri peculiari bisogni e abilità. Nella trance, la coscienza risulta scissa.  Nell’eteropinosi c’è, oltre l’ipnotista, il soggetto e la parte che funge da osservatore.

In altre parole, la coscienza è scissa in due. Nel caso dell’autoipnosi, il soggetto deve fungere da direttore (ipnotista), da colui che viene guidato (soggetto) e da osservatore; quindi, la coscienza si ritrova scissa in tre. Tutti i soggetti intervistati riportano, in caso di autoipnosi, una maggiore scissione (che Fromm e Khan chiamano “ego splits”) rispetto all’eteroipnosi.

Shone sostiene che lo stato di autoipnosi è più facile da raggiungere se si è stati sottoposti almeno una volta all’eteroipnosi. Le ragioni sono: a) si sa cosa aspettarsi, b) si è consapevoli/si imparano le risposte corporee, c) si prende confidenza con l’esperienza, d) si sfruttano i vantaggi delle suggestioni post-ipnotiche, e) si fugano dubbi ed incertezze (Shone). Prima degli anni ’70, l’opinione più diffusa e accredita era che auto ed eteroipnosi fossero sostanzialmente la stessa cosa e che la sola differenza consistesse nel “chi” induceva lo stato di trance. In realtà, sebbene qualsiasi forma di ipnosi sia essenzialmente un’autoipnosi, quest’ultima non coincide del tutto con l’eteroipnosi. Partendo da questo presupposto, insegnare l’autoipnosi vuol dire insegnare l’induzione di una trance individuale ed approfondirla. Secondo Shone, infatti, una guida è sempre richiesta nell’utilizzo delle suggestioni, delle immagini, delle metafore; in questo caso il clinico insegna al cliente/paziente non l’autoipnosi semplicemente, ma l’autoterapia.

 

Disturbi Psicosomatici

Il termine “psicosomatico” è composto da due parole di origine greca: psiche (anima) e soma (corpo) ad indicare l’inscindibile legame fra i due fattori, che hanno una costante, reciproca influenza.

È ormai consuetudine affermare, come il benessere (o malessere) fisico condizioni la sfera affettivo/emozionale e, viceversa, come lo stato psichico abbia ripercussioni sul fisico.
Lo stesso mondo medico ha abbandonato da tempo il vecchio approccio alla malattia intesa come risultante da un’unica causa, per sostituirlo con una più recente concezione multifattoriale della stessa, in cui l’aspetto psicologico assume un ruolo rilevante. 

L’American Psychiatric Association definisce come psicosomatico “tutto ciò che fa riferimento a una costante e inseparabile interazione della psiche (mente) e del soma (corpo)”.
A differenza del sintomo psicosomatico, che è costituito da un segno, una disfunzione specifica che si manifesta attraverso l’attivazione del sistema autonomo e di una risposta vegetativa in una particolare situazione di stress o di disagio psichico, (ad esempio l’iperacidità gastrica a parlare in pubblico soprattutto per la prima volta) la malattia psicosomatica rappresenta una modalità più “organizzata” dell’organismo per la manifestazione del proprio disagio.


Secondo molti studiosi, alcune esperienze di vita farebbero emergere (o riemergere) ansia ed emozioni troppo dolorose per poter essere percepite e vissute dall’individuo, il quale, inconsciamente, metterebbe in atto questo meccanismo difensivo di espressione del disturbo attraverso il soma.

La malattia psicosomatica rappresenta, in tal senso, una modalità indiretta di espressione, una metafora, di ciò che viene inconsapevolmente ritenuto inaccettabile, per tutti coloro che non hanno possibilità di simbolizzazione del proprio mondo interno.

 

Possibili ambiti applicativi del trattamento ipnotico per disturbi psicosomatici

  • L’emicrania si manifesta come un disturbo caratterizzato da acuti mal di testa che durano dalle 4 alle 72 ore, con un’intensità variabile. L’emicrania inoltre ha come peculiarità quella di influenzare negativamente le attività quotidiane e diventa più forte in seguito a sforzi fisici o mentali, in questi casi lo scopo dell’ipnosi è quello di ridurre il numero degli episodi di emicrania e cefalea e di abbassare i livelli di intensità.
  • I disturbi gastrointestinali si presentano come una categoria di patologie strettamente collegate agli stati emotivi che caratterizzano la vita passata o presente del paziente. Oltre a aspetti emotivi come ansia e depressione, coesistono elementi connessi alla motilità intestinale, bruciori di stomaco, eccessiva produzione di acidi gastrici, nausea e vomito. L’ipnosi in questo caso specifico non solo riduce i livelli di ansia e di depressione associati a questa condizione invalidante, ma per mezzo della trance, è in grado di modificare le convinzioni distorte dei pazienti, intervenendo anche sulla fisiologia del corpo per ripristinarla in senso funzionale riducendo, per esempio, la forza delle contrazioni nella parte finale del colon; normalizzando la sensibilità rettale; influenzando lo svuotamento gastrico e la secrezione di acidi gastrici.
  •  L’ipertensione consiste in un disturbo eterogeneo che raramente si accompagna a sintomi specifici. Tuttavia, alcuni pazienti ipertesi riportano mal di testa, vertigini, visione alterata ed episodi di svenimento. I risultati di uno studio condotto da Whorwell nel 2008 dimostrano che i pazienti ipertesi trattati con ipnosi presentano una drastica diminuzione dello stress legato alla malattia, riportando inoltre migliori valutazioni della loro qualità della vita dopo l’intervento.

Inoltre l’ipnosi rappresenta uno strumento d’elezione nel trattamento dei disturbi d’ansia, nella psicosomatica e in tutti i sintomi di origine emotiva, oltre che per trattamenti specifici in chirurgia, analgesia e in odontoiatria.

Il Consultorio Antera Onlus, nelle sedi di Roma, Monterotondo, Fiumicino, offre l'opportunità di incontrare psicoterapeuti esperti nelle difficoltà legate ai disturbi psicosomatici, accogliendo e accompagnando gli individui all'interno del proprio percorso terapeutico, anche attraverso l'utilizzo delle tecniche ipnotiche.

Cos'è il Coaching Alimentare?

Il modo in cui ci alimentiamo è profondamente influenzato dai nostri vissuti e dalle nostre emozioni, per questo è nato il Coaching Alimentare, un nuovo approccio che si basa sulla collaborazione di nutrizionisti e psicologi i quali, insieme, riescono ad esplorare le relazioni tra pensieri, sentimenti e credenze inconsce sulla nutrizione, il loro impatto sulle condotte alimentari, sul metabolismo e sulla persona nel suo complesso.

Il Coaching Alimentare può essere definito come una metodologia che si basa sull’aiutare le persone a raggiungere obiettivi e modificare le proprie abitudini alimentari che da soli faticano, o sono impossibilitati a modificare.

Attraverso questo  percorso la persona identifica e supera i propri ostacoli, crea l’ambiente adeguato e adotta l’atteggiamento necessario per raggiungere il cambiamento desiderato, cosa che, invece, può essere ostacolata dai ripetuti tentativi fallimentari di diete generiche e “fai da te”.

 

Per chi è pensato il percorso di Coaching Alimentare?

Il Coaching Alimentare è rivolto a chi vuole un aiuto per perdere o acquistare peso; a chi ha un disturbo del comportamento alimentare ed ha bisogno di un aiuto psicoterapeutico specifico, all'interno di questo percorso strutturato in collaborazione stretta con la figura del nutrizionista; a bambini e adolescenti in sovra/sottopeso e alle loro famiglie; non ultimo a persone affette da patologie cliniche, come ad esempio il diabete, ricevendo un supporto sia nell’accettazione che nella gestione della malattia, affrontandola da un punto di vista sia nutrizionale che psicologico.

 

Perché due figure professionali all'interno del coaching?

Il lavoro in equipe di uno psicologo con un nutrizionista garantisce un percorso integrato e multidisciplinare nel quale la presa in carico del paziente è a tutto tondo e si caratterizza per un continuo interfacciarsi delle due figure professionali, conducendo sedute con la sola presenza dello psicologo o del nutrizionista ma con un raccordo continuo delle due figure professionali si può procedere lungo la stessa linea e sviluppare un progetto terapeutico personalizzato e integrato a tutto tondo. In alcuni casi dove la valutazione iniziale evidenzia particolare necessità,  può essere attivato un gruppo virtuale con la presenza congiunta dei due professionisti.

Il nutrizionista avrà il compito di seguire la persona dal punto di vista dell’alimentazione, redigere un piano dietetico che rispetti le sue esigenze e monitorarlo nel tempo.

Lo psicologo si affiancherà e supporterà il percorso di cambiamento, lavorando sulle componenti emotive sottostanti, sulle possibili frustrazioni ed eventuali blocchi, aiutando il soggetto a raggiungere gli obiettivi stabiliti.

La nostra esperienza ci ha dato conferma di come il continuo scambio e confronto fra le due figure professionali permetta di valorizzare le loro competenze e di amplificare l'efficacia del loro operato, accogliendo e aiutando la persona in maniera più globale.

Il Consultorio Antera Onlus offre a Roma, Fiumicino e Monterotondo percorsi di Coaching Alimentare costruiti ad hoc sulla persona, guidati da psicologi-psicoterapeuti in collaborazione con  nutrizionisti specializzati e professionali che lavorano costantemente in sinergia tra loro.

E' possibile l'attivazione di un percorso anche in collaborazione con nutrizionisti che già seguono la persona prima di accedere al nostro centro, con i quali sarà nostra premura metterci in contatto.

Se desideri ulteriori informazioni sul Coaching Alimentare e sui servizi legati alla nutrizione nelle diverse sedi di Roma, Fiumicino e Monterotondo, contattaci, ti risponderemo quanto prima.

Durante e dopo la pandemia i disturbi alimentari come obesità, bulimia e anoressia sono aumentati in modo esponenziale. Spesso le persone hanno difficoltà a trovare risposte adeguate al loro problema ed arrivano a soluzioni autogestite, approssimative e spesso anche dannose.

Negli adolescenti, con la pandemia, sono aumentati disturbi quali obesità e anoressia. Dopo il Covid i ragazzi o mangiano troppo o mangiano poco (ad esempio chi aveva un trend verso la restrizione si sente spinto verso l’anoressia, viceversa verso l’obesità).

 

Cosa può scatenare lo strutturarsi di un disturbo alimentare?

I Disturbi alimentari nascono da più eventi scatenanti:

  1. Fattori predisponenti, riconducibili alla genetica, all’ambiente ed alla personalità;
  2. Fattori precipitanti quali diete restrittive e difficoltà psicologiche personali;
  3. Fattori di mantenimento come la “sindrome del digiuno” e il conseguente rinforzo positivo dell’ambiente sui comportamenti alimentari disordinati (commenti positivi da parte degli altri sull’aspetto fisico).

 

Quali possibili cause dietro ai disturbi alimentari

Tra le cause dei Disturbi Alimentari possiamo trovare:

  1. Problemi di autostima;
  2. Dinamiche familiari;
  3. Eventi e passaggi di vita significativi (adolescenza, divorzio, menopausa, arrivo di un figlio, ecc.);
  4. Traumi legati all’abbandono (perdita di persone care, lutti, distacchi emotivi) e traumi in generale (incidenti, violenze, perdita lavoro, ecc.);
  5. Dispercezione del proprio corpo (convinzione di avere un corpo diverso da quello che si ha realmente).

Queste situazioni possono innescare, in una mente che vive il rapporto con il cibo in maniera difficoltosa, dei meccanismi psicologici in cui il cibo viene utilizzato come mezzo di compensazione delle emozioni.

 

Come rispondere alle difficoltà legate ai disturbi alimentari

Il Consultorio Antera risponde alle richieste sempre più frequenti, sia di singole persone che di famiglie per i figli, che hanno problemi con l’alimentazione con un intervento mirato che coinvolge più specialisti (psicoterapeuti, psichiatra, medico internista, medico dietologo, endocrinologo e personal trainer sportivo) offrendo un percorso strutturato sulla persona avvalendosi anche di tecniche cognitivo-comportamentali, EMDR, psicoterapia individuale, di coppia e familiare, coaching psicoalimentare.

 

Psicoterapia di gruppo: cos'è e come funziona

La terapia di gruppo è una forma di psicoterapia in cui l'intervento clinico viene effettuato in un setting gruppale: il gruppo, grazie alla guida dello psicoterapeuta, ha la capacità di contenere e trasformare i vissuti portati dai singoli individui, promuovendo una maggiore conoscenza di sé attraverso il rispecchiamento nell'altro. La rottura dell’isolamento e la creazione di un senso di condivisione e di appartenenza, in molti casi, sono già di per sé terapeutici.

La psicoterapia di gruppo consiste in incontri periodici tra persone che avvertono una sofferenza psichica. Questi incontri vengono guidati da uno psicoterapeuta che conduce il gruppo, sempre all'interno di una cornice che garantisce il segreto rispetto a quanto emerso negli incontri.

La psicoterapia di gruppo non è semplicemente una psicoterapia individuale fatta in gruppo, ma una psicoterapia con caratteristiche peculiari, particolarmente utili in alcune specifiche situazioni o fasi di vita.

 

Terapia individuale o di gruppo: quali differenze

Gli approcci terapeutici gruppali presentano alcune peculiarità rispetto a quelli “classici” che privilegiano un setting individuale.

Innanzitutto permettono di sfruttare gli specifici processi psicologici di gruppo all'interno della relazione clinica, per migliorare l'efficacia di alcuni tipi di intervento. Possono inoltre amplificare e accelerare alcuni processi di cambiamento: in un gruppo che funziona bene, in cui si sono sviluppate buone relazioni tra i componenti, si lavora tutti insieme in modo sinergico per affrontare i problemi, partendo dagli specifici bisogni di ogni individuo.

Al contrario, nella terapia individuale, si può “sfruttare” unicamente la relazione tra lo psicoterapeuta e paziente. Spesso il lavoro in gruppo si integra bene ad un percorso di psicoterapia individuale, affiancandolo o può essere una buona scelta per la persona una volta concluso il proprio percorso individuale, consolidando i cambiamenti avvenuti.

 

Quali sono i benefici della psicoterapia di gruppo?

Si è osservato come il gruppo presenti delle specifiche caratteristiche che favoriscono:

  • sviluppo di relazioni
  • nascita di legami identificativi
  • creazione di una cultura comune
  • amplificazione di potenti meccanismi trasformativi.

I gruppi possiedono capacità curative che vanno ben oltre il superamento del senso di alienazione, dell’isolamento sociale e della possibilità di condividere il proprio disagio con altre persone. Nel gruppo la persona può sperimentare nuovi modi di relazionarsi agli altri e migliorare, così, la sua capacità di relazione anche all’esterno del gruppo, nella vita di tutti i giorni.

Per esempio l’adolescenza è un momento nella vita in cui il gruppo dei pari acquista una funzione significativa sia per lo sviluppo della personalità, che come contenitore delle turbolenze emotive proprie di questo periodo, quindi la psicoterapia di gruppo può facilitare la condivisione di esperienze, pensieri ed emozioni.

Il Consultorio Antera Onlus, nelle sedi di Roma, Monterotondo e Fiumicino, offre la possibilità di incontrare psicoterapeuti esperti, accogliendo le specifiche richieste e accompagnando gli individui all'interno del proprio percorso terapeutico.

All'interno del nostro centro sarà possibile costruire un progetto ad hoc sulla persona, con la possibilità di usufruire anche di approcci terapeutici gruppali.

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